Presentati a Milano
i “weekend golosi”

Un gruppo di artigiani e agricoltori riuniti in associazione domenica 22 febbraio hanno premiato con assaggi di prodotti davvero particolari e ricchi di tradizione i tanti fruitori dello stand della Regione Marche alla BIT di Milano. L’iniziativa della Regione infatti prevedeva un’estrazione a sorte di weekend soggiorno in tutto il territorio, “Tipico Maceratese” ha pensato bene di omaggiare di un assaggio di prodotti tutti coloro che uscivano dal tunnel realizzato dalla Regione. Un modo per illustrare i prodotti dell’alta tradizione maceratese in maniera innovativa ed originale. Con battute e gag sono stati introdotti i valori delle unicità gastronomiche spesso sconosciute a chi proviene da fuori Regione.
I “weekend golosi” proposti dall’associazione, sono itinerari di una o due notti nella zona dell’entroterra maceratese, una terra ancora incontaminata dal grande flusso del turismo di massa. Artigiani ed agricoltori si sono organizzati al fine di mettere a disposizione i loro saperi per indirizzare i viaggiatori e gli ospiti della zona in un tour fatto di emozioni, piaceri e della scoperta delle unicità tradizionali. Dal centro storico di Treia partono percorsi attraverso mestieri artigianali che ancora sono vivi e rispecchiano l’alto valore della tradizione. Le forme, le tipologie dei prodotti, uniti alla creatività degli artigiani e degli agricoltori di “Tipico Maceratese” danno al viaggiatore suggestioni uniche che lo immergeranno sicuramente in atmosfere di altissimo pregio perché ancora uniche nei loro generi e soprattutto ancora intatte.
L’itinerario parte da Treia, una piccola cittadina dove la cinta muraria è ancora e completamente scandita dalle porte di accesso al centro storico. Dalla passeggiata che costeggia le mura, il panorama spazia dal Monte Conero alla catena dei Sibillini.
Treia è legata al gioco del Pallone col bracciale: agli inizi dell’800, gli incitamenti a costruire un’arena regolare trovarono un’eco positiva nell’amministrazione comunale, che stabilì di ristrutturare le mura cittadine, creando sotto la piazza principale un grande muraglione che potesse servire da muro da appoggio per il gioco del bracciale.
Si parte da Treia perché la cittadina è sede dell’Accademia Georgica, opera del Valadier, in cui si conservano antichi manoscritti, incunaboli, oltre 1000 pergamene, bolle pontificie ed imperiali. Fondata nel 1430 con finalità poetico letterarie, divenne poi famosa in tutto il mondo nel tardo ‘700 per la ricerca e gli studi nel campo della sperimentazione agricola. Tra i suoi membri più illustri vanta il treiese Luigi Lanzi, archeologo, primo grande studioso della civiltà etrusca, D’Alembert e Volta.
I Weekend Golosi sono itinerari innovativi che realizzano appieno il concetto di “filiera corta” e viaggiante. Infatti i clienti saranno ospitati nella struttura dell’hotel centrale vicino l’antica Accademia dove potranno essere ospiti di cene illustrate durante le quali i prodotti della tradizione saranno ingredienti da conoscere il giorno seguente in azienda. Un modo per unire la visita culturale e la cultura enogastronomica.
I prodotti su è stata focalizzata l’attenzione sono artigianali e agricoli, scelti con criteri di selezione in base anche alla disponibilità dell’operatore a costruire visite o far vivere momenti dedicati in azienda.
Fra i prodotti presentati ci saranno il granturco quarantino del maceratese da cui si ricava una farina per polenta ormai unica nel suo genere, la grande varietà degli olii di cui molti monovarietali, i dolci da forno artigianali, la lavorazione dei salumi, in primis il Ciauscolo tradizionale di Visso.
I viaggi saranno proposti cercando di far confluire la visita in azienda alla visita di punti interessanti come i centri storici vicini e i monumenti architettonici di alto valore culturale e artistico come l’abbazia di Fiastra.
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RICETTE TIPICHE
-CALCIONE DI TREIA
Materia prima: Disco di pasta sfoglia spesso un centimetro e del diametro di circa dieci centimetri, al centro del quale si colloca un impasto formato da farina di grano, uova, formaggio pecorino, zucchero e olio.
Tecnologia di lavorazione: Dopo aver preparato il disco di pasta sfoglia, si colloca al centro l’impasto provvedendo a racchiudere il disco su sé stesso, praticando sulla sommità del medesimo un taglio, in modo da consentire, durante la cottura, la fuoriuscita della infiorescenza.
Si cuoce al forno e si serve come dessert o come spuntino, accompagnato da un vino bianco secco o dalla vernaccia
Materiali e attrezzature specifiche utilizzati per la preparazione e condizionamento: I materiali e le attrezzature devono essere conformi al Decreto Legislativo 26 maggio 1997, n. 155. In particolare si deve fare riferimento al Capitolo V ed al Capitolo VIII dell’allegato al suddetto D.Lgs pubblicato sul Supplemento Ordinario alla Gazzetta Ufficiale del 13.06.1997 Serie Generale – n.136. Tipici utensili da cucina, in particolare le lastre di alluminio che consentono al calore del forno (nella migliore tradizione quello a legna) di raggiungere adeguatamente ed in modo uniforme il prodotto da cuocere.
Descrizione dei locali di lavorazione conservazione e stagionatura: I locali per la lavorazione devono essere conformi al Decreto Legislativo 26 maggio 1997, n. 155. In particolare si deve fare riferimento al Capitolo I ed al Capitolo II dell’allegato al suddetto D.Lgs pubblicato sul Supplemento Ordinario alla Gazzetta Ufficiale del 13.06.1997 Serie Generale – n.136.
Cucina.II prodotto può essere conservato per alcuni giorni
Caratteristiche del prodotto finito: Prodotto tipicamente pasquale, dal caratteristico sapore dolce e leggermente piccante (spiccato sapore di formaggio).
Area di produzione: In provincia di Macerata, particolarmente nel territorio del Comune di Treia. In provincia di Ancona e di Ascoli Piceno sono diffusi prodotti simili.
Note: Da trentasei anni, nella terza domenica di maggio si celebra a Treia la Sagra del Calcione.
Testimonianze rilevate direttamente sul territorio di produzione, dimostrano una “storicità” del prodotto ben superiore ai 25 anni.
fonte: Bollettino Ufficiale della Regione Marche. Anno XXXIII, n.? 63, 20 maggio 2002
-BISCOTTI DI MOSTO
Materia prima: mosto di giornata, farina di grano tenero, olio di oliva, zucchero, anice, lievito naturale.
Tecnologia di lavorazione: La farina viene impastata con il mosto e gli altri ingredienti. La massa si lascia fermentare per alcune ore. Si formano dei panetti che, dopo breve riposo si cuociono al forno.
Il pane può essere consumato appena si raffredda, oppure può essere tagliato a fette e biscottato. Nel secondo caso si conserva più a lungo, meglio se in scatole di latta o di vetro.
Materiali e attrezzature specifiche utilizzati per la preparazione e condizionamento: I materiali e le attrezzature devono essere conformi al Decreto Legislativo 26 maggio 1997, n. 155. In particolare si deve fare riferimento al Capitolo V ed al Capitolo VIII dell’allegato al suddetto D.Lgs pubblicato sul Supplemento Ordinario alla Gazzetta Ufficiale del 13.06.1997 Serie Generale – n.136. Comuni utensili da cucina, cottura al forno.
Descrizione dei locali di lavorazione conservazione e stagionatura: I locali per la lavorazione devono essere conformi al Decreto Legislativo 26 maggio 1997, n. 155. In particolare si deve fare riferimento al Capitolo I ed al Capitolo II dell’allegato al suddetto D.Lgs pubblicato sul Supplemento Ordinario alla Gazzetta Ufficiale del 13.06.1997 Serie Generale – n.136.
II locale di lavorazione può essere la cucina, ma anche laboratori di pasticcerie.
Caratteristiche del prodotto finito: Ha forma di panetti di peso variabile tra i 50 e 150 gr, di colore bruno. Può essere venduto intero o affettato e abbrustolito per essere conservato in vasi di vetro e consumato a colazione. Oltre ai classici biscotti, il prodotto trova ampia diffusione anche nella forma a ciambella. Per la produzione di biscotti si utilizza la forma a filoncino, tagliata a fette. I biscotti cosi ottenuti vengono ripassati al forno ottenendo un prodotto secco.
Area di produzione: E’ particolarmente diffuso in provincia di Pesaro e Urbino nella zona del Montefeltro, ma viene prodotto anche nel maceratese e ascolano.
-CRESCIA FOGLIATA DI FIUMINATA (nella foto)
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Preparazione della Sfoglia:In una teglia versare 2 bicchieri d’acqua tiepida in cui sciogliere un pizzico di sale e di zucchero insieme a 3 cucchiai di olio (e in alcune varianti un uovo intero). Quindi versare della farina fino a raggiungere un impasto morbido lavorando con cura, quando l’impasto fa le bollicine; si divide in 4 parti, da spalmare con un po’ d’olio, si coprono con un panno per non farle raffreddare e si lasciano riposare.Le 4 parti si stendono una alla volta con il mattarello, importantissimo è che la sfoglia non si secchi.
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Ingredienti del Ripieno: Noci (anche nocciole) macinate, uva passa, mele a fettine cannella, limone grattugiato, anici, vaniglia, cacao (o cioccolato grattugiato), zucchero in quantità moderata.
Esecuzione:
Sul foglio steso si spennella una piccola quantità di olio, poi tutti gli ingredienti elencati per il ripieno. Da ultimo si spruzza del liquore: rhum, mistrà o alchermes.Arrotolare il foglio velocemente, chiudendo all’interno tutti gli ingredienti in modo uniforme; disporre il rotolo anche a spirale, spennellare con olio e spolverare di zucchero. Cuocere a forno caldo 200?