Dal tramonto all’alba, Macerata accoglie

L'anno 2012 è stato quello della conferma e del rilancio grazie ai successi ottenuti nel mondo dello sport, della cultura e dello spettacolo

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andrea-marchioridi Andrea Marchiori

Mimi, consapevole della malattia che la attanaglia, chiede a Rodolfo se e’ ancora bella e quel ragazzo, pervaso da un amore autentico, risponde che e’ bella “come un’aurora”. Mimi, con una voce fioca e romantica, domanda se abbia sbagliato raffronto, ovvero “bella come un tramonto”. Anche noi maceratesi, mai abituati ad alzare la voce, orgogliosi del nostro territorio, ma consapevoli del declino della città, abbiamo lamentato che Macerata è bella come un tramonto. Un declino in parte tollerato ed in parte agevolato dalla politica maceratese piccola piccola, fatta di compromessi e di ingerenze personalistiche che hanno lasciato sulla strada le famose incompiute e le compiute male.

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Il premio Oscar Dante Ferretti e la moglie Francesca Lo Schiavo hanno ricevuto la cittadinanza onoraria

La stagione 2012 è, però, iniziata con successi sportivi e artistici che hanno mostrato una città da scudetto e da Oscar. Perfino a Wimbledon, tempio del tennis, si è parlato  di Macerata. Di spessore anche l’affermazione nel calcio della Maceratese che, dopo un periodo difficile con risultati deludenti, ha rialzato la testa e, come si dice, messo la freccia, guadagnando una categoria che più si addice alla sua storia.
Macerata è anche la città del Santo ospitatore e pure nell’accoglienza è accaduto qualcosa di meritorio. La città ha sempre dato un tetto ed pasto a chi ne ha avuto bisogno, anzi si pensa che l’attenzione riservata agli indigenti stranieri sia maggiore di quella che dovrebbero avere alcuni residenti di origine maceratese, ma, a tal proposito viene da chiedersi chissà perché quel signore dalla barba incolta, senza dimora, è giunto proprio nella nostra città? Per metterci alla prova? Ebbene, non essendo abituati a convivere con un clochard, i cittadini, le istituzioni ed i sanitari hanno offerto assistenza e cercato di ridare dignità ad una persona che evidentemente aveva perduto il senso della vita (leggi l’articolo). Il disagio della persona non era, però, soltanto economico ed affettivo ma, soprattutto, psichico ed allora il rifiuto dell’assistenza doveva essere affrontato in modo deciso anche per la tutela dei cittadini stessi, cosicché l’accoglienza si è concretizzata nel trasferimento in una struttura adeguata al bisogno dell’individuo. A quanto pare questa è ospitalità, attenzione ai bisognosi e rispetto dei residenti, modi di essere che in molte altre città mancano alla radice, dove invece prevale l’indifferenza e la discriminazione.

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Il direttore artistico del Macerata Opera Festival Francesco Micheli

Accogliere significa principalmente far sentire l’ospite a casa propria; evidentemente al Direttore artistico Francesco Micheli deve essere stato detto “si accomodi e faccia come se fosse a casa sua”, perché sin dai primi giorni dell’incarico ha mostrato di trovarsi a proprio agio e di avere le idee molto chiare su come rendere grazie agli ospitatori. Via via che dal progetto si e’ passati all’allestimento della stagione lirica, Micheli è parso diventare maceratese acquisito, tanto è stato il cuore e la vigoria che ha messo nel proprio lavoro. Quando, poi, l’Opera ha preso il via, il ruolo di ospitatore è stato preso proprio da Micheli, il quale con eleganza mai ostentata e con la gentilezza che si conviene in queste occasioni, si aggirava in platea a salutare gli ospiti facendoli accomodare nel salotto di casa.

Macerata 2012 è stata la stagione del successo non solo della stagione operistica ma del Festival così come Micheli lo aveva immaginato; il successo è la conseguenza di una scelta politica azzeccata ma soprattutto è stata la conferma che per fare cose buone non occorrono risorse economiche straordinarie ma cooperazione tra le istituzioni e tra queste e le associazioni. Nessuno, da solo, può arrogarsi il merito del successo, ma tutti (compresi ovviamente i cittadini che hanno partecipato con entusiasmo alle varie manifestazioni) possono a ragione gioire per avervi contribuito. Carancini e Pettinari hanno dato prova di seria collaborazione, hanno tracciato le basi di un percorso ed hanno scelto il Direttore al quale hanno detto “benvenuto, faccia come se fosse a casa sua”, senza contaminare il lavoro con ingerenze inopportune. La buona politica origina dall’ascolto dell’opinione pubblica che, in questo caso, aveva preteso una stagione sobria quanto alla spesa, innovativa quanto all’offerta, comunque rispettosa della classicità dell’opera.

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Romano Carancini e Antonio Pettinari

Detto questo, si può affermare che il 2012 sia stato per Macerata l’anno della conferma e del rilancio: la conferma che siamo nati in una bella città e l’auspicio che si tratta di una bellezza paragonabile ad un’aurora. Potranno eliminarci come Provincia ma non come capoluogo dell’arte, della cultura, dello sport e dell’accoglienza. Al Sindaco ed alla Giunta l’augurio di affrontare la seconda parte del mandato con meno supponenza, mettendo al centro dell’azione politica il Consiglio e consentendo ai cittadini una partecipazione non virtuale.

 


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