Marco Cecchetti: «La movida
va organizzata non ostacolata.
Mettiamo steward a disposizione»
MACERATA - Il titolare di Basquiat interviene dopo la polemica sollevata dal presidente dell'associazione commercianti: «La città ha bisogno dei suoi giovani, di piazze frequentate, di locali che lavorano e di un centro storico vivo. Non è corretto raccontarlo come un "Vietnam". Chi sbaglia deve risponderne, ma chi si comporta bene non deve spegnere la musica»

Marco Cecchetti
di Alessandra Bastarè
«Ci dissociamo da quanto letto ieri sulla movida durante i giovedì universitari a Macerata. Ci sono, invece, tantissimi ragazzi, giovani pieni di vita, bravi, educati, che hanno semplicemente voglia di stare insieme, conoscersi e divertirsi». Marco Cecchetti, titolare di Basquiat e Samo, interviene, facendosi portavoce di altri bar e ristoranti, su quanto dichiarato ieri dall’associazione commercianti Acm.
Parole dure e pesanti che hanno suscitato la reazione di una parte dei colleghi di Perini. «È davvero corretto raccontare il centro storico come un “Vietnam”, come un luogo in cui sarebbe diventato impossibile lavorare? Personalmente credo proprio di no. Macerata ha bisogno dei suoi giovani, di piazze frequentate, di locali che lavorano e di un centro storico vivo – continua Cecchetti -. Per questo è fondamentale che Comune e commercianti collaborino, si ascoltino e costruiscano insieme soluzioni capaci di conciliare sicurezza, rispetto dei residenti, lavoro e divertimento. Proprio in questa direzione collaborativa siamo disposti anche a mettere a disposizione un gruppo di steward che intorno alle aeree più frequentate della movida facciano da deterrente e da controllo con una funzione di prevenzione, dialogo e segnalazione di eventuali criticità alle autorità competenti. Un segnale concreto di responsabilità, perché crediamo che la movida vada organizzata e tutelata, non ostacolata».
La fotografia di «ragazzi che escono di casa, incontrano gli amici, ascoltano musica, frequentano i locali e riempiono di vita le nostre piazze, ormai sempre più spente è un’immagine bella, anzi bellissima – spiega Cecchetti -. Ed è un’immagine che una città come Macerata dovrebbe custodire gelosamente, non mettere continuamente in discussione. Eppure basta una rissa, che avrebbe coinvolto quattro o cinque persone, per rischiare di trasformare una serata di aggregazione in un caso sulla sicurezza del centro storico. Sia chiaro: chi alza le mani, provoca disordini o mette in pericolo altre persone deve rispondere delle proprie azioni. Senza giustificazioni. Ma proprio per questo bisogna avere il coraggio di fare una distinzione fondamentale: i responsabili di una rissa non rappresentano le centinaia, se non migliaia, di ragazzi che frequentano il centro e si comportano correttamente. E non possono essere questi ultimi a pagarne le conseguenze».
Cecchetti, portavoce anche di altri colleghi, evidenzia inoltre che dopo l’episodio in questione «le forze dell’ordine sono arrivate nel giro di pochi minuti. Ero presente e ho potuto constatare personalmente la tempestività dell’intervento, che merita un plauso. Macerata inoltre dispone di un sistema di videosorveglianza che, insieme al lavoro delle forze dell’ordine, può contribuire a individuare i responsabili di tali atti. È su questo che bisogna concentrarsi, non sul limitare la libertà di chi si comporta correttamente».
Un plauso, infine, «ai tantissimi ragazzi che frequentano il centro di Macerata, che si divertono rispettando gli altri e che con la loro presenza rendono più bella la nostra città. Chi sbaglia deve risponderne, ma chi si comporta bene deve poter continuare a vivere Macerata che non ha bisogno di spegnere la musica. Ha bisogno di continuare a farla suonare, garantendo a tutti il diritto di divertirsi e di sentirsi al sicuro».
«Giovedì sera universitari, <br> un Vietnam dei giorni d’oggi» <br> Esposto alla Questura di Perini
Un contingente misto di steward e marines farebbe forse tutti contenti.
Questa storia della militarizzazione continua ci sta sfuggendo di mano.A forza di creare nemici oramai lo sconosciuto,chiunque esso sia,diventa qualcuno da abbattere.Che differenza c’è tra un giovedì universitario ed un rave? L’occupazione illegale di locali o terreni per il resto giovani che vogliono divertirsi ascoltando musica.Però i rave anche prima di essere messi fuorilegge si facevano in luoghi isolati e non creavano problemi d’ordine pubblico e in Italia capitavano al massimo un paio di volte l’anno ma per la propaganda di governo che ha fatto della sicurezza un punto cruciale per accalappiare voti li si è messi al bando forse per il look o per la musica,quella si per stomaci forti.Inutile parlare della continua massiccia campagna demonizzatrice verso lo straniero,il clandestino,l’islamico,le zecche,i centri sociali …..Il tutto condito con il
mantra repressivo “io sto con il poliziotto” che da normalità diventa quasi una sorta di conflitto sociale tanto da far dubitare di quello che invece dovrebbe essere normale.Così come “la difesa è sempre legittima” tanto da dover poi arrivare a dover chiedere la grazia per i danni causati ad un gioielliere che si credeva il Giustiziere della Notte.Abbiamo gli stadi blindati,per entrarci devi passare attraverso tornelli neanche fossero i gironi infernali di Dante.Più nemici più scontri,più scontri più violenza,più ignoranza più vulnerabilità,più povertà più rabbia,più disuguaglianze più nemici e’ questo loop a dover essere interrotto e non si fermerà con la
militarizzazione altrimenti ci ritroveremo un paese di pistoleros come quello guerrafondaio a stelle e strisce.Peace and love amici miei.