L’addio a Fabrizio Liuti,
pioniere degli uffici stampa

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di Maurizio Verdenelli

Quando arrivai da Chieti a Macerata per dirigere la redazione provinciale de “Il Messaggero” lui aveva vinto da poco il concorso per vicedirettore dell’ufficio programma con riferimento a stampa, pubbliche relazioni, documentazione e decentramento del Comune di Macerata. Era il 1980 ma come reggente Fabrizio Liuti aveva creato l’anno prima una “struttura” allora avveniristica per gli enti locali italiani. Basta riferire che nei miei 4 anni a Chieti, capoluogo con una popolazione doppia rispetto a Macerata, solo una volta era pervenuta in redazione una nota stampa dal Comune. Era l’elenco dei redditi dei consiglieri, già pubblicato! Macerata e Chieti s’assomigliavano molto, sopratutto nella macchina comunale. Non s’era forse stupito il pescarese Ennio Flaiano nell’osservare che “c’è gente che vive e lavora pure a Macerata?!”. Tuttavia “la Comune” maceratese aveva una cosa per la quale poteva guardare tutti dall’alto in basso e che l’avvicinava, si dice oggi, all’Europa: l’Ufficio stampa. Fabrizio è stato un pioniere: professionale al pari e forse più di un inviato speciale ed onesto intellettualmente da non tollerare neppure amichevoli “provocazioni” sul fatto che avesse un fratello che lavorava per un giornale con redazione cittadina dove egli un tempo aveva collaborato. Poteva pur scapparci inconsapevolmente un “occhio di riguardo”! Per tale innocente provocazione, Liuti sempre misurato e cordiale, s’imbestialì con chi scrive che da parte sua aveva preso a dare randellate a destra e a manca anche per far risalire la diffusione di un giornale abituato a perdere copie dal concorrente “Carlino”. In realtà molti amministratori “soffiavano” notizie esclusive ai bravi colleghi del giornale bolognese. Tutti, ma non lui, Liuti, il capo dell’Ufficio stampa! Spero che se una medaglia d’oro ci sia ancora nel cassetto dell’Ordine dei Giornalisti delle Marche, questa vada al merito e alla memoria di Fabrizio esempio per i giornalisti marchigiani nessuno escluso. A lui che ha saputo imporre un tipo di comunicazione pubblica –gli uffici stampa nelle P.A.- che nessuna legge allora prevedeva e che la categoria stessa dei giornalisti non prendeva troppo sul serio. In effetti l’Ufficio stampa del Comune era visto con curiosità anche al suo interno (alcuni uffici dimenticavano di passargli notizie!) ma sempre con rispetto, quello stesso che imponeva moralmente Fabrizio. Il quale insegnò agli amministratori maceratesi l’importanza della comunicazione e dunque della trasparenza.

Poteva dare ancora molto alla professione Fabrizio Liuti quando a metà degli anni ’90 dovette dividersi tra la sua “creatura” creata ed amata, e gli edifici sportivi cittadini. Patata bollente, pardon responsabilità che gli aveva messo in mano la nuova amministrazione che, ritengo, intendesse valorizzare così la risorsa umana da lui rappresentata. Rammento tuttavia la delusione di noi cronisti quando per la prima volta, il dottor Liuti venne costretto a disertare per la prima volta la fatidica conferenza stampa di fine anno “bloccato” dai suoi nuovi, gravosi impegni nello sforzo non facile di mettere a norma piscine e palestre. Durò ancora poco a Palazzo, Fabrizio. La Res Publica maceratese perse definitivamente il 1. aprile 1996 questo patrimonio di professionalità, onestà ed impegno “quando, in seguito a sua decisione, fu collocato a riposo” come recita la nota di cordoglio del Comune. Al suo posto, vincitore di concorso pubblico, c’è oggi Sergio Sparapani, bravo giornalista e degno erede. Addio caro amico, vecchio e riservatissimo “drago” del jazz (con l’indimenticabile amico Giovanni Spalletti), del tennis e degli anni migliori di questa città!

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PMR SUPERSTAR. Se ne andò a 16 anni via da casa – un po’ come Dante Ferretti – ma nel 2010 ci ritornerà. Allo scenografo per essere accettato da Macerata sono bastati in fondo solo due Oscar ed appena 10 anni, a lui di più: 400. Il Comitato s’appresta a grandi celebrazioni nel nome di Padre Matteo Ricci, e cioè PMR, del quale in tanti “insospettabili” appena qualche tempo fa conoscevano solo la via (ma non l’intestatario!). Intanto la Diocesi prepara 40.000 depliant con la Benedizione delle Famiglie. Il vescovo mons. Claudio Giuliodori –che ha festeggiato nei giorni scorsi con il direttore don Luigi Taliani e i redattori un anno di vita di Emmaus – nella preghiera iniziale esorta i fedeli a seguire con coraggio “l’esempio dell’amato concittadino, il Servo di Dio Padre Matteo Ricci s.j.” affinché con lo stesso “ardore missionario” si possano “percorrere le vie della sapienza, della cultura e della scienza per dialogare con tutti e portare la gioia della fede”. E nel 2010, dopo il calendario “dei preti” che tanto successo ha suscitato, Emmaus pubblicherà il calendario di Matteo Ricci. Sull’esempio del Marco Polo maceratese pure l’industria tenta di raddrizzare i suoi conti. Secondo i risultati dell’ultima Indagine di Confindustria Marche, nel trimestre luglio-settembre 2008- la produzione industriale ha registrato un calo del 3,6%. La frenata ha ormai investito tutti i principali settori dell’economia. In flessione anche l’andamento delle vendite: -6,4% sia sul mercato interno sia sull’estero. In linea con il pensiero del presidente maceratese Germano Ercoli che non vuole confusioni tra internazionalizzazione e delocalizzazione, ci si muove pure qui sulle orme del grande Gesuita: dal 3 all’8 novembre scorso il Governatore Spacca e calzaturieri marchigiani hanno visitato le province cinesi del Guangdong, Jiangsu e Shanghai. Se son …scarpe, gli affari cammineranno. E a tal fine, è stato portato a termine un corso di operatore per Commercio estero con uno stage in Cina! Insomma se grazie a PMR il grande Paese asiatico è vicino come recitava il titolo del film di Marco Bellocchio negli anni ’60, perché non fare un salto in Vietnam? Così il Consorzio Poliexpert di Confindustria Macerata è approdato ad Hanoi, capitale di quello che viene definito uno dei “paesi prioritari” per il Made in Italy.

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VENGO ANCH’IO? NO, LEI NO! Dopo questo rapido giro per il mondo, ritorniamo nella cara, vecchia Macerata dove sono entrate nel vivo le manovre per la Provincia. All’ultima riunione, il responsabile provinciale de “La Destra” Mauro Nocelli s’è visto sbarrare l’ingresso nella coalizione targata Pdl  perché “Ciampechini e Pettinari hanno detto no” al partito di Storace – sul quale c’è pure il veto notorio degli aennini. Insomma: o loro o noi dell’Udc. Che ormai si da per certo riconsegnato alla causa del Pdl. Qualche dubbio, tuttavia, in Nocelli è rimasto sulla reale identità di chi non voglia effettivamente La Destra –alla quale aveva aderito nei suoi ultimi mesi l’indimenticabile arch. Mario Crucianelli. Di necessità, virtù: gli uomini di Storace nel Maceratese si presenteranno a questo punto con una propria lista autonoma.



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