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Strage di pecore a Pieve Torina:
40 capi uccisi all’azienda Angeli

DENUNCIA - Il titolare, già colpito dal sisma: "L’attacco è avvenuto di mattina mentre il gregge era in un campo recintato e, dalle modalità in cui è avvenuto, dovrebbe essere stato ad opera di un branco di lupi"
venerdì 17 novembre 2017 - Ore 11:09 - caricamento letture
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Quaranta pecore uccise più decine di altre disperse il bilancio dell’attacco all’allevamento dei fratelli Angeli di Pieve Torina, una delle aziende simbolo del terremoto. A darne notizia è la Coldiretti Macerata dopo la denuncia dei giovani allevatori. Si tratta di una delle più gravi stragi di animali avvenute negli ultimi anni. “L’attacco è avvenuto di mattina mentre il gregge era in un campo recintato e, dalle modalità in cui è avvenuto, dovrebbe essere stato ad opera di un branco di lupi – spiega Giovanni Angeli, titolare assieme ai fratelli dell’azienda che produce formaggi, zafferano e legumi -. Come se non bastassero i danni causati dal terremoto, ora ci si mettono anche quelli provocati dagli animali selvatici”. Giovanni Angeli è tra l’altro uno dei protagonisti della ripresa post sisma, con un progetto promosso assieme ad altre giovani aziende per la valorizzazione della pecora sopravvissana, dopo aver avviato una società di agricatering. “Un episodio grave che colpisce in un momento già reso delicato dal terremoto, con le aziende alle prese con una difficile ripartenza – spiegano il presidente di Coldiretti Macerata, Francesco Fucili, e il direttore Giordano Nasini -. Occorre un impegno forte da parte delle autorità per prevenire i danni, ma serve anche rivedere il meccanismo degli stessi indennizzi, poiché non è possibile che le imprese continuino a vedersi pagare non più della metà del danno effettivo, e senza considerare la perdita delle quote di mercato, i costi di smaltimento delle carcasse e tutte le altre conseguenze che non vengono riconosciute”.

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