La tempesta perfetta
IL GIALLO DELL'ESTATE (Capitolo sei)
Chapter six
Anche la dottoressa Tettamante lesse i giornali quella mattina. Appena giunta in ufficio svolse alcune opportune verifiche sulla lettera autoaccusatoria del dirigente suicida e ritenne che i funerali potevano essere autorizzati: il caso era ormai risolto.
Essendo venerdì iniziò a pregustare un week end di passione con quello strano dott. Monti, forse un po’ anziano, si, ma – come si diceva dalle sue parti – “gallinaccio vecchio fa buon brodo”.
E poi: come poteva aver voglia, con il lavoro che faceva, di coinvolgimenti emotivi con coetanei che magari si fissavano per un futuro matrimonio? Meglio cogliere l’attimo e pensare a come ottenere un trasferimento: ormai Macerata, con la risoluzione del caso della doppia morte dei due ex Presidenti, non aveva molto altro da offrirle.
Anche Monti aveva già letto i giornali, diversamente dalla dottoressa Tettamante quasi un po’ infastidito dalla soluzione del problema, senza un suo decisivo intervento.
Si consolò pensando che aveva comunque l’occasione di chiamare la giovane magistrata per ringraziarla della fiducia che aveva avuto in lui fornendogli informazioni riservate e, magari, combinare per una serata insieme, prima di lasciare Macerata per tornare alla sede del giornalone, nel grande Nord.
Restava comunque un rebus insoluto: la questione politica.
Chi avrebbe assunto la guida del Granducato?
Le elezioni erano imminenti e Monti comprese che le decisioni sarebbero state assunte in tempi ristrettissimi. E chissà perchè immaginò che il momento clou sarebbe stato in occasione dei funerali di Muti e Galletti. Ai quali era prevista la presenza del Vescovo della città (ormai in procinto di passare di grado e diventare Arcivescovo di tutte le diocesi della nuova provincia) che avrebbe portato parole di conforto ed una benedizione speciale al termine della messa officiata dal parroco della chiesa di San Paolo (riconsacrata a tempo di record per festeggiare il nuovo Granducato).
Monti non poteva sapere che pensieri simili sfrecciavano, in quello stesso momento, nella mente dell’ex sindaco di Macerata. Questi sentiva che il destino gli aveva messo in mano una nuova occasione, forse l’ultima, ed era intenzionato a giocare bene le sue carte. Ripassò freddamente ed in sequenza tutte le mosse che si accingeva a fare e gli sembrarono perfette: prima, il falso bersaglio, poi l’affondo sul risultato effettivamente voluto, infine il suo personale riconoscimento.
Ma non bisognava sbagliare nulla.
Domenica, giorno dei funerali, la partita si sarebbe giocata e decisa. Si preparava una specie di tempesta perfetta.
E venne la domenica, sette giorni dopo la scoperta dei due cadaveri eccellenti: in città Sigieri di Brabante era ormai una star e si pensava di organizzare per l’autunno un convegno su questa strana figura.
La chiesa di San Paolo, che dopo la riconsacrazione era in procinto di essere elevata a cattedrale, era gremita. Le due bare di pregiatissimo teak erano allineate di fronte all’altare ed il caldo era soffocante. C’erano tutti, parenti ed amici, semplici cittadini e turisti stranieri incuriositi dalla kermesse, uomini dello Stato e politici, questi ultimi a profusione.
In prima fila il Senatore, il Sindaco Caraceni con la fascia tricolore, il nuovo Prefetto della città, arrivato da poche settimane dalla lontana Aosta (c’era ora bisogno di persone addentro ai meccanismi delle autonomie federaliste), poi Antonio Pettinari con il fedelissimo e scaltro dottor Quato, amministratore unico (e, secondo alcuni, chiacchierato) delle finanze del partito , i maggiorenti di PD e PdL, le seconde e le terze fila, ormai ex consiglieri ed assessori regionali dallo sguardo un poco smarrito, consiglieri comunali e rappresentanti delle società partecipate.
In un angolo, assorto in preghiera, c’era anche l’Onorevole, un monumento della storia cittadina, sottratto solo dalla gravità del momento alla sua amatissima creatura, l’Istituto per l’Amicizia con l’Estremo Oriente nel Comune Segno di Padre Matteo Ricci, geometra euclideo, geografo, poeta, navigatore ed altro ancora ad abundantiam. Al suo fianco l’ex sindaco di Macerata, da sempre suo pupillo ed allievo prediletto.
E, naturalmente, sua eccellenza il Vescovo (futuro arcivescovo della Grande Diocesi riunita del Granducato di Macerata).
Il parroco dette inizio alla celebrazione con voce dolente e la folla ristette in silenzio.
Mark B.Montgomery
(6/continua)
N.B. Si potrà commentare il giallo solo dopo l’ultima puntata.
