Fermacerata, potrebbe chiamarsi così

DAVOLI A MERENDA - "Macerata e Fermo, le mie due anime unite ma forse invece scivoleremo nell’imbuto. Sarebbe un peccato: per tutte e due queste realtà"

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di Filippo Davoli

Al grido di “Prendi tre, paghi uno”, nacque una formidabile campagna pubblicitaria alla quale – peraltro molto agevolmente – credette sin dall’inizio anche mia zia. Ricordo con affettuosa simpatia il suo entusiasmo per l’essere riuscita nel risparmio migliore degli ultimi trent’anni. Purtroppo, la bella formula non si applicava anche alle automobili, che mia zia sfasciava con estrema nonchalance ed anche – bisogna riconoscere i meriti – con grande varietà di casi e tipologie.

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Loggia-del-grano-San-Savino-copiaLe recenti vicissitudini a seguito del decreto Monti sul riordino delle province italiane mi riporta alla mente quella formula magica pubblicitaria, che potrebbe applicarsi – invertita nei verbi (paghi tre, prendi una) con rara precisione proprio al caso delle nostre tre province finite nell’occhio del ciclone (Macerata, Fermo, Ascoli Piceno). Rimane ovviamente il dilemma principale: quale delle tre candidare ad essere l’unica? E inoltre: se la formula pubblicitaria originaria ha un’attendibilità, c’è da credere che il suo contrario equivalga a un dilapidamento ulteriore?

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Piazza-della-libertà-del-popolo-copiaSo di raccolte di firme che circolano, promosse dalle più insospettabili persone: io ho firmato. Qualcuno dirà: ma non hai insistito più di una volta che volevi la dissoluzione di Macerata a vantaggio di Fermo? Tutto sommato sì, sarebbe il mio sogno ancestrale. Tuttavia, mi rendo perfettamente conto che non sarebbe una strada praticabile e pertanto – piuttosto che finire sotto le grinfie di Ascoli Piceno (o – molto peggio – di Ancona…) – tanto vale augurarsi che una firma di questo tipo valga a smuovere i nostri amministratori verso una fusione con la provincia di Fermo (capitanata da Macerata? Bene, niente in contrario: credo ragionevolmente che anche i fermani sarebbero più che d’accordo).

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Vi immaginate finire sotto Ancona? Pensateci bene: in fondo la Regione è una copia carbone della provincia di Ancona (almeno a giudicare da dove finisce la maggior parte dei fondi che vengono stanziati). E finire sotto Ascoli? Idem con patate. O peggio, perché gli ascolani – come rivendicano essi stessi – mirano a riscattarsi dalla perdita di Fermo e di tutto il territorio fermano, auspicando per la loro città il ruolo di prestigio che – dicono… – compete loro. Ve l’immaginate?

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Con Fermo non perderemmo nulla. Parliamo la stessa lingua picena antica (compresa – Parrino docet – tra Macerata, Fermo e Camerino); abbiamo la stessa orografia (colline smussate e dolci che declinano nel mare, ricchezza di verde); analoghi temperamenti, simile patrimonio culturale e artistico (sebbene la storia antica di Fermo sia di gran lunga superiore a quella maceratese); ma soprattutto – insieme – abbiamo tutto l’indotto industriale del settore calzaturiero (e non solo): roba da far spavento serio al nord e al sud della regione. Con Fermo, dunque, non solo non perderemmo nulla, ma guadagneremmo reciprocamente, completando coi tasselli mancanti il quadro produttivo dei nostri rispettivi territori.

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Fermano di nascita, maceratese da sempre per residenza, ho per così dire due anime, egualmente forti e intatte. Da sempre, trascorro gli inverni a Macerata e le estati a Fermo. Negli ultimi venticinque anni, ho assistito ad opere pubbliche notevoli, a Fermo. Intendiamoci: sarebbero di ordinaria amministrazione ovunque, ma considerato come vanno le cose a Macerata… Ad esempio: già vent’anni fa sono sorti parcheggi a terrazzamento a ridosso del centro storico, con ascensori aperti 24 ore su 24 per sette giorni la settimana. Più o meno nello stesso periodo è stata costruita l’ampia piscina comunale. Da almeno quarant’anni, Fermo è servita da una strada a quattro corsie di collegamento con Porto San Giorgio, alla quale va ad aggiungersene un’altra analoga – rivolta all’entroterra – costruita in occasione dell’istituzione della provincia. Culturalmente c’è una larga collaborazione tra ente pubblico e associazioni (della serie che i microfoni ci sono per tutti…), nonostante il diminuito badget generale. Certo, manca lo Sferisterio. Ma – sia pure molto più in piccolo – ci sono concertini di jazz nelle piazze quasi tutte le sere, ogni giovedì c’è il grande e qualificato Mercatino delle occasioni e, a Ferragosto, quella che ormai è una tradizione (anche se nacque per scommessa intorno agli anni ’80): il Palio dell’Assunta. Sintesi: a luglio e agosto Fermo si spopolava a vantaggio di Porto San Giorgio; pian piano i fermani hanno invertito la rotta, con grande energia, tenacia e risultati degni di nota, anche nei giorni – pochissimi, peraltro… – in cui non ci sono in programma attrazioni. Mi chiedo perché a Macerata, porca miseria, non sia altrettanto possibile.

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E dire che Macerata può vantare la tradizione di una città, piccola ma funzionale (purché lo stallo in cui è precipitata non si aggravi ulteriormente, determinandone la totale e irreversibile decadenza): siamo una città universitaria di rango, con un’ottima Accademia di Belle Arti; con l’arena Sferisterio finalmente in via di risanamento (bravo Micheli! Avanti tutta!); con l’ottima risistemazione di Palazzo Buonaccorsi e, di là, la bella Galleria d’Arte contemporanea di Palazzo Ricci. Una città più istituzionale, che ben sposerebbe la creatività ed operatività fermane. Sarebbe, ritengo, una bella e funzionale sinergia.

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Fermacerata. Ecco: potrebbe chiamarsi così. Nei miei sogni ad occhi aperti, vedo già il Municipio di Macerata alla sommità della fermana Piazza del Popolo, oppure il monumento al patrono fermano San Savino nel Giardino Mazzini di Macerata, o la statua di Sisto V nel frontespizio di Palazzo de Vico… Forse però le mie due anime non sono destinate a ricongiungersi, né di qua né di là. Forse non cambierà nulla (e diventeremo il distretto Marche Sud, con ogni ufficio al suo posto). Forse invece scivoleremo nell’imbuto. Sarebbe un peccato: per tutte e due queste realtà.

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Articoli precedenti:

Accorpamento Fermo-Macerata, la proposta di Piergiuseppe Mariotti (leggi l’articolo)

 


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