I “ragazzi” del ’66
TOLENTINO - Un centinaio i neo sessantenni che hanno risposto all’appello. Una serata tra ricordi che parevano perduti e volti rivisti dopo tanto tempo

Per una sera, la classe 1966 di Tolentino si è ricomposta per celebrare insieme un traguardo speciale: i sessant’anni. L’appuntamento si è aperto nella chiesa dello Spirito Santo con la messa, un momento toccante per ricordare i coetanei che non ci sono più. Tra di loro, un pensiero speciale è andato a Paolo Pecchia, scomparso di recente, la cui assenza ha accompagnato la festa come una presenza affettuosa. In cento si sono ritrovati per festeggiare insieme.
La cena al ristorante Chiaroscuro dove i tavoli si sono trasformati in banchi di scuola, e i racconti sono tornati a passare di mano in mano come i vecchi bigliettini di una volta. Tra volti ritrovati dopo anni, nomi riemersi all’improvviso dalla memoria e aneddoti rimasti sospesi per decenni e finalmente svelati fino in fondo, è andata in scena una serata travolgente, capace di dimostrare quanto certi legami sappiano resistere al tempo.

Il comitato festeggiamenti: “Noi del ’66”, da sinistra: Massimo Bruni, Marisa Tarquini, Enrica Dignani, Orietta Leonori, Manola Muscolini, Daniele Costantini, Giampiero Bordi, Simonetta Fusari, Paolo Domizi e Carlo Farroni
A muovere i fili dietro le quinte è stato il comitato festeggiamenti “Noi del 66”, composto da Paolo Domizi, Giampiero Bordi, Orietta Leonori, Simonetta Fusari, Enrica Dignani, Manola Muscolini e Massimo Bruni. Al loro fianco, Carlo Farroni che ha curato le grafiche, insieme a Daniele Costantini e a Marisa Tarquini, vera colonna portante dell’organizzazione.
Sessant’anni festeggiati come si deve, dunque: ricordando chi manca e brindando a chi c’è. Con una promessa, già sussurrata a fine serata: non aspettare il prossimo anniversario tondo per ritrovarsi.