A Carlo Cambi l’Oscar del Vino
quale miglior giornalista-scrittore

Carlo Cambi – giornalista professionista da oltre 30 anni, venti dei quali passati a Repubblica, per il quotidiano romano ha fondato e diretto fino al 2005 I Viaggi di Repubblica, toscano di nascita, ma maceratese di adozione – domenica 31 maggio si è aggiudicato Il Premio Internazionale del Vino già Oscar del Vino per l’edizione 2009 quale miglior giornalista e scrittore di vino. Il prestigiosissimo riconoscimento creato da Franco Maria Ricci, il patron di Ais-Bibenda, è stato assegnato a Carlo Cambi da una giuria popolare che ha espresso oltre 27 mila voti per “il coraggio e l’indipendenza dimostrata nella professione giornalistica”. La premiazione si è svolta domenica 31 maggio all’Hotel Cavalieri Hilton di Roma nel corso di uno show che sarà trasmesso domenica 7 giugno a partire dalle 16 e 35 da Rai Uno. Dopo numerosi riconoscimenti arriva anche l’Oscar del Vino, il premio più ambito nel mondo dell’enogastronomia. “Va dato atto –afferma Carlo Cambi – alla giuria popolare e soprattutto a Franco Maria Ricci di grande indipendenza di giudizio. Da anni mi batto perché il sistema dei media attorno al mondo del vino e della ristorazione sia più trasparante, capace di raccontare valori, capace di creare un ponte positivo tra la fatica di chi produce e la felicità di chi degusta. Di questo mi sono sempre fatto portavoce”. Non a caso Max Laudadio di Striscia La Notizia per la rubrica “Fornelli Polemici” ha intervistato Carlo Cambi di recente, considerandolo uno dei maggiori esperti del settore. E mentre molti hanno preferito ignorare denunce e appelli alla trasparenza evidentemente il “Popolo del vino” – come lo chiamano Franco Ricci e l’Associazione Italiana Sommelier – è in prima linea nel chiedere un’informazione puntuale, di qualità e scevra da condizionamenti”. L’Oscar del Vino è andato a Carlo Cambi anche per lo straordinario successo che i suoi libri Il Mangiarozzo e Le Ricette e i vini del Mangiarozzo editi da Newton Compton hanno riscosso in questi anni tanto da essere considerati dei best seller della letteratura enogastronomica.