Terremoto nel Maceratese, l’analisi
dell’Istituto nazionale di vulcanologia:
“Questi eventi profondi si presentano
spesso come scosse isolate”

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L’Istituto nazionale di vulcanologia ha localizzato la scossa di magnitudo 4.6 Richter a 12 chilometri lineari a nord-nord/ovest di Macerata. La profondità dell’ipocentro è stata calcolata in circa 38 km, superiore alla maggior parte dei terremoti appenninici (tipicamente entro i primi 15 chilometri della crosta). “Questi eventi profondi – segnalano all’Istituto nazionale – si presentano spesso come scosse isolate, non essendo preceduti o seguiti da altre scosse più piccole, come avviene invece per i terremoti crostali. Il verificarsi di terremoti a questa profondità è caratteristico del processo geologico in atto nella zona umbra-marchigiana, la flessione della placca adriatica al di sotto dell’Appennino. Negli ultimi dieci anni, la zona è stata interessata da frequente sismicità superficiale, mentre la sismicità più profonda è avvenuta sporadicamente nelle zone intorno”. Il terremoto di questa mattina è il più forte avvenuto nella zona dopo la crisi sismica del 1997/98.


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