Le palazzine sono pronte
ma manca la strada d’accesso
Bagarre in Consiglio comunale

di Matteo Zallocco
Hanno costruito la casa, ma si sono dimenticati la strada d’accesso. E’ successo nella nuova lottizzazione di Sforzacosta, in via Liviabella, e chi questi appartamenti li ha comprati ha sottoposto il problema all’attenzione del Comitato Anna Menghi che oggi pomeriggio ha presentato una mozione in Consiglio comunale. Davanti agli stessi cittadini presenti la mozione è stata bocciata. Ma andiamo con ordine.
Placido Munafò del Comitato Menghi ha attaccato l’amministrazione comunale dopo le spiegazioni dell’assessore Delle Fave: “E’ evidente – ha detto Munafò – che a Macerata vi sono lottizzazioni di serie A ed altre di serie B. Perchè solo ora è stato fatto il sopralluogo? Perché non è stato controllato questo caso di edilizia convenzionata?”
Uliano Salvatori del Gruppo Misto l’ha definito un episodio di “inciviltà urbanistica da parte degli uffici tecnici”. ” Si è data l’autorizzazione ad una serie di palazzine senza prevedere una strada d’accesso”. Pierfrancesco Castiglioni (An) ha allargato la questione all’intera città: “Il problema riguarda anche altre situazioni che sin sono verificate a Macerata in questi ultimi anni. Se è possibile il cittadino ha diritto ad avere ciò che gli si può essere dato”.
Dai banchi dell’opposizione non poteva mancare poi l’intervento dell’architetto Silvano Iommi: “E’ assurdo che in quasi 15 anni di Governo progressista a Macerata si siano seguiti modelli di urbanizzazione antiquati, post bellici. Dotare un’abitazione di una strada in cui possa arrivare un’ambulanza o un mezzo dei vigili del fuoco è banale”.
Dai banchi di maggioranza è dura la risposta di Romano Carancini (capogruppo Pd): “Il Comitato Menghi non ha capito niente di questa vicenda”. E rivolgendosi al pubblico ha aggiunto: “Voi siete stati strumentalizzati”. “Questa mozione – spiega Carancini – parla dell’asfaltatura della strada quando invece il problema riguarda la possibilità di acceso ad essa. Per questo siamo costretti a bocciarla. Non possiamo promettere niente ma cercheremo di trovare una soluzione per realizzare un accesso dignitoso. A Macerata – aggiunge senza mezzi termini – le responsabilità sono soprattutto degli architetti che fanno progetti schifosi”.
Ivano Tacconi (capogruppo Udc) attacca duramente l’ufficio comunale competente: “Per me è umiliante essere amministratore di una città che ha questi tecnici. Questi problemi non li deve risolvere il Consiglio comunale ma l’ufficio tecnico. A Macerata si continua a costruire senza criterio: guardate le Vergini, dove non si capisce dove portano le strade, o Collevario dove si sta costruendo un palazzo dietro la chiesa incastrato ad altri due palazzoni. Noi consiglieri dovremmo andare tutti insieme all’uffico tecnico e dirgli di svolgere bene il loro lavoro. Apprezzo l’operato del Comitato Anna Menghi perché significa che c’è ancora qualcuno vicino alla gente. Ma ora diciamo tutti insieme basta a questi errori, basta a queste lottizzazioni alla maceratese, in passato si costruiva meglio e con più saggezza”.
Anna Menghi ha risposto a Carancini: “Ha usato un tono molto grave volendo far capire alla gente che hanno sbagliato a rivolgersi al Comitato Menghi perché il problema doveva essere sottoposto all’attenzione di chi amministra. Purtroppo in questta città gli avvocati come Carancini vivono grazie a queste convenzioni. Se come pare in futuro vuole fare il sindaco deve imparare ad abbozzare altrimenti faccia come Meschini che resta per tutta la durata della seduta nell’altra stanza e non si fa vedere”.
Luciano Pantanetti (Rifondazione Comunista) ha spiegato che l’errore sta alla base: “Nel progetto c’è scritto accesso carrabile al lotto e non alle singole palazzine e questo ha reso possibile alla ditta appaltatrice di essere in regola. Per questo nessun avvocato riuscirà a far risolvere il problema visto che ormai è stato tutto accettato. Sono d’accordo sul fatto che la situazione è grave per l’impossibilità di accesso delle ambulanze e altro, ma per come è stata presentata votare questa mozione significa solamente fare in modo che questa strada venga asfaltata e quindi non è così che si può risolvere il problema”.
Per questo Rifondazione Comunista ed Uliano Salvatori si sono astenuti. In totale trenta votanti: undici favorevoli, quindici contrari e quattro astenuti.
La replica di Munafò è stata durissima: “La verità è che l’amministrazione si vanta tanto del Piano Casa che è arrivato a un milione e 600 mila metri cubi e poi si votano lottizzazioni senza conoscerle bene. E i risultati vanno a scapito dei cittadini. A Macerata l’interesse pubblico viene sistematicamente calpestato da quello dei privati. E quando si parla di questi problemi il sindaco è sistematicamente assente quando invece dovrebbe essere il primo a farsi vedere dinanzi ai cittadini che manifestano delle insofferenze”.
Morale della favola: i cittadini interessati (per una volta che c’è qualcuno ad assistere ad un Consiglio comunale!) sono usciti senza risposte.
Nella foto di Calavita: Anna Menghi e Placido Munafò.