Adesso lo Sferisterio
va …a metano

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di Maurizio Verdenelli

 

“Adesso lo Sferisterio per risparmiare va a metano”. Parole (e musica burlesca) di Fernando Pallocchini, direttore del mensile maceratese “La Rucola”, a conclusione dell’incontro in Provincia servito al Sof per presentare i nuovi “official sponsor” della stagione che s’apre il 23 prossimo con “Don Giovanni”.

Perché il “risparmioso” metano, evocato dal collega? Perché quest’anno, dopo l’uscita di Nero Giardini (alias Enrico Bracalente) ed accanto alla tradizionale sponsorizzazione di Banca Marche –che 14 anni fa raccolse la “staffetta” dalla Cassa di Risparmio di Macerata- ci sarà il gruppo GDF Suez, nato dalla fusione della società Gaz de France con Suez, uno dei principali fornitori di energia nel mondo, attivo sull’intera catena del gas naturale e dell’energia elettrica.

Presenti il sindaco Giorgio Meschini, il presidente della Provincia Franco Capponi e il vicepresidente di Banca Marche, Lauro Costa (con giacca indossata e non sulle spalle, come visto alla presentazione di Tuttoingioco) Giuseppe Tiranti, l’uomo di Gdf Suez Marche ha spiegato l’ingresso del…metano in Arena: “Poter legare il nome del Gruppo a una manifestazione di pregio come lo Sferisterio Opera Festival è un fatto che ci onora molto. Un coinvolgimento che ci consente di continuare ad affermare la propria sensibilità nei confronti della cultura e la volontà di sostenere iniziative importanti per i cittadini. Un’occasione significativa per ribadire il legame con il territorio nazionale e marchigiano, dove Gdf Suez è presente da anni nella fornitura di energia elettrica, gas naturale e servizi a migliaia di famiglie e aziende. Inoltre siamo contenti di stare a fianco di Banca Marche, una grande istituzione del territorio marchigiano”.

Da parte sua, Lauro Costa ha ribadito l’impegno di Banca Marche a sostenere ancora di più la cultura e a fare uno sforzo maggiore per il Sof (l’importo per ciascuno sponsor  è di 170.000) sul quale, quest’anno, tira ancora più aria di tramontana. Tanto che –sia detto non per inciso- non sarà possibile mettere in piedi una quarta recita per il “Don Giovanni”, sold out. Lo ha spiegato anche il direttore artistico Pier Luigi Pizzi, arrivato con grave ritardo (“Lavoriamo dalle 9 del mattino fino alle 2 della notte!”) alla presentazione dei due official sponsor. “I cantanti sono disperati, andrebbero in scena per la quarta volta gratis. Ma pure così non basta: sarebbe necessario che un mecenate ci regalasse la quarta serata di Don Giovanni!” dice Pizzi che odia l’anglesismo del termine sponsor, preferendo di gran lunga parlare di mecenatismo (“gente che finanzia l’arte per amore dell’arte e per il piacere della compagnia degli artisti”). Tuttavia ignorando che Mecenate è morto da un pezzo non lasciando mai autentici eredi e che in fondo il grande romano era andato sul sicuro, avendo investito su un poeta che si chiamava Orazio Flacco. Più di recente è morto anche il maceratese conte Conti, l’unico di cui si conosca l’artistica follia di aver finanziato un’opera lirica. Accadde per un’Aida all’Arena di Verona ed in effetti il conte Conti lo fece –come dice Pizzi- per amore dell’artista, che era la moglie, la mediocre cantante Francesca Solari. Per amore non ebbe a pentirsene, anche se quella serata trionfale fu anche per lui un vero disastro economico. Tuttavia per amore questo accade molte volte pure per chi non conosce la parola mecenatismo, prediletta dal direttore del Sof che ieri ha incassato il convinto apprezzamento di Lauro Costa: “Dobbiamo a lui le fortune di questo straordinario festival”. E Pizzi di rimando, si è impegnato a “Fare crescere sempre di più la qualità”.

Da parte di Meschini e Capponi (nominato l’altro giorno vicepresidente del Sof) parole di ringraziamento e di speranza per un futuro migliore dal punto di vista economico. I commenti finali all’uscita erano soprattutto polarizzati sul grande successo che sta ottenendo a Civitanova Tuttoingioco e pure sull’enorme occasione perduta dal capoluogo. Tuttoingioco e Sof sarebbe stata una miscela perfetta, integrandosi a vicenda in una soluzione altamente culturale tale da far concorrenza a quell’evento mitico che si chiama a Spoleto, non molto distante da Macerata: Festival dei Due Mondi.


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