Incontro tra l’assessore Blarasin
e le organizzazioni sindacali:
resi noti i dati del mercato del lavoro
Sostegno della Provincia per fronteggiare la crisi

Sostegno al reddito dei lavoratori in mobilità, meccanismi di anticipazione della Cassa integrazione, la formazione, l’istituzione di un Osservatorio che monitorizzi l’andamento economico-occupazionale, interventi per assicurare il credito bancario alla imprese, l’apprendistato, interventi per il settore occupazionale del commercio dove più forte è il fenomeno del precariato. Soprattutto di questo si è parlato nel primo incontro che il neo assessore provinciale alle politiche del Lavoro, Andrea Blarasin, ha avuto con i rappresentanti delle segreterie territoriali delle confederazioni sindacali. Un incontro che si è svolto nella sede dell’Assessorato, in via Armaroli, volto alla reciproca conoscenza, ad avviare rapporti costruttivi, ma anche ad avere un confronto complessivo in ordine della situazione socio-economica in provincia di Macerata.
Ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali – erano presenti Marco Ferracuti (Cisl), Roberto Broglia (Uil), Salvatore Zizzi (Ugl), insieme ad alcuni loro collaboratori, mentre la Cgil era assente per concomitanti impegni della Confederazione – l’assessore Blarasin ha comunicato che la Provincia intensificherà tutte quelle funzioni che può svolgere nell’ambito della “programmazione regionale e nel rispetto dei processi di concertazione sociale”. In particolare, l’assessorato assicurerà la gestione delle misure di sostegno all’occupazione e alla creazione di nuova impresa, la gestione ed il controllo delle attività di formazione professionale e di apprendistato, sostegno ai processi aziendali di trasformazione organizzativa e di formazione tecnologica finalizzati alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro. Inoltre l’assessore ha espresso l’intenzione di attivare il fondo di garanzia di centomila euro per “microcredito” a favore di famiglie in difficoltà e di dare il massimo impulso alla Commissione provinciale per il lavoro, quale struttura in grado di assicurare la concertazione con le parti sociali in ordine all’esercizio delle funzioni dell’ente in materia di formazione e lavoro.
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L’assessore Blarasin ha colto l’occasione dell’incontro per consegnare alle organizzazioni sindacali l’ultima rilevazione sul mercato del lavoro (al 30 giugno) effettuata dalla Provincia, attraverso i propri Centri per l’impiego.
Sul fronte delle assunzioni nel primo semestre dell’anno esse sono state 23.750 con una riduzione rispetto allo stesso periodo del 2008 di circa il 25%. Tale diminuzione riguarda tutte le tipologie contrattuali ad eccezione dei contratti “intermittenti” che sono passati dai 241 dello scorso anno ai 3.098 dell’anno in corso. Le assunzioni a tempo indeterminato nei primi sei mesi del 2009 sono state 3.337, quelle a tempo determinato 13.040. L’andamento delle assunzioni nel corso del semestre registra una ripresa dopo il numero minimo di febbraio (3.035). A marzo sono state 3.199, ad aprile 3.512, a maggio 4.382 a giugno 4.475.
I licenziamenti hanno interessato tutti i comparti, con maggiore incidenza in quelli a più alta densità occupazionale: commercio, costruzioni, industria metalmeccanica. I lavoratori posti in mobilità nel primo semestre 2009 sono stati 1.393 (88% in più rispetto al periodo gennaio-giugno 2008) di cui 623 nel comprensorio del Centro impiego di Civitanova Marche (+ 70%), 370 nel comprensorio di Macerata (+110%), 400 nel comprensorio di Tolentino (+101%). Il 33% dei lavoratori posti in mobilità ha un’età compresa tra 30 e 39 anni, il 30% è nella fascia 40-49 anni e il 24% oltre i 50 anni.
Sommando i lavoratori iscritti in mobilità nel primo semestre 2009 a quelli che vi risultavano già alla data del 31 dicembre, il totale ammonta a 3.529 unità di cui: 749 settore calzaturiero, 389 commercio, 388 industria metalmeccanica, 309 costruzioni, 255 tessile ed abbigliamento.
Gli iscritti come disoccupati o inoccupati nei tre Centri per l’impiego della provincia di Macerata alla data del 30 giugno erano 6.739 di cui 3.568 donne e 3.171 uomini. L’andamento semestrale registra una diminuzione dopo il picco massimo del mese di marzo (1.469): ad aprile le iscrizioni sono state 1.057, a maggio 748, a giugno 711.
La crisi, che si è fatta sentire di meno da noi in Provincia che altrove, ha l’onda lunga.
Ora i dati rilevati non sono certo positivi ma, se raffrontati ad altre realtà, possiamo dire che al momento noi ce la stiamo cavando meglio.
Il punto principale però è che la crisi mondiale è iniziata lo scorso inverno, quando oramai le commesse per la stagione 208-2009 erano già state prese.
Infatti, tralasciando il comparto calzaturiero e dell’abbigliamento (oramai in flessione da diversi anni per la concorrenza del Sud Est Asiatico, India e Cina), complessivamente le nostre imprese e le nostre industrie pur avendo una flessione (rispetto agli anni prima) hanno potuto superare la stagione….
Il problema si presenterà, speriamo non drammaticamente, dopo le ferie estive (in molte industrie si mormora che a settembre apriranno le scuole ma chiuderanno le fabbriche!!!) in quanto gli ordfini per il prossimo autunno-inverno sono decisamente scarsi e, per il momento, non si prevedono grossi ordini per il periodo setttembre-dicembre.
Un lavoro non facile per il nuovo Assessore Blarasin; i prossimi mesi saranno la cartina di tornasole per vedere di che pasta è fatto il nostro compaesano che dovrà vedersela, non solo con la crisi ma anche, con una giunta che non ci sembra fatta di fulmini di guerra…
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Un discorso a parte merita il comparto dell’edilizia che, in questi ultimi 10 anni ,ha visto crescere costantemente fatturato e introiti.
Nonostante la popolazione residente (in Regione, non solo in Provincia) non sia aumentata di tanto negli ultimi anni si è avuto, al contrario, un’impennata delle costruzioni di abitazioni, locali commerciali ed artigianali.
Insomma abbiamo costruito (spesso violentando il territorio, con pochi servizi a sostengo e senza un adeguata pianificazione… ma questo è un altro discorso) per le esigenze presenti e probabilmente future per i prossimi anni….
E non a caso sono oramai alcuni mesi che le imprese edili stanno lavorando al lumicino e alcune stanno cercando contratti con la classica zeppetta.
Ora è il momento (per chi può) di ristrutturare in quanto (visto che le imprese edili devono lavorare ma il lavoro è poco) si spuntano prezzi decisamente interessanti, anche un 20-30% dei tagli della spesa a parità di qualità di ristrutturazione (in soldoni: una buona radicale ristrutturazaione si pagava all’incirca dai 800 ai 1.100 euro/mq.. ora si può anche pagare dai 600 ai 900 euro/mq)
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Utile informazione:
Anche se le agenzie immobiliari e i costruttori negano con decisione questo calo nel settore dell’edilizia ha anche comportanto un sostanziale blocco degli aumenti delle vendite delle case e un livellamento verso il basso dei prezzi delle abitazioni sia “usate” (oggi un seminuovo costa un 15-25% in meno rispetto a due anni fa) che “nuove” (i prezzi alti del nuovo sono solo indicativi, casomai ci fosse qualche beccaccione; c’è crisi quindi il valore del nuovo è calato di un abbodante 15-20% rispetto a 12 mesi fa)