Arrivano i finanziamenti per i lavori
alla chiesa di San Filippo
Macerata

I lavori per il recupero della chiesa di San Filippo sono stati finanziati e quindi potranno iniziare a breve. La notizia è stata comunicata dall’assessore ai beni culturali Mauro Compagnucci che, prima del Consiglio comunale andato poi deserto, ha risposto ad una interpellanza del consigliere Ivano Tacconi (Udc) con la quale, tra l’altro, si chiedevano notizie in merito allo storico edificio di culto danneggiato dal terremoto del 1997.
Compagnucci, nella sua risposta, ha ricordato che lo scorso anno il sindaco riuscì a inserire all’interno dei finanziamenti per le manifestazioni ricciane anche il recupero della Chiesa di corso della Repubblica, autentica testimonianza artistica marchigiana dell’Ordine dei Filippini.
Alcuni giorni fa la svolta. Regione Marche, Diocesi di Macerata e Comune, nel corso di una conferenza dei servizi, hanno sottoscritto la bozza di un accordo di programma per l’attuazione del progetto di restauro e miglioramento sismico della chiesa di San Filippo. A giorni seguirà la firma dei rappresentati dei tre Enti anche sull’atto ufficiale.
Nello schema si stabilisce che il costo totale dell’intervento corrisponde a quello del progetto di recupero già approvato dalla Regione nel 2006 e che i lavori saranno finanziati con i Fondi Fas (Fondi per le aree sottoutilizzate) per un importo di poco superiore ad un milione 373mila euro, ripartito in varie annualità. “I fondi saranno affidati e gestiti dalla curia” ha riferito Compagnucci, “pertanto ora ci troviamo finalmente nella condizione di dire che i finanziamenti sono arrivati e i lavori potranno iniziare a breve”.
“Unica condizione” ha concluso l’assessore “è che lo Stato versi quanto ha già stabilito con le Regioni con l’ultima direttiva Cipe”.
Il consiglio comunale, dopo la seduta deserta di ieri, tornerà a riunirsi oggi pomeriggio alle 16.
L’impalcatura “dimenticata” per tanto tempo attorno ala chiesa non era certo bela a vedersi e un pò metteva tristezza.
Però non mi pare che il Vaticano sia a corto di soldi quindi i denari poteva anche tirarli fuori la Curia, visto che la Chiesa è una sua proprietà, invece di ricorrere sempre ai soldi pubblici…
se so ricordati dopo 20 anni complimenti