2011, Odissea nella crisi
Le aziende non investono più
ECONOMIA - L'osservatorio della CNA tratteggia un quadro pessimo per artigiani e piccole-medie imprese: diminuiscono produzione, margini di guadagno e fatturato. Dilagante l'inefficienza produttiva, pesano la stretta sul credito ed il carico fiscale. Tendenza ancora più cupa per il 2012

Luciano Ramadori, vice direttore della CNA provinciale, Maurizio Tritarelli, CNA Macerata, Giovanni Dini, responsabile del centro studi CNA Marche
di Filippo Ciccarelli
Sono passati tre anni dallo scoppio della crisi globale, partita come un tumore originato dalle cellule di una finanza sregolata e impazzita e che ha finito per attaccare, con metastasi estese, gli altri tessuti dell’economia reale e della società. E ancora non si vede la fine del tunnel, mentre con cadenza quotidiana si moltiplicano gli allarmi di tensione sociale, l’inflazione aumenta e la produzione diminuisce, riportando il Bel Paese ad una situazione simile a quella degli anni ’70-’80.
La crisi morde, ma ad essere colpita non è solo la produzione della grande industria: anzi, nell’Italia dove si discute giorno e notte dell’articolo 18, c’è un 95% di imprese che a quell’articolo non sono interessate, per via delle loro dimensioni ridotte. Eppure, sono il tessuto del Paese, e più che mai della nostra realtà, in una provincia che ha saputo fare del “piccolo è bello” un modello di crescita e sviluppo, almeno fino ad ora.
I dati diffusi dal Barometro della CNA di Macerata, un osservatorio che analizza la situazione su un campione di 100 piccole e medie imprese, oltre a quelle artigiane, non sono confortanti. Non sono ancora i tempi di uno su mille che ce la fa, come canta Morandi, ma a fine 2011 solamente il 25% delle imprese esaminate è riuscita ad aumentare la produzione, mentre il 35% l’ha diminuita, e il 40% se l’è vista con la stagnazione. Un quadro cupo, che è destinato a peggiorare, secondo la CNA, nel 2012. Spiega Giovanni Dini, responsabile del centro studi CNA Marche: “Nel 2012 le previsioni sono negative, ci aspettiamo che solo il 20% delle aziende, e cioè 1 su 5, possa aumentare la produzione. Il 37.5% peggiorerà le proprie perfomance, mentre poco più del 42% avrà una produzione su livelli di stagnazione. Un altro dato allarmante” prosegue Dini “è quello relativo agli investimenti. Solo il 20% delle imprese analizzate in provincia di Macerata investono, e questa quota è destinata ad abbassarsi ulteriormente nel corso del 2012”.
E se l’attività produttiva va male, il fatturato va peggio. In pratica le aziende, pur di mantenere le stesse quote di mercato, sono disposte a veder erosi i propri margini di profitto; non va meglio guardando all’efficienza produttiva, perché “solo il 17% delle imprese lavora impiegando tutta la capacitò produttiva che può utilizzare. Il 13% lavora con meno di 1/3 delle capacità a disposizione” conclude Dini. I settori più colpiti nel 2011 sono stati quelli del terziario, cioè dei servizi, ma anche dell’impiantistica e quello delle costruzioni edili, che ha fatto registrare una diminuzione delle attività per il 33% delle imprese. E se nel secondo trimestre del 2011 il settore manifatturiero ha tenuto (saldo positivo del 16.7%), nel 2012 è atteso un crollo anche per questo comparto.
Anche banche e governo contribuiscono ad appesantire una situazione poco sostenibile: “Il carico fiscale è un problema, insieme agli altri oneri che dobbiamo affrontare” spiega Maurizio Tritarelli, della CNA provinciale “oltre a questo c’è l’incertezza riguardo all’Imu; non conosciamo le aliquote, non sappiamo come fare i conteggi, perché non lo sanno nemmeno a Roma. La stretta del credito e le difficoltà all’accesso sono un ulteriore problema per tante imprese. Nel settore dei servizi, poi, si registra un allarmante fenomeno di abusivismo, che rappresenta quasi il 40% delle concorrenze sleali. In questo campo abbiamo trovato irregolarità soprattutto nel campo delle acconciature e dell’estetica”.
Alfredo Santarelli e Luciano Ramadori, rispettivamente direttore e vicedirettore della CNA provinciale, sottolineano il ruolo degli istituti di credito. “Le banche hanno ricevuto dall’Europa circa 250 miliardi, con un tasso dell’1%. Invece di reinvestirli sul territorio e di facilitare l’accesso al credito, in molti casi hanno comprato titoli di stato con rendimenti intorno al 4%” osserva Santarelli “serve uno scatto d’orgoglio e progetti comuni per il futuro del Paese. Dobbiamo ridurre il costo del lavoro, migliorare la situazione del credito, e modificare la realtà di oggi, che è difficile. Molte imprese chiudono, e i giovani non ne aprono di nuove”. Alla luce della situazione creditizia, osservano dalla CNA, è fondamentale il sostegno finanziario di Fidimpresa e la creazione delle Reti di impresa che mettono insieme diversi professionisti e professionalità.
Una ricetta per sopravvivere alla crisi è quella di spostare la propria presenza dal mercato interno a quello internazionale, tanto più che le aziende che riescono a vendere all’estero ottengono risultati sensibilmente migliori in poco tempo. “Ma l’export della regione Marche, pur aumentato in termini relativi, è diminuito rispetto alla quota complessiva, quindi abbiamo perso e stiamo perdendo competitività” avvertono Tritarelli e Dini “osserviamo che le nostre imprese sanno andare poco all’estero. Bisogna disinvestire su un certo modo di stare sul mercato, e allocare risorse che possano permettere di competere fuori”.
Maurizio Tritarelli elogia anche il presidente della Provincia, Antonio Pettinari, per il tavolo istituzionale di confronto per cui lo stesso Pettinari si era impegnato: “Abbiamo avuto un paio d’incontri positivi, in futuro ce ne saranno altri. La vicinanza delle istituzioni è molto importante in un momento come questo”.
Nella tabella sottostante la situazione in provincia secondo il centro studi CNA
COME E’ANDATO IL 2°SEMESTRE 2011
attività produttiva (quote di imprese per situazione – dinamiche tendenziali)
| Aumento | Stazion. | Diminuzione | saldo | tot. | |
| manifatture | 40,0 | 36,7 | 23,3 | 16,7 | 100,0 |
| terziario | 17,4 | 34,8 | 47,8 | -30,4 | 100,0 |
| impianti | 11,1 | 44,4 | 44,4 | -33,3 | 100,0 |
| costruzioni | 0,0 | 66,7 | 33,3 | -33,3 | 100,0 |
| totale | 25,0 | 39,7 | 35,3 | -10,3 | 100,0 |
Fatturato (quote di imprese per situazione – dinamiche tendenziali)
| Aumento | Stazion. | Diminuzione | saldo | tot. | |
| manifatture | 36,7 | 36,7 | 26,7 | 10,0 | 100,0 |
| terziario | 13,0 | 26,1 | 60,9 | -47,8 | 100,0 |
| impianti | 22,2 | 11,1 | 66,7 | -44,4 | 100,0 |
| costruzioni | 0,0 | 33,3 | 66,7 | -66,7 | 100,0 |
| totale | 23,5 | 29,4 | 47,1 | -23,5 | 100,0 |
COME ANDRA’ IL 1° SEMESTRE 2012
attività produttiva (quote di imprese per situazione)
| Aumento | Stazion. | Diminuzione | saldo | tot. | |
| manifatture | 26,7 | 30,0 | 43,3 | -16,7 | 100,0 |
| terziario | 15,8 | 57,9 | 26,3 | -10,5 | 100,0 |
| impianti | 11,1 | 55,6 | 33,3 | -22,2 | 100,0 |
| costruzioni | 16,7 | 33,3 | 50,0 | -33,3 | 100,0 |
| totale | 20,3 | 42,2 | 37,5 | -17,2 | 100,0 |
Fatturato (quote di imprese per situazione)
| Aumento | Stazion. | Diminuzione | saldo | tot. | |
| manifatture | 23,3 | 30,0 | 46,7 | -23,3 | 100,0 |
| terziario | 19,0 | 47,6 | 33,3 | -14,3 | 100,0 |
| impianti | 22,2 | 33,3 | 44,4 | -22,2 | 100,0 |
| costruzioni | 16,7 | 33,3 | 50,0 | -33,3 | 100,0 |
| totale | 21,2 | 36,4 | 42,4 | -21,2 | 100,0 |


più che altro pesa la concorrenza sleale svolta da alcune ditte che tengono operai in nero!!!!!!!
praticamente siamo nella merda…….
Analisi perfetta Stefano!!
La nostra provincia ha una forte presenza nel settore calzaturiero, settore che tra delocalizzazione e concorrenza dei paesi dove si può produrre a basso costo sia per il basso costo del lavoro, sia per legislazioni molto tolleranti in materia di lavoro e ambiente, facilitazioni fiscali settore che non ha molte possibilità di essere la parte più importante della economia del maceratese. Altra piaga è il lavoro nero dei tomaifici cinesi e pakistani. Il futuro è aiutare , tramite il governo locale e regionale, il consolidarsi di altri settori produttivi presenti nella nostra provincia e favorire progetti di nuove aziende che operino in settori tecnologici avanzati. Un capitolo a parte è la semplificazione burocratica che togli e forze e risorse economiche alle nostre aziende,. Semplificare la camera di commercio non è facile , ma non impossibile, credo che si debba vincere la gestione corporativa di questo ente, che ha una gestione cieca e fa scelte politiche che coinvolgono le imprese in avventure come la QUADRILATERO. Nella gestione della camera di commercio sono assenti gli imprenditori e che non hanno voce in capitolo. L’inps provinciale impiega in media 25 giorni per il rilascio di un DURC, cosa che reca danno alle imprese. Ma soprattutto gli imprenditori sia essi artigiani, sia essi piccole impresa o altro non hanno rappresentanza “politica sindacale” le associazioni di categoria sono delle agenzie che forniscono servizi.
La situazione è difficile , difficilissima. Ma non bisogna perdere fiducia e volontà positiva. la ripresa se ci sarà deve trovare risorse soprattutto con interventi nazionali ed europei . A livello provinciale quello che si può fare è aiutare le piccole o piccolissime imprese a superare i momenti più duri e quindi chiaramente è fondamentale il ruolo del sistema finanziario . E’ necessario però cogliere l’occasione della crisi per ripensare il sistema produttivo . E’ necessario incrementare l’innovazione e spostare prodotti e mercati in segmenti a maggiore valore aggiunto dove la competizione sul prezzo è meno sensibile. E’ necessario che le aziende diventino più grandi o che almeno si uniscano in rete. Insomma c’è molto lavoro da fare e la cosa peggiore ora è farsi cogliere dallo scoramento. Bisogna unire le nostre forze , stare vicino agli imprenditori e ai loro dipendenti e fare sistema ! (E’ vero lo abbiamo sentito dire spesso, speriamo sia la volta buona)