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Stroncata banda dello spaccio:
11mila cessioni in centro

MACERATA - Diciotto gli indagati, tutti nigeriani, in tre operazioni connesse della Squadra mobile. Le indagini sono partite a fine 2016. Dieci i chili di droga spacciati. Il procuratore: "Solo italiani gli acquirenti, fatto allarmante". Il questore: "La polizia c'è e lavora ogni giorno nelle aree sensibili"
giovedì 12 ottobre 2017 - Ore 13:08 - caricamento letture
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Da sinistra: il questore Giancarlo Pallini, il procuratore Giovanni Giorgio e Alessandro Albini, vice questore e capo della Squadra mobile di Macerata

 

Il questore Giancarlo Pallini e il procuratore Giovanni Giorgio

 

di Gianluca Ginella

(foto di Fabio Falcioni)

Undicimila cessioni di droga nel centro di Macerata nel corso di un anno, un traffico gestito da un gruppo di nigeriani che si erano presi una grossa fetta del mercato locale e vendevano di tutto: dall’eroina all’hashish. Diciotto le persone indagate, nove quelle che nel corso delle investigazioni sono state arrestate (tre sottoposte a misura cautelare, le altre colte sul fatto). Una cosa strana, diversa da quello che accade di solito, è avvenuta sul finire dello scorso anno ed è stata notata dagli uomini della Squadra mobile di Macerata, diretta dal vice questore aggiunto Alessandro Albini. Diverse persone conosciute alla polizia perché consumatori di droga hanno cominciato a spostarsi verso Macerata anziché andare sulla costa a comprare lo stupefacente. Da lì sono iniziate le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Claudio Rastrelli, per comprendere il fenomeno ed è così emerso che il capoluogo era diventata la nuova Mecca per l’acquisto di droga. Tutte le droghe, senza distinzioni: dall’eroina, alla cocaina, all’hashish, alla marijuana. Gli agenti hanno anche fermato alcuni spacciatori scoperti a vendere droga e hanno dato il via ad accertamenti sui tabulati telefonici. Le indagini hanno portato ad un nigeriano già conosciuto dalla Mobile e che però da Macerata era sparito da qualche tempo.

Da qui il nome dell’operazione, Revenant. I poliziotti hanno individuato alcuni clienti, in tutto 130, dai tabulati telefonici (quelli che chiamavano più spesso) e li hanno sentiti per ricostruire il giro di droga. L’indagine ha portato a scoprire seimila cessioni di droga per 2,6 o 2,7 chili di stupefacente. Sono partite anche le prime richieste di misure cautelari, sette le persone che sono state indagate in questa prima tranche di indagine. La squadra mobile ha però continuato a indagare ed è nata l’operazione Revenant 2. Da questa è emerso che a gestire tutto «era un certo Blake. Che però a noi era sconosciuto – ha spiegato il vice questore aggiunto Albini –. Lo abbiamo individuato e messo sotto controllo le sue utenze telefoniche. E’ nata l’operazione Blake che ci ha consentito di individuare 5mila episodi di spaccio nel centro di Macerata, per 5 chili, cinque chili e mezzo di droga».

Alessandro Albini, vice questore e capo della Squadra mobile di Macerata

Nove le persone denunciate, tra cui il nigeriano chiamato Blake, un 33enne che è stato localizzato un paio di settimane fa circa in un hotel di Macerata. A tradirlo il fatto di essersi registrato lì per stare in compagnia di una donna. In tutto le tre operazioni hanno portato a scoprire «oltre 11mila cessioni di droga nel centro di Macerata per dieci chili tra eroina, cocaina, hashish e marijuana. Sei gli arresti di nigeriani scoperti a spacciare (uno lo scorso febbraio, altri quattro a settembre). I gruppi gestivano una grossa fetta di mercato» ha spiegato Albini. Il procuratore Giovanni Giorgio ha rilevato che: «tutti gli acquirenti erano italiani, in prevalenza giovani. E’ un fatto allarmante. Noi ci occupiamo dell’azione di repressione mentre azioni di natura preventiva possono essere svolte da altre istituzioni. Il comitato della prefettura presto tornerà a riunirsi tra poco e spero che l’attività interistituzionale del comitato possa essere di giovamento». «Questa operazione dimostra che la polizia c’è e che lavora ogni giorno nelle aree più sensibili – ha detto il questore Giancarlo Pallini –. L’operazione è frutto di continui controlli e decine di attività sul territorio che hanno consentito di individuare migliaia di cessioni di spaccio in poco più di un anno».  

 

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