“La nostra vita da pendolari:
considerazioni e suggerimenti”

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di Beatrice Cammertoni

e Eros Mandolesi

A 100 anni dalla sua costruzione (festeggiati pochi mesi fa) la stazione ferroviaria di Macerata si rivela ancora oggi di grande utilità per molti cittadini del luogo. Cronache Maceratesi, ha raccolto le opinioni ed i pareri di quei protagonisti che ogni giorno si trovano a diretto contatto con il treno verde dai pochi vagoni per comprendere l’efficacia di un servizio viario che pur necessitando un miglioramento, resta di vitale importanza per il capoluogo di Provincia.
Maria Chiara Ripani, studentessa in design industriale e ambientale, è appena scesa dal treno proveniente da Ascoli. Come molti suoi colleghi il suo rapporto con il treno è costante. Si parte il lunedì e si ritorna il giovedì o venerdì a seconda degli orari delle lezioni. “È molto importante per noi studenti avere un servizio ferroviario efficiente, purtroppo ci sono ancora poche linee dirette, in genere si fa scalo a Civitanova Marche o San Benedetto, il che comporta scompensi di orari se pur le attese (salvo imprevisti) non sono troppo lunghe”.
“Tra studenti e lavoratori sono circa 400/500 le persone che in media transitano alla stazione”,  spiega Sandro Tiberi, addetto alla biglietteria per le Ferrovie dello Stato, che prosegue: “Soprattutto ad inizio e fine settimana è molto affollata. Vedo i clienti piuttosto sereni e soddisfatti nell’affrontare il viaggio e questo è importante, sicuramente alcuni desiderano il perfezionamento di collegamenti e coincidenze, ma non è semplice far combaciare tutte le fermate. Personalmente, posso dire che bisognerebbe migliorare il servizio urbano per collegare la stazione al centro”.
La signora Tina Pierluigi, sceglie il treno per percorrere la distanza che la separa dal luogo di lavoro. La sua esperienza da viaggiatrice è molto positiva, pur nella consapevolezza che le linee esistenti non soddisfano tutti gli utenti. A suo dire l’unica pecca della stazione è che la banchina del binario 2 non sia sufficientemente attrezzata per sedersi o per ripararsi in caso di pioggia. Chi invece ha un giudizio meno positivo su linee ed orari, sono Lucia Parrucci e Rossella Temperino. Studentessa la prima e lavoratrice la seconda, registrano infatti, non solo ritardi dei mezzi ma anche orari poco flessibili e un’assenza di collegamenti importanti che allunga i tempi di percorrenza.
Luigi Menichelli da 9 anni gestisce la cartoleria della stazione e nota come nonostante le auto siano ormai al servizio di tutti, il treno resta comunque un mezzo eccellente che va incontro alle necessità di molti studenti e lavoratori pendolari. Daniele De Santis, gestore del bar della stazione, lamenta invece l’assenza del controllo della polizia ferroviaria, che invece è presente nella maggior parte delle altre fermate nazionali. Per De Santis la stazione si troverebbe in una zona della città non sufficientemente valorizzata dal punto di vista dei servizi.
Alla domanda “considera la tratta Civitanova – Fabriano un “ramo secco”(opinione presente in città)?” risponde con un fermo “no” Andrea Salvucci, macchinista delle Ferrovie dello Stato. “Spesso non tutti i treni hanno la stessa affluenza, è per questo che alcuni possono pensare che siano poco utilizzati. Posso assicurare invece che nelle ore di punta dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21 i vagoni sono spesso pieni. Molta gente (pensate anche agli anziani) soprattutto d’estate, prendono il treno che dall’entroterra si sposta verso la costa Adriatica per passare una bella giornata al mare”. Da qualche anno tra l’altro, una delle fermate più gettonate è quella di Fontescodella, dove da quando hanno costruito la nuova scuola in Via Di Pietro, scendono ogni giorno circa 200 studenti. Francesco Mezzanotte (nella foto), professore di fisica all’ITAS Matteo Ricci e pendolare della linea Fabriano-Civitavova, preferisce il treno agli altri mezzi di trasporto per la sua vivibilità e velocità di viaggio. “La comodità del treno, rispetto a quella degli autobus non si discute. Tra l’altro con un abbonamento mensile di 67,00 € è anche molto più economico rispetto alla macchina”.
Non è assolutamente un ramo secco: al di là dalle definizioni, la stazione è un servizio utilissimo a molti cittadini. Nonostante ciò, tuttavia, per rendere la rete ferroviaria ancora più efficiente e funzionale, essa andrebbe potenziata e valorizzata in quanto mezzo che costituisce un’ottima alternativa non solo ad autobus e corriere, ma anche all’automobile.

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