“Una Pasqua che sia ponte
tra distruzione e ricostruzione”

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Il messaggio del Vescovo di Macerata Monsignor Claudio Giuliodori nell’editoriale pubblicato dal settimanale della Diocesi Emmaus.

Non possiamo celebrare questa Santa Pasqua senza volgere il nostro sguardo alle popolazioni dell’Abruzzo profondamente colpite da un terremoto devastante. La terra è stata scossa e ha tremato anche nel momento drammatico della morte di Gesù sulla croce (cf Mt 27, 51). Ai piedi di quella croce oggi ci sono le donne e gli uomini, i bambini e gli anziani dei paesi sconvolti dal sisma. Ci stringiamo tutti attorno a loro e partecipiamo al lutto per le persone scomparse, alla sofferenza di chi è ferito, al dramma di chi si è trovato all’improvviso senza casa.

Ma abbiamo visto anche la tempestività dei soccorsi, il mobilitarsi efficace delle istituzioni, il fiume di solidarietà, la partecipazione emotiva e materiale dell’Italia e del Mondo intero alle prime necessità della popolazione. Sono ben visibili i segni della distruzione e della morte, ma non meno evidenti sono quelli della vita e della speranza. Tra le macerie cominciano a spuntare i germogli della rinascita. È una Pasqua speciale per gli abitanti della provincia dell’Aquila, impensabile e piena di angoscia ma forse per questo più vera e sentita.

I campanili sono caduti e le Chiese sono inagibili. Non ci sono più luoghi per il culto e per le liturgie del Triduo. Ma tutto è diventato liturgia di morte e di vita, Pasqua vissuta e raccontata. Ed è proprio il mistero pasquale la vera chiave di lettura di un evento che umanamente può portare solo allo sconforto e alla disperazione. Con la Pasqua celebriamo il passaggio: dalla schiavitù alla terra promessa, dal peccato alla grazia, dalla morte alla vita in Cristo, dalla disperazione alla speranza. Celebrare la Pasqua in questo contesto significa vivere concretamente il passaggio dalla distruzione alla ricostruzione.

Se per l’Abruzzo si tratta di una ricostruzione principalmente materiale, per tutti noi la Pasqua costituisce il richiamo ad una rigenerazione interiore. Liberati dalla schiavitù del peccato corriamo a contemplare la tomba vuota e la luce folgorante del Risorto che continua a camminarci a fianco spiegandoci le Scritture e facendosi riconoscere allo spezzare del pane, come con i discepoli di Emmaus. Il nostro settimanale, che porta questo nome, vuole essere testimone attento e credibile dei segni di risurrezione che il Signore Gesù continua a disseminare con abbondanza anche nella nostra terra.

Riprendiamo coraggio e lasciamoci guidare da San Paolo, folgorato dal Risorto sulla via di Damasco: “Se dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra (Col 3, 1-2)”. Buona Pasqua a tutti.

Claudio Giuliodori

Vescovo di Macerata -Tolentino-Recanati- Cingoli-Treia


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