Ore 12.50, in via Cioci inizia il caos:
ingorghi e fiumi di studenti
L'inchiesta della settimana

di Beatrice Cammertoni
ed Eros Mandolesi
Via Cioci, ore 12.50: un fiume di studenti invade le strade, con corriere e autovetture che si destreggiano tra la folla aspettando impazientemente di passare.
Ore 13.00, il traffico si sposta in Piazza Pizzarello, con i mezzi pubblici che intasano i collegamenti per Corso Cavour e i Giardini Diaz.
Scene di vita urbana, in una delle zone di Macerata più trafficate nelle ore di punta.
A quattro anni dall’apertura del Terminal delle corriere, pur offrendo un servizio in più a studenti e pendolari, la struttura sita in Piazza Pizzarello continua a creare problemi alla viabilità delle strade cittadine, intasate di traffico negli orari di maggior affluenza.

All’inizio di Via Cioci si trovano l’Istituto d’Arte Statale G. Cantalamessa e l’Istituto Tecnico Commerciale Gentili, mentre a poche centinaia di metri sono situate l’Itas Matteo Ricci e Geometri. Il nuovo progetto per una sede del Liceo Scientifico prevede la costruzione di una struttura nei pressi del campo da Baseball. La zona di Macerata si appresta a divenire sempre di più la “via delle scuole”, anche se già oggi i problemi per la viabilità non sono da trascurare.
Alla fine delle lezioni gli studenti si riversano nelle strade, camminando anche lungo la carreggiata, con ingenti problemi per chi attraversa il tratto in questione. Sono gli stessi studenti a riconoscere questa difficoltà. “Io a volte vengo a scuola con il mio motorino ed è più comodo perché riesco a passare tra le macchine senza imbottigliarmi nel traffico. Gli autobus non riescono a circolare e molto spesso gli stessi conducenti se ne lamentano.” Così Marco Gentili ci rivela il motivo per cui sceglie di andare a scuola o a piedi o con il ciclomotore. Per lui non ci sono gli stessi disagi di chi vive fuori Macerata. Edoardo Guzzini e Alessio Leli, studenti di Ragioneria riconoscono che i loro colleghi scelgono di camminare lungo la banchina o sopra la carreggiata: “Lo fanno perché i marciapiedi sono troppo stretti.”

“Noi non prendiamo la corriera qui al Terminal, ma notiamo ugualmente che il problema è più accentuato all’incrocio alla fine di Via Cioci. Anche quando ci vengono a prendere i nostri genitori, è difficile non imbottigliarsi nel traffico” Così anche Michele Stura e Leonardo Iommi descrivono la situazione che vivono ogni giorni all’una.
Non sono solo gli studenti a percorrere il tratto di strada che separa le scuole da Piazza Pizzarello per prendere i mezzi pubblici: Fernanda Bufali, bidella all’Istituto d’Arte è pendolare ormai da diversi anni è molto soddisfatta dei servizi offerti dal Terminal e infatti sceglie di non andare a lavorare in auto. “Il motivo per cui arrivo in corriera è anche legato alla situazione del traffico. È vero che gli studenti inondano le strade, forse manca un po’ di educazione stradale, è pericoloso!”
Passato il momento dell’uscita dei ragazzi il fiume si sposta ai parcheggi degli autobus, dove ci sono spazi adibiti all’attesa dei mezzi. Purtroppo gli stessi comportamenti indisciplinati che si riscontrano in Via Cioci, si ripetono a pochi metri di distanza.

Agostino Albani, autista di corriere, ci riferisce: “Gli studenti si ammassano anche dietro ai mezzi e noi che per partire dobbiamo compiere delle manovre su spazi ristretti temiamo incidenti. La soluzione potrebbe a mio avviso essere l’istituzione di una guardia di sorveglianza che come avviene al piazzale Tiburtina di Roma controlla che i passanti non occupino gli spazi adibiti alle corriere. Con il Terminal il sistema dei trasporti pubblici è estremamente migliorato: sono state cambiate le rotte, ma si offre un servizio migliore anche grazie alla possibilità di usufruire dei servizi offerti qui in piazza Pizzarello.”
C’è anche un altro grosso intasamento che si crea quando i mezzi ripartono tra il Terminal e gli accessi ai Giardini Diaz, a Via Mugnoz e a Corso Cavour. Solitamente si crea un nodo che blocca i mezzi per diversi minuti a causa delle manovre delle corriere all’uscita dall’area di sosta. “Passare in quell’incrocio costituisce una gran perdita di tempo” prosegue Albini, che percorre le tratte della provincia ormai da venti anni.
Addetta alla vendita dei biglietti e dei giornali nell’area di sosta delle corriere, Rosa Sparvoli ha un punto di vista privilegiato sugli studenti che vivono il Terminal ogni giorno. “Sono indisciplinati, non si preoccupano delle macchine e delle corriere. Nelle ore di maggior affluenza servirebbe più sorveglianza da parte degli addetti al traffico. Io per fortuna non vivo i problemi concernenti il traffico, arrivo la mattina presto quando ancora non c’è nessuno e me ne vado alle sei del pomeriggio. Tuttavia i disagi per la viabilità in questa zona ci sono stati sempre, anche quando andavo a scuola io e la struttura ancora non esisteva.”
C’erano poche auto dei professori e pochissime auto degli studenti.
Basti opensare che il parcheggio lungo la via, esterno all’ITC e alla Scuola d’Arte, non era così “intasato” come lo è oggi dall’inizio alla fine.
E nel parcheggio interno al’ITC c’era semrpe posto.
Eppure sul finire degli anni ’80 quando uscivamo via Cioci (con solo 2 scuole, ancora non erano arrivati i Geometri) diventava peruna decina di minuti una delle vie dove si transitava più lentamente (in auto) di tutta Macerata…
Da qualche parte devo ancora avere in cantina le foto che scattai (dalla “luna”) all’uscita della scuola in un giorno qualunque: una fiumana di gente che si dirigeva verso i Giardini.. E le poche auto dei docenti che andavano in direzione opposta (poichè da quel verso la strada era “libera”)
L’unica ipotesi seria ed intelligente (guarda caso proposta daglistudenti) sarebbe stata quella di raddoppiare la ferrovia ed utilizzarla, nelle ore ingresso/uscita, come metropolitana di superficie (aprendo delle stazioni intermedie vicino tribunale, per lo Scientifico, e vicino all’ITC,per i ragionieri il classico e gli studenti della scuola d’arte).
Creare dei grossi centri di raccolta autobus a valle della città (Piediripa, Sforzacosta) e far venire su gli studenti in treno…
… Così facendo in città sarebero venute su solo le corriere che salivano dalla corta di Villa Potenza con la conseguenza che ci sarebbero stati
a) meno studenti che inondavano le strade
b) meno congestione di traffico in città
c) meno inquinamento
Aver realizzatto il parcheggio autobus extraurbani all’ex Foro Boario è stata una scelta scellerata e veramente poco intelligente… Anzi diciamola tutta: la scelta è stata da premio oscar per la stupidità.
Già come è stato realizzato il parcheggio ci sarebbe da interdire i progettisti: sono almeno 50 anni che i parcheggi si fanno in maniera completamente diversa da quello di Piazza Pizzarello.
Da noi l’autobus arriva e poi deve fare retromarcia… In tutti i parcheggi NORMALI invece gli autobus arrivano, agli stalli, e poi vano via IN AVANTI.. Cioè entrano/escono a senso unico, non come a Macerata che invece entrano e poi inestano la retromarcia per uscire…
Altra interdizione dai pubblici uffici a vita dovrebbe essere la condanna di chi (amministratori, consiglieri comunali, progettisti) ha voluto il Parcheggio autobus a Piazza Pizzarello: tale scelta idiota ha ammazzato un quartiere non rendendo alcun beneficio…
….. E tra l’altro il numero di autobus che possono entrarvi è in misura inferiore al totale di queli che giungono a Macerata: altro oscar per l’imbecillità.
Insomma se i nostri aministratori pubblici gestissero i conti di casa proria come dilapidano i soldi pubblici sarebbero tutti senza fissa dimora a fare i barboni perchè incapaci…