Siti internet vietati e monitoraggi
ai dipendenti comunali di Macerata

L'RSU: "Sfiducia immotivata e troppe contraddizioni"

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brunetta internet

di Alessandra Pierini

Il computer è ormai da anni uno strumento indispensabile per ogni professione e in ogni ufficio, lo stesso si può dire di Internet. Il collegamento alla rete è in molti casi un prezioso alleato che permette di rintracciare in maniera veloce e precisa dati e informazioni, oltre a facilitare la creazione di reti e lo scambio di informazioni. La questione dell’utilizzo improprio che ne viene talvolta fatto dai dipendenti tiene banco in tutto il mondo e le aziende si schierano su due fronti, l’uno più permissivista che ne esalta i pregi, l’altro invece che sottolinea come internet può essere perdita di tempo e calo della produttività. Il settore pubblico non è rimasto estraneo dal dibattito che in questi giorni ha interessato anche il Comune di Macerata, dove il nuovo segretario comunale Francesco Fontanazza ha deciso di intervenire con una circolare che diffida i dipendenti dall’utilizzo di internet per fini diversi da quelli strettamente legati all’attività lavorativa quali lo scarico di software, le transazioni finanziarie, i forum, le catene telematiche i social network e così via. La circolare è stata inviata a tutti i dipendenti dopo un’attività di monitoraggio che ha rilevato un traffico internet di natura diversa da quella strettamente professionale.
“E’ un normale richiamo al rispetto di regole già esistenti – dichiara il Sindaco Giorgio Meschini – è un atto dirigenziale del segretario che mi ha informato dell’invio. Non si tratta di una limitazione ma di una indicazione sulle modalità di utilizzo di internet sul posto di lavoro, anche sulla scia di quanto si sta facendo a livello del Governo Centrale con il Ministro Brunetta (nella foto)”.
A proposito dell’utilizzo di internet, infatti, si era già pronunciata la Direttiva 2/2009 della Presidenza del Consiglio dei Ministri, firmata dal Ministro Brunetta, nella quale si auspica l’utilizzo degli strumenti informatici per i fini lavorativi ma prima di tutto si tutela la privacy dei dipendenti. Le Pubbliche Amministrazioni, secondo la direttiva, devono attenersi ai principi di proporzionalità e non eccedenza, sono inoltre invitate a rispettare la dignità dei lavoratori, a predisporre strumenti per ridurre i rischi legati ad un uso improprio, ad informare preventivamente i dipendenti di azioni di controllo messe in atto e ad esplicitare le regole del corretto utilizzo del mezzo.
L’RSU sembra non aver gradito e ha risposto alla diffida in maniera significativa:
“In riferimento al “richiamo al disciplinare comportamentale ad uso interno” inviato a tutti i dipendenti in data 16/9/2009 la RSU ritiene di dover precisare quanto di seguito specificato.
Spiace dover costatare un drastico cambiamento nella gestione dei rapporti con il personale dipendente che non giova di certo al mantenimento di un clima lavorativo sereno, costruito nel corso degli anni con passione e partecipazione.
Dal tenore della citata mail infatti si evince un atteggiamento di sfiducia nei confronti della professionalità dei dipendenti, a nostro avviso immotivata e non basata su riscontri oggettivi, tenuto conto tra l’altro che il Comune di Macerata nel 2007 è risultato l’Ente Locale meno assenteista d’Italia (più volte vanto dell’Amministrazione stessa), del fatto che la spesa per il personale sul totale delle spese correnti risulta tra la più basse dei capoluoghi di Provincia (circa il 30%) pur in presenza di servizi di qualità elevata e spesso gestiti direttamente e in economia.
A titolo esemplificativo nella citata lettera si afferma:
“Nel rispetto della Direttiva sopracitata, questa Amministrazione sta effettuando controlli e verifiche periodiche per evitare utilizzi non coerenti con la prestazione lavorativa e non conformi alle norme che disciplinano il lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni.
Riportando di seguito il traffico internet effettuato dal Comune di Macerata dal 15 al 31 luglio dal quale si rileva un rilevante uso non conforme a quanto sopra ricordato (gli Hits riportati indicano il numero degli accessi ai siti estranei all’attività del Comune), si diffida ad un uso improprio del proprio computer e si avverte che a partire dal prossimo 1° ottobre qualora si riscontrassero comportamenti non in regola a quanto sopra evidenziato, gli stessi saranno sanzionati in base alle vigenti disposizioni contrattuali”.
A tale proposito si rileva che:
–         la tabella inviata è scritta in inglese tecnico, poco comprensibile e, a nostro avviso, del tutto insignificante;
–         non è stato specificato cosa si intenda per uso improprio o non conforme;
–         non sono state indicate quali siano le sanzioni irrogabili e con quali modalità verranno applicate;
–         non è indicato come verranno effettuati i controlli, da chi e con quali criteri;
–         non vi sono riferimenti alle modalità di rispetto della tutela della privacy di ogni “persona”.
Vi sono poi stridenti contraddizioni tra quanto previsto dalla ricordata circolare Brunetta (che si allega con evidenziate le parti che si invita a rileggere) e quanto prescritto nella nota pervenuta dalla direzione generale nella quale, contrariamente a quanto esplicitamente affermato, non vengono rispettate le regole e i principi generali ivi previsti:
–         procedure di informazione/consultazione delle rappresentanze dei lavoratori previste dal CCNL;
–         preventiva informazione dell’esistenza di dispositivi di controllo atti a raccogliere i dati personali;
–         preventiva conoscenza dei lavoratori delle attività consentite, dei controlli cui sono sottoposti, delle modalità di trattamento dei dati e delle sanzioni cui possono incorrere in caso di abusi.
Si rilevano infine contraddizioni tra il divieto assoluto previsto dal disciplinare redatto nel 2005 e la direttiva ministeriale del 2009 nella quale viene incentivato l’uso dello strumento informatico per assolvere incombenze amministrative e burocratiche personali senza allontanarsi dal luogo di lavoro.
Si coglie infine l’occasione per invitare la direzione generale a concentrare la propria attenzione anche al miglioramento della funzionalità della rete e dei sistemi informativi in dotazione agli uffici nonché alla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.”
Dal primo di ottobre, quindi, salvo nuovo ordine, i dipendenti del Comune di Macerata non potranno connettersi se non per motivi strettamente lavorativi. Resta il dubbio su www.cronachemaceratesi.it: chissà per il Comune di Macerata avere dipendenti che leggono il nostro giornale on line e si informano sulla realtà in cui operano non possa  essere un valore aggiunto?


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