Il dibattito sull’indennità
e i manifesti che ipnotizzano

Verso le elezioni provinciali - di Maurizio Verdenelli -

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di Maurizio Verdenelli

Altro che tagliare le Province! Gli italiani e con loro i maceratesi in perfetta media nazionale, non sono solo un popolo di ct ma pure di politici. Così anche da noi si registra la carica degli aspiranti sindaci perché, diciamocelo in confessionale (quello dei reality, naturalmente) in noi tutti batte forte un cuore da superuomo finora inespresso.

Ci sono quasi più candidati sindaci che aspiranti ad un posto statale nei pur affollatissimi concorsi. Così corrono quattro aspiranti primo cittadino a Monte Cavallo, delizioso centro vicino Pievetorina -la frazione montana di Collattoni era una volta famosa per i faggi giganteschi, tutti tagliati! Niente di male se non fosse che il comune conta appena 171 abitanti, compresi i minori! Ma quello di sindaco o di assessore non è forse un posto pubblico, seppure a termine! Allora che male c’è? E’ una questione d’indennità, in fondo. Per cinque anni, tentare si può.

Sull’indennità, dicevamo, delicatissimo tema si arroventa intanto il dibattito politico (ehm ehm) tra i due candidati alla Provincia: il presidente uscente criticato dal competitor per essersi innalzato il mensile del 30%, ha risposto che lui di mestiere fa solo quello e che in fondo tolte le tasse gli restano in tasca 3.900 euro. Non un cent di più. Esattamente o quasi la metà di quello che percepisce il suo avversario, Franco Capponi, consigliere regionale. Se è così, come certamente sarà, perché allora Capponi corre per un posto con una paga molto inferiore? E perché lo stesso Giulio Silenzi, a lungo in Regione, ha lasciato una poltrona tanto ben remunerata, come afferma lui stesso?

Misteri della Politica. Come al solito poco gaudiosi e comunque scarsamente penetrabili da noi che ci alziamo ogni mattina alle 7 per uno stipendio di 1.500/2.000 euro in media. Senza avere lo straccio di un’auto blu ed un autista per badare a tutti gli autovelox che crescono ai fianchi delle strade maceratesi come funghi (davvero velenosi)!

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Per la presidenza della Provincia, tuttavia, c’è un dimagramento rispetto alle comunali riguardo ai candidati: tre soltanto. Con Silenzi, Capponi, pure Quattrini (Fiamma Tricolore e Fronte ambientalista). Doveva

essere poker ma un po’ paradossale caso di errore materiale –“Il tempo è un gambero” diceva una nota commedia musicale di anni fa- la Lega delle Autonomie di Gentilucci è rimasta ferma al palo. Sarà stato solo un Lam(po) nel cielo del centrosinistra?

Se si annuncia tempesta in quell’area, ci consoliamo tuttavia con il rassicurante slogan meteorologico di Capponi: L’azzurro riporta il sereno. Stante al clima di questi giorni, pure la canicola. Troppa grazia! E se il candidato del centrodestra ha scelto una campagna elettorale che non sarebbe dispiaciuta al colonnello Bernacca, quella del presidente uscente è in stile ammaliatore: sì ma senza scherzare, ragazzi! I suoi occhi ipnotizzatori -un Giucas Casella, tuttavia più autorevole- sembrano uscire dal celebre macromanifesto per esclamare: “Quando lo dico io dammi il tuo voto, quando lo dico io!!”. Ci arrendiamo: da una parte il sole dell’avvenire promesso da Capponi che fa venire i giramenti di testa (infatti nella foto appare quasi in imbarazzo per il disagio inconsapevolmente arrecato), dall’altra lo slogan di Silenzi è da dichiarazione universale dei Diritti dell’Uomo: “Contano solo i fatti”. E tutto il resto, no? uffa che caserma la vita! Insomma, siamo cotti! Quasi come Tonino Pettinari che in extremis stava per finire nel fatidico doppio forno di memoria dc. Guarda un po’ quello che riesce ancora a …cucinarci la Politica! Ma non dovevano abolirle ‘ste Province?!

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