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Sisma, borghi vuoti:
restano i presidi antisciacalli

ARMA - Da oltre un anno i battaglioni dei carabinieri svolgono controlli 24 ore su 24. Sei le caserme della Compagnia di Camerino inagibili, in corso i sopralluoghi per edificarne di nuove. Contrasto alla droga: 15 le denunce
martedì 14 novembre 2017 - Ore 20:54 - caricamento letture
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Il tenente Roberto Nicola Cara

 

Ad un anno dal terremoto non si allentano l’attenzione e la vigilanza sulle zone terremotate, per dissuadere eventuali malintenzionati. Sono ancora presenti nell’entroterra della provincia di Macerata, in particolare nel territorio montano, i battaglioni mobili dei carabinieri, provenienti da Venezia, Milano e Bologna, che a rotazione pattugliano il territorio su tutte le ventiquattro ore, con diverse decine di militari sempre operativi, oltre a tutti i carabinieri in servizio della Compagnia di Camerino, che da sempre controllano le zone più colpite della provincia di Macerata. Molti, anche sui social, hanno espresso preoccupazione, proprio perché ci sono tanti borghi completamente disabitati ed il territorio è vasto, per possibili atti di sciacallaggio, con alcuni episodi che si sono verificati. Per contrastare il fenomeno, da ormai oltre un anno, dall’agosto 2016, sono in servizio appunto gli uomini dei battaglioni mobili dei carabinieri, che controllano il territorio, secondo una serie di servizi disposti dal comandante della Compagnia di Camerino, tenente Roberto Nicola Cara.

L’avvio della ricostruzione, con il transito di numerose persone, favorito anche dalla presenza della Quadrilatero, che con venti minuti già permette di andare fuori regione, sarà un’altra fase a cui l’Arma presterà la massima attenzione, con controlli mirati al contrasto di fenomeni illegali. Nonostante siano crollate ben sei caserme, nel territorio della compagnia camerte, l’operatività in questi difficili mesi del post terremoto è stata massima, con i militari delle stazioni inagibili, Camerino compresa, che lavorano nei container provvisori resi disponibili dall’Arma, attuando tutte le azioni di contrasto preventivo sia alla diffusione di sostanze stupefacenti, sia a possibili furti. Negli ultimi tre mesi, grazie a controlli sul territorio, sono state quindici le persone denunciate per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, con l’ultimo caso di uno studente universitario, trovato lo scorso fine settimana a Camerino, con seimila euro in contanti, probabile frutto della vendita della droga. Sul fronte dei furti, i dati non destano particolare preoccupazione. Gli sforzi, con l’azione di prevenzione data dalla presenza dei carabinieri come deterrente, sono in questo momento concentrati sulla prevenzione di reati predatori, come possibili furti, proprio ai danni dei terremotati. In questo caso è importante che chi nota presenze sospette, auto e volti mai visti, segnali subito il fatto alle forze dell’ordine, anche in modo immediato e veloce. E’ il cosiddetto principio del controllo del vicinato, il tenere d’occhio la zona in cui si vive, adottando anche tutte le precauzioni suggerite dal buonsenso, come il non lasciare mai oggetti di valore o la borsa in auto, o ad esempio lasciare luci e tv accesa se ci si allontana da casa la sera, evitando di lasciare inavvertitamente aperte tapparelle o finestre.

La caserma di Camerino danneggiata dal sisma

Sul fronte della ricostruzione delle caserme, sono in corso una serie di sopralluoghi per definire dove dovranno essere edificate, ma trattandosi di edifici strategici e spesso di proprietà pubblica, si dovranno attuare una serie di passaggi amministrativi e burocratici, prima di poter avviare i lavori. A Matelica l’amministrazione comunale ha già messo a disposizione ben quattro possibili aree, per dotare la città di una nuova caserma, visto che quella storica dietro al palazzo comunale è inagibile, mentre attualmente i carabinieri sono operativi nei container in via Tiratori. La prima zona è la caserma della Forestale in via Battisti, lungo la Muccese, ampia mille metri quadrati, si avrebbe una stazione unica per carabinieri e agenti forestali. La seconda possibilità è l’ex mattatoio in via Circonvallazione, non lontano dal centro storico, con una superficie ampia 3500 metri quadrati. La terza area è una zona verde a Regina Pacis, decentrata rispetto al centro storico ed alla viabilità provinciale, ampia circa seimila metri quadrati. Quarta ipotesi sul piatto, l’area verde del quartiere Manozzini tra via Vespa e via Aialunga, anche questa decentrata rispetto alla viabilità provinciale.

 

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