San Claudio insidiata dal cemento
Don Carnevale e Legambiente:
“Vadano a costruire altrove”

C’è un nuovo grido di allarme in difesa della millenaria Abbazia di San Claudio al Chienti, straordinario esempio di architettura romanica nelle Marche. Edilizia residenziale, nuovi centri commerciali a distanza di poche centinaia di metri l’uno dall’altro e fabbriche incombono su decine di ettari ora verdi e a destinazione agricola. I progetti di cementificazione, secondo i vari progetti in campo, riguarderebbero l’area che parte dal Val di Chienti e arriva a ridosso dell’Abbazia. Dopo il tentativo di ampliamento della Orim (che tratta rifiuti industriali) ora arriva anche quello delle industrie chimiche Giorgini. Le due imprese, per trasferirsi da Montecosaro a Piediripa, hanno acquistato un terreno di 7 ettari a vocazione agricola che occupa l’ultimo ”cono verde” libero, in direzione della stupenda Abbazia che rischia di essere soffocata dal cemento. L’allarme e la denuncia e’ di Legambiente che ha chiesto l’attivazione di Provincia e Regione ”per bloccare interventi non previsti negli strumenti urbanistici vigenti”; inoltre ha sollecitato la Soprintendenza ad apporre un vincolo d’area per impedire l’ennesima speculazione edilizia molto diffusa negli ultimi anni nel Comune di Macerata. In una nota, Legambiente ricorda ”la sorte dell’altra splendida Abbazia di Santa Maria a Pie’ di Chienti”. Dopo la lottizzazione ”Valleverde”- (oltre 60 ettari a capannoni) voluta dal Comune di Macerata – e dopo la lottizzazione ”Damen” nel Comune di Corridonia per circa 30 ettari, prosegue in maniera inarrestabile e nel silenzio generale, la cementificazione del territorio agricolo più ricco e significativo della media valle del Chienti. ”Quanto sta accadendo a Piediripa e’ un fatto gravissimo per il territorio maceratese – ha commentato Il Presidente di Legambiente Marche Luigino Quarchioni -. Si sta agendo in aperto contrasto con la filosofia e le norme tecniche del Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Macerata che prevede espressamente la tutela dell’area circostante l’Abbazia di San Claudio oltre che formalmente la valorizzazione a fini turistici e che impone la salvaguarda del territorio agricolo della media Valle del Chienti”.
Al coro dei “no alla cementificazione” si aggiunge don Giovanni Carnevale, che oggi pomeriggio siamo andati a trovare ai Salesiani di Macerata, dove ha insegnato dal 1961ben sette materie (italiano, latino, greco, storia, geografia, tedesco e storia dell’arte) tra Liceo Classico, Linguistico e Scientifico. Alcuni di voi avranno sicuramente già sentito parlare delle sue ricerche che lo hanno impegnato negli ultimi 16 anni portandolo a scrivere sei libri su San Claudio come “la vera Aquisgrana”, la valle del Chienti come “la culla dell’Europa dove Carlo Magno fondò la Nuova Roma”. Teorie che sono accompagnate da molto scetticismo ma sulle quali i più noti mediavisti non si sono ancora pronunciati. Il 29 novembre Don Carnevale presenterà il suo settimo libro: “L’Europa di Carlo Magno nacque in Val di Chienti”. E noi dell’Associazione culturale Cronache Maceratesi prima di quel giorno vorremmo organizzare con lui una visita guidata a San Claudio (se qualcuno fosse interessato inizi a segnalarcelo nei commenti) perchè l’argomento resta sempre affascinante.
Presto pubblicheremo l’intervista completa con cui abbiamo voluto fargli illustrare le sue teorie. Intanto riportiamo il suo commento sulla possibile cementificazione delle zone adiacenti all’Abbazia: “Sarebbe assurdo – dice – cementificare una delle poche aree rimaste ancora incontaminate. La zona che interessa i mie studi e su cui spero si effettueranno altri scavi è quella che dall’Abbazia di San Claudio va verso Trodica, ma l’ambiente va tutelato e anche valorizzato, in quell’area andrebbe fatto un parco come all’Abbadia di Fiastra. I palazzi e le fabbriche li vadano a costruire altrove, di spazio ce n’è tanto”.
Matteo Zallocco
Presente alla visita guidata!!! Anche se per me sarà l’ennesima volta con Don carnevale non lo perderei per nulla al mondo. Per quanto riguarda quello che sta accadendo a San Claudio credo fermamente che sia veramente osceno….. è la dimostrazione pratica della completa incapacità di riconoscere e valorizzare le proprie risorse. Si fa un gran parlare di turismo e cultura ma sono poi in realtà fatti come questi a dirla lunga sulla reale sensibilità nei confronti del nostro patrimonio.
quella della cemenificazione delle zone rurali è purtroppo una piaga, la vera piaga di questi anni. Ormai, il predominio tracotante dei cementificatori e speculatori edilizi tocca tutte le aree, anche le più belle come quelle di San Claudio.
Quello che mi sconforta è la passività delle istituzioni che dovrebbero rappresentare il bene comune e invece sono attaccati alla mammella delle claques di palazzinari e dell’esclusivo club dei “fan del capannone”! e’ una vegogna, ma pensano davvero che ingoieremo tutto?
uno sconcio ,incredibile.unica speranza ,come ho letto,che la provincia blocchi tutto,speriamo nel presidente silenzi
ma chi, silenzi, l’ambientalista di cemento, quello asfalterebbe pure lo sferisterio? e allora stiamo freschi!
lascia perdere caro Stefano … tu semplicemente ignori la coscienza ambientalista del presidente Silenzi… ti assicuro che, anche da questo punto di vista è una gran brava persona.
La coscenza ambientalista di Silenzi? dipende se la ignoro più io o la ignora più lui. 😉
Se la ignoro io, sono un cittadino che si lamenta e si sa, vox populi, vox dei, ma finisce lì; ma se lui la ignora, significa spendere miliardi in opere infrastrutturali di trasporto su gomma, contraendo debiti fortissimi (leggasi adesione alla Quadrilatero, con conseguete scempio delle aree montane con aree industriali e la nuova maxi opera di Villa Potenza e la superstrada Recanati-Ciel di Dio).
Tutto questo viene fatto, in coscienza, quando la mancanza di petrolio è destinata in pochi anni ad avere effetti fortissimi sullo stile di vita della popolazione (leggasi produzione locale di beni alimentari e riduzione dei trasporti delle merci) .
Se non la ignora, la sua coscienza, fa anche cose buone, come per esempio, l’intervento sul piano di caratterizzazione del Basso-Bacino del Chienti, fermo da più di 15 anni.
Ebbene, l’unico problema, che io non ignoro, è che lo fa utilizzando risorse pubbliche per studiare il danno e bonificare, quando invece il danno immenso dell’inquinamento delle falde acquifere ha precise e comprovate responsabilità di noti industriali, alcuni dei quali si sono affrettati a patteggiare la pena. E sono gli stessi per cui spende fior di quattrini per cementificare e costruire ponti e strade.
Se la sua politica fosse davvero forte e determinata in senso ambientalista, così come dici, la sua coscienza parlerebbe e avrebbe spinto, per lo meno, verso una reale assunzione di responsabilità e dei relativi costi sociali, da parte di chi ha fatto danni immensi alle nostre aree agricole, o per lo meno lo avrebbe convinto, in conscienza, a non saziarne tutti gli appetiti, rivolgendo risorse pubbliche a categorie sociali che cercano di limitare i danni all’ambiente.
E tu pensi, Alessandro, in coscienza, che lo zuccherino di San Claudio non se lo papperanno come dolce a fine pasto? Se lo salvano è solo per farci una cartolina, mentre tutto intorno si scioglie, come un giacciaio polare… Saluti