La politica maceratese
stavolta non va in vacanza

Il punto - di Maurizio Verdenelli -

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di Maurizio Verdenelli

Luglio, tempo di vacanze. Quale meraviglia dunque se il dottor Fabio Corvatta ha deciso d’andare in ferie partendo per una località sconosciuta (ai più) ed irraggiungibile (per gli interessati)? Nessuna meraviglia, dunque, a parte il fatto che in vacanza per il momento è andata pure la soluzione del piccolo/grande mistero innescato dallo stesso Corvatta e finito pari pari sulle locandine dei giornali maceratesi. Che continuano a “ribevere” (è gergo giornalistico) sul giallo politico dell’estate rilanciando in grande stile i commenti dell’ex presidente della Provincia, Giulio Silenzi. Che, come il protagonista di un celebre carosello della Stock 84 (anni ’60) esclama al bancone di un bar, ad un confuso cliente che non sa che brandy ordinare: “Ma che figura!”. Per Silenzi il cliente “confuso” è Franco Capponi, suo successore alla guida della Provincia che al posto di un “brandy qualsiasi” dovrà ingoiarsi l’amarissimo calice del gran rifiuto dello stesso leader di Una forza per cambiare, nominato assessore appena qualche ora prima.

Gran rifiuto, come quello di papa Celestino, ma non certamente a sorpresa anche se sopraggiunto come una folgore subito dopo l’accettazione. In realtà di sorprendente, tra i beninformati, c’era stato il “sì” all’incarico da parte dell’ex sindaco di Recanati di cui si conosceva bene il discreto disinteresse ad una nomina assessorile. Tanto che per quel posto era data per scontata, alla vigilia, l’indicazione di Nazareno Agostini da parte dello stesso Corvatta. Così poi non è stato ma Capponi che altro poteva fare se non recepire alla vigilia del primo consiglio, i “desiderata” del leader di una lista che aveva contribuito alla sua vittoria? Era stata peraltro notata l’assenza dell’ex sindaco di Montelupone all’insediamento dell’assemblea provinciale mentre di contro nell’affollato parterre si distingueva l’alta figura di Milco Mariani segnalato dall’on. Luca Paolini come assessore per la Lega Nord (questione, anche questa, in stand by). Segnalata pure l’assenza di Deborah Pantana, una delle protagonista della campagna elettorale del centrodestra, che ora subentrerà in Consiglio dopo le nomine di giunta. In compenso, la Pantana sulle colonne del “Carlino” ha…fischiato un rigore (questione di famiglia) a favore di Macerata che dovrà assumere un ruolo di guida effettiva nei riguardi dell’intera provincia. Chi ha orecchie per intendere, intenda!

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Nel frattempo Deborah andrà a rinforzare l’esiguo drappello femminile -tuttavia qualitativamente forte, come ha detto Capponi. Con lei, esponente di spicco del Pdl, quota An, ci sono infatti Maria Grazia Vignati (assessore), Alessandro Boscolo, Isabella Parrucci, e Loredana Riccio.

Il consiglio provinciale torna a riunirsi martedì 14 prossimo e solo allora si potrà sciogliere anche l’enigma Corvatta perché la data di convocazione assembleare coincide all’incirca con il ritorno dalle sue vacanze. Solo allora il coordinatore di Una forza per cambiare indicherà il nome del suo successore in giunta.

In consiglio entrerà anche Massimo Pizzichini (Udc) che è stato presidente del consiglio comunale nella seconda parte del breve “regno” di Anna Manghi, succedendo al dottor Ghergo. Il quale era subentrato al dimissionario Dante Ferretti, assessore alla Cultura messo in fuga da chi (sia detto per inciso) aveva paura della grandezza del suo nome, scappellandosi ora davanti a lui,  vincitore di due Oscar.

L’ho fatta un po’ lunga richiamando Udc e Comune per introdurre l’ultima tema nel pentolone della politica maceratese. Un tema che gira intorno all’attuale assessore alla Cultura Massimiliano S. Bianchini, visto col sindaco Giorgio Meschini all’inaugurazione, sabato scorso, del policentro (garages, box e locali per esercizi pubblici) costruito da Avvenire srl a valle di viale Leopardi. C’erano anche Marco Moscatelli, presentatore ormai notissimo ed anche miss Marche, bionda e diafana.

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Se uno chiedesse, di questi giorni, a Meschini se procederà al rimpasto di giunta richiesto da Rifondazione dopo la migrazione nel Pd del “suo” assessore Bianchini, avrebbe la seguente risposta: “Mica faccio il pastaio!” e quindi ci siamo astenuti. Chiedere poi all’Udc cosa ne pensi di far parte della proposta di coalizione lanciata su Cronache Maceratesi da Bianchini  (che si è rivolto analogamente al Comitato Menghi) significa farsi dire da Pettinari che pure tiene aperta la porta in Regione mostrandosi possibilista su Spacca: “Passiamo alla prossima domanda!”. Anche in questo caso quindi ci siamo astenuti. Una tentazione però l’abbiamo avuta, domenica , da “Nenetta” a Porto Recanati: quella di chiedere all’ex sindaco Anna Menghi (mangiava in compagnia della sorella Rita): “Che ne pensi della proposta di Bianchini?”. Poi abbiamo capito che Anna ci avrebbe lanciato uno dei suoi ringhiosi ed ironici sorrisi ed abbiamo sorvolato. Un fatto è certo: da iscritta alla Dc, Anna è stata sempre rivolta a sinistra: fu una sorpresa quando nel novembre ’97 decise di mettersi alla testa della coalizione di centrodestra per la guida del Comune. In ogni caso, domenica al mare, una sensazione l’abbiamo colta: l’ex regina “di maggio” è pronta a lanciare la sua sfida, più motivata di sempre. Sarà per questo che a Porto Recanati ha scelto il ristorante preferito del sindaco neoeletto Rosalba Ubaldi: il personaggio più vincente e determinato uscito dal voto di giugno (dopo Capponi e Pettinari…).

Un voto caldo, caldissimo con vincitori e vinti pronti all’immediata rivincita in questo luglio pieno d’afa. E la chiamano estate…

Nelle foto: Giulio Silenzi e Franco Capponi al primo Consiglio provinciale;  Fabio Corvatta, dimessosi da assessore ad appena 24 ore dalla nomina; infine Anna Menghi e Placido Munafò del Comitato Menghi al Consiglio comunale di Macerata.


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