Le scuole della discordia:
insicurezza anche a Montefano
In copertina

di Alessandra Pierini
Il terremoto dell’Aquila ripropone in maniera forte la questione della sicurezza e della prevenzione in materia edilizia. Sono spesso gli edifici pubblici quelli che richiedono interventi più significativi e in particolare sono le scuole ad avere la maggiore attenzione in quanto luoghi deputati ad accogliere una delle classi sociali più deboli e bisognose di protezione e cautela. Capita anche che questioni tanto importanti, come la tutela dei minori, nel luogo in cui dovrebbero essere tutelati al massimo cioè la scuola diventi un pretesto per far politica ed affrontare dialetticamente un problema serio, al quale la cittadinanza è sempre particolarmente sensibile. Nel capoluogo sono i consiglieri del Pdl a sollevare la questione della sicurezza. Il Comune di Macerata risponde con un comunicato: “Le scuole del Comune sono globalmente sicure sulla base delle certificazioni (certificato prevenzione antincendio, certificati di impianti e di collaudo statico), e il Comune ha investito e continua ad investire moltissime risorse finanziarie per garantire la sicurezza di questi edifici. Il Comune inoltre svolge una continua opera di monitoraggio sia ordinario che straordinario in occasioni come l’ultimo evento sismico. Tutti i terremoti recenti, compreso quello del 1997-’98, non hanno prodotto danni particolari così come le scosse che si sono avvertite nei giorni scorsi. E, ancora, secondo un rapporto di Legambiente del marzo scorso le scuole della provincia di Macerata, comprese quindi quelle del capoluogo, sono le più sicure delle Marche (decimo posto a livello nazionale).” Comunque per ancora maggiore cautela il Comune ha intensificato il monitoraggio sugli istituti cittadini.
E’ notizia in questi giorni la chiusura a scopo precauzionale della scuola “B. Gigli” di Recanati dove i bambini sono stati trasferiti in altra sede. Anche la Scuola elementare di Montefano necessita di un intervento di messa in sicurezza. Il contributo chiesto allla Regione Marche dall’attuale amministrazione nel 2002 è stato definito nel 2007. Era questo un finanziamento di tipo vincolato, che presupponeva cioè un intervento esclusivo su quella scuola. Il sindaco Pier Marino Simonetti (nella foto) si trovò allora nella necessità di reperire uno stabile da adibire a sede temporanea della scuola che sarebbe rimasta chiusa per almeno 2 anni. Nel frattempo un privato ha messo in vendita un immobile a prezzi vantaggiosi situato in Via Don Minzoni e praticamente attaccato al supermercato. A questo punto l’amministrazione ha proposto alla Regione Marche un diverso utilizzo del contributo che poteva servire per l’acquisto dell’immobile e per la riduzione dei tempi di intervento. Ne parliamo con Pier Marino Simonetti, sindaco di Montefano al termine del suo mandato.
Sindaco, la scelta di trasferire la scuola nello stabile di Via Don Minzoni è risultata piuttosto impopolare…
“Sì, in effetti la nostra scelta non è stata bene accolta perchè a molti non piace la nuova posizione che dicono poco adatta ad una scuola elementare perchè è inserita in un supermercato. Il nuovo stabile sarà una scuola a tutti gli effetti e non un centro commerciale adibito a scuola. Qualcuno dice che la vecchia scuola era in una posizione strategica perchè, vista la vicinanza con la scuola media, poteva essere inserita in un Polo didattico. Temo comunque che sia più una polemica legata alle imminenti elezioni che un reale problema popolare. La nostra scelta tiene conto sia delle risorse disponibili che delle reali esigenze degli studenti e delle loro famiglie. ”
Quali i vantaggi della nuova scuola?
“Abbiamo valutato che la nuova struttura permetterà di avere spazi molto più ampi, una palestra e non è sulla strada come la vecchia scuola con carenza degli spazi necessari per l’evacuazione. Inoltre la nuova scuola garantisce un alto coefficiente di sicurezza antisismica, risponde pienamente alla normativa antincendio e viene costruita nel rispetto delle norme relative all’abbattimento delle barriere architettoniche.
A che punto è il progetto relativo alla nuova scuola?
“Proprio ieri, nel corso del Consiglio Comunale abbiamo definito lo schema di compravendita e non appena avrà tutti i permessi la ditta potrà iniziare a lavorare. Prevediamo che dal momento dell’inizio dei lavori ci vorranno 6 o 7 mesi per terminare il progetto da noi proposto che prevede 2 piani con aule ampie, sala mensa, biblioteca, aula magna e palestra adiacente alla scuola. La palestra potrebbe essere utile per alleggerire la congestione che al momento interessa la palestra della Scuola Media, unica in tutto il Comune.”
Al termine del suo mandato da sindaco, può farci un bilancio della sua esperienza e di quanto è stato fatto per Montefano?
“Molte sono le opere che abbiamo realizzato quali il completamento della nuova sede comunale, il Teatro della Rondinella, restaurato e riaperto al pubblico. Abbiamo completato la ristrutturazione della casa di riposo e riqualificato gli impianti sportivi, abbiamo dato molta importanza ai servizi sociali impegnandoci nel sostegno alle famiglie e ancora abbiamo aperto la ludoteca e la Mediateca UBU che vanta più di 400 utenti. Nel corso della nostra amministrazione c’è stato tutto un fiorire di associazionismo: non voglio dire che siamo stati noi a promuoverlo ma sicuramente con le associazioni abbiamo collaborato in maniera significativa dando loro delle opportunità. Per la prima volta nella storia del nostro Comune, abbiamo anche avviato una politica turistica fatta innanzitutto di interventi di restauro diretto o tramite altri, enti o privati come ad esempio le tele del De Magistris. Tutto ciò ha dato l’avvio a un percorso di eccellenze architettoniche e artistiche. Quindi un bilancio senz’altro positivo. L’unica lacuna è stata la viabilità sia interna che esterna ma anche lì abbiamo cercato di avviare opere che in futuro potranno servire per migliorare anche questo aspetto.”
Secondo la mia opinione realizzare una scuola in quel capannone è la soluzione peggiore, 1) perché il progetto iniziale, essendo studiato per un edificio commerciale, non ha tenuto conto di tutte le esigenze necessarie per i ragazzi, ed anche se il progetto di adattamento dell’edificio cerca in qualche modo di ricavare spazzi per essere autorizzato, il risultato finale sarà quello di una scuola “rimediata”. 2) non riesco a capire come si può pensare di trasferire una scuola, senza prima fare uno studio approfondito sulla viabilità della futura zona scolastica, attualmente solo la presenza del supermercato crea, nelle ore di punta che guarda caso coinciderebbero con l’entrata e l’uscita dalle scuole, degli ingorghi di auto che entrano ed escono dal supermercato. 3) lo spazio per costruire una palestra attualmente non c’è! in quanto in base al regolamento edilizio, il verde dov’è prevista l’edificazione, è necessario alla scuola, per di più non è ancora di proprietà del Comune. 4) Per concludere, se il contributo è stato chiesto nel 2002, cera tutto il tempo necessario per progettare una nuova scuola elementare adiacente alla scuola media il che sarebbe stata la scelta migliore. (questo non è un discorso politico, in quanto odio la politica soprattutto estremista, si tratta solo di buon senso, senza favorire gli interessi privati.)