Il corpo di Mamadou torna in Mali
Se ne occuperà il Gus
Il giovane era tragicamente scomparso in mare domenica scora dopo un banale tuffo in acqua sulla spiaggia di Collemarino
Il corpo senza vita di Mamadou Marikò domani sarà di nuovo in Mali, la sua terra d’origine. Del triste ritorno se ne occuperà il Gus, Gruppo Umana solidarietà di Macerata, con Giovanni Lattanzi, che arriverà alle 22.45 all’aereoporto di Bamko, e qui incontrerà il padre adottivo di Mamadou, dal momento che i suoi genitori naturali sono morti durante la guerra. Lattanzi consegnerà al padre anche due lettere di condoglianze, dell’assessore regionale all’emigrazione Luca Marconi e del sindaco Daniela Montali, primo cittadino di Chiaravalle, città che ospitava Mamadou nella struttura del Gus. Alla famiglia del ragazzo anche un album di fotografie e lettere di saluto da parte dei suoi amici.
Amici che nulla hanno potuto domenica scorsa, quando Mamadou è tragicamente scomparso in mare, dopo un banale tuffo in acqua sulla spiaggia di Collemarino. Gli amici presenti sulla spaggia, non vedendolo riemergere hanno sin da subito chiamato il 118 per chiedere aiuto. Sono arrivati i soccorsi della Capitaneria di Porto con tre imbarcazioni, e hanno iniziato le ricerche del disperso. Con il mare agitato le ricerche non hanno dato risultati, tanto che la capitaneria ha allertato i sommozzatori dei vigili del fuoco di Ancona e un’altra squadra di sommozzatori dell’associazione Pinguino Dive Club. Alle 19 il ritrovamento del corpo di Mamadou, restituito dal mare senza vita. Aveva solo 23 anni, ed era sbarcato a Lampedusa l’estate scorsa a seguito della guerra in Libia. Il Gus, che si occupava di lui ha subito contattato i genitori, i quali hanno espresso il desiderio di riavere la salma del figlio. Il Gus ha provveduto a riservare alla salma il rito musulmano di pulitura e vestizione che si è svolto lunedì presso l’obitorio di Torrette. Marikò Mamadou era un ragazzo molto timido e mite, stava aspettando la convocazione della Commissione Territoriale di Caserta che avrebbe valutato la sua richiesta di protezione internazionale in quanto dichiaratosi richiedente asilo politico allo stato italiano. Nel frattempo il Gus ha coivolto il ragazzo in attività di integrazione sociale e lavorativa inserendolo, insieme agli altri beneficiari, tutti richiedenti asilo politico, in corsi di italiano e nella formazione agricola/cura del verde e giardinaggio. Era un manovale/muratore esperto, iniziò a lavorare all’età di 8 anni, è stato iscritto anche presso il centro per l’impiego di Jesi perché in possesso di un permesso di soggiorno di richiedente asilo politico con possibilità di lavorare in attesa della Commissione. E’ assurdo morire così. Scampato ad un viaggio terribile via mare per arrivare in Italia, muore per una tragica fatalità nel mare Adriatico a circa 200 m dal bagnasciuga. Assurdo, e molto triste.