«Piena fiducia in Acquaroli, raccapricciante
colpire l’avversario politico
in una vicenda così delicata»

INCHIESTA DDA - La sottosegretaria Silvia Luconi replica agli attacchi dell'opposizione: «Respingo con fermezza ogni generalizzazione contro Fratelli d'Italia. Dovrebbero vergognarsi di attacchi tanto scomposti. Qui sono in gioco le attese delle famiglie terremotate, il futuro dei lavoratori e delle imprese oneste»

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Acquaroli e Luconi foto

Francesco Acquaroli e Silvia Luconi

«Pieno sostegno alla magistratura, piena fiducia nel presidente Francesco Acquaroli, le opposizioni dovrebbero vergognarsi di attacchi tanto scomposti quanto fuori luogo», così Silvia Luconi (Fdi) sottosegretaria alla Presidenza della giunta regionale, sull’inchiesta “Ricostruzione” della Dda di Ancona. Luconi aggiunge che oltre a confermare la fiducia al governatore Acquaroli (che non è indagato, ndr) «respingo con fermezza ogni generalizzazione contro Fratelli d’Italia. Mentre a Catena, Carancini e con loro l’intera opposizione regionale, insieme ai tanti politici vecchi e nuovi che in queste ore si sono scoperti influencer e commentatori seriali, dico che devono provare ciò che affermano. E, prima ancora, dovrebbero vergognarsi di attacchi tanto scomposti quanto fuori luogo. Usare una vicenda così grave e delicata per colpire l’avversario politico è semplicemente raccapricciante. Qui sono in gioco le attese delle famiglie terremotate, il futuro dei lavoratori e delle imprese oneste. Servono serietà, rispetto dei fatti e consapevolezza delle conseguenze sui cittadini. Esattamente ciò che in questi giorni è mancato».

Luconi replica così agli attacchi delle opposizioni. E ancora a Leonardo Catena dice: «dovrebbe conoscere il valore delle fonti e leggerle con lo stesso rigore che pretende dagli altri. Se negli atti ufficiali trova una responsabilità del presidente Acquaroli, indichi il passaggio preciso. Altrimenti abbia il pudore di fermarsi. L’unico “sistema” che conosciamo è lavorare per il bene dei marchigiani, non usarli come materiale di propaganda. Parlo anche da cittadina che vive nel cratere e che ha visto da vicino le ferite del terremoto. Conosco il peso dell’attesa, le difficoltà delle famiglie, la fatica di chi non ha mai smesso di lavorare e investire nei nostri territori. Per questo sento forte il dovere di difendere chi aspetta ancora di tornare a casa e chi ogni giorno manda avanti la ricostruzione.

Il nostro impegno resta sui bisogni concreti dei cittadini. Ci sono famiglie in ansia per i propri cantieri, lavoratori che temono per il posto, imprese oneste, artigiani, professionisti e fornitori che aspettano risposte: un intero indotto che tiene in piedi le comunità colpite dal sisma e che va tutelato».

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