«Estorsione a un imprenditore
per un debito di 15mila euro»
Prosciolto Giulio Fanelli

CIVITANOVA - Oggi si è svolta l'udienza preliminare al tribunale di Macerata. Per questa vicenda il noto ristoratore era stato arrestato. Gli avvocati difensori Gabriele e Massimiliano Cofanelli: «Non ci sono state violenze o minacce del nostro assistito»

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L’avvocato Gabriele Cofanelli

di Alessandro Luzi

Accusato di estorsione nei confronti di un imprenditore per via di un presunto debito da 15mila euro: prosciolto il ristoratore civitanovese Giulio Fanelli. Oggi per lui, difeso dagli avvocati Gabriele Cofanelli e Massimiliano Cofanelli, si è svolta l’udienza preliminare al tribunale di Macerata. Per il gup Daniela Bellesi i fatti contestati «non sussistono» ed ha trasmesso gli atti in procura riguardo «il tenore delle accuse mosse dalla persona offesa per ogni più opportuno vaglio» spiegano i legali.

Per questa vicenda il 69enne nel 2024 era finito in manette con l’accusa di estorsione a un imprenditore fermano che aveva fatto denuncia alla questura di Fermo. «L’imprenditore aveva riferiva di aver subito percosse e minacce da Fanelli – spiegano gli avvocati – e che in maniera reiterata lo avrebbe martoriato a causa di un debito di circa 15mila euro reclamati per l’appunto con assoluta violenza».

Così la polizia ha monitorato un incontro tra le parti, in cui l’imprenditore avrebbe anche consegnato delle banconote segnate, per poi arrestarlo. «Sin dalle prime fasi della vicenda il noto ristoratore aveva respinto con forza le accuse – proseguono i legali -, sottoponendosi a vari interrogatori con lo scopo di chiarificare la sua posizione». Secondo la versione difensiva «in realtà i rapporti tra le parti erano ben diversi, in quanto l’imputato era effettivamente creditore nei confronti della presunta persona offesa per debiti da questi volontariamente assunti nell’interesse di un’altra persona. Si era quindi formato un accordo tra le parti con cui l’imprenditore si era assunto personalmente e senza alcuna costrizione l’impegno di restituzione nei confronti del nostro assistito, il quale, da parte sua, non aveva fatto ricorso ad alcun atto di violenza o minaccia per il legittimo recupero della somma, limitandosi ad invocare una più che corretta pretesa patrimoniale».

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L’avvocato Massimiliano Cofanelli

Oggi il pm Rosanna Buccini ha chiesto il rinvio a giudizio dell’imputato mentre la difesa «ha rilevato l’assenza degli elementi costitutivi dei reati oltreché sollecitato una più ampia valutazione rispetto alle dichiarazioni della stessa persona offesa, che in svariati momenti era incorsa in evidenti contraddizioni circa il reale evolversi della vicenda».

Il ristoratore ha commentato: «Ho subito un periodo di carcerazione di alcuni mesi ed ho sempre proclamato la mia innocenza confidando nell’operato della magistratura e della capacità investigativa della questura di Macerata. Finalmente oggi è stata fatta giustizia.
Credo di aver dovuto fronteggiare un vero e proprio attacco e che, in apparenza poteva sembrare sostenuto da vari elementi, mentre nella realtà non ho mai perseguitato la presunta persona offesa».


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