Pericoli in rete, truck della polizia.
Il questore: «Prima di una certa età
i minori non devono usare i social» (Foto)
MACERATA - Oggi l'iniziativa per sensibilizzare i più piccoli sui rischi online. Barbara Strappato: «La prevenzione è essenziale. Mi piace pensare che noi vogliamo indicare qual è la via corretta da seguire, far vedere la corretta strada in modo che possiamo limitare al massimo la repressione. Facciamoli crescere consapevoli e cerchiamo di far comprendere che le loro azioni hanno conseguenze nella vita reale»

di Mauro Giustozzi (Foto di Fabio Falcioni)
«Prima di una certa età i social non devono essere utilizzati dai minori e spetta ai genitori far sì che non siano usati dai figli». Il nuovo questore di Macerata, Barbara Strappato, ha partecipato oggi alla tappa maceratese di “Una vita da social”, la campagna educativa itinerante realizzata dalla polizia per sensibilizzare i giovani sui rischi connessi all’utilizzo di internet.

Il questore Barbara Strappato
Ai Giardini Diaz ha fatto tappa il truck della polizia, oltre 200 studenti delle scuole cittadine hanno incontrato specialisti della polizia Postale, Scientifica e della Stradale.

«Ho seguito per tanti anni il truck della Polizia postale – ha esordito il questore Barbara Strappato – ed oggi metto assieme la mia vita attuale con quella di ieri e questo mi fa davvero felice. Credo tantissimo in questo progetto, questo truck gira l’Italia, ha fatto anche qualche tappa nelle scuole italiane all’estero come in Albania un paio di anni fa, e parla con un linguaggio che è adatto ai ragazzi che incontra, di quelli che sono le modalità corrette di utilizzare i dispositivi tecnologici che loro amano ma che devono conoscere in modo che conoscendoli possano sapere in quali rischi possono imbattersi. Io credo moltissimo nel poter crescere generazioni di studenti consapevoli e tutti dobbiamo lavorare da un punto di vista della comunicazione su questo.

Ci credo ed ho lavorato tanto perché ciò sia possibile con molti progetti dedicati ai giovani, come questo. Sono fermamente convinta che le regole sono necessarie, devono essere poche per essere conosciute e rispettate da tutti. All’interno di quelle regole bisogna seguire determinati comportamenti che devono essere rispettati da tutti e questi ci consentiranno di usare i dispositivi senza correre rischi».

Sono giornate di grande tensione nelle piazze italiane, dove le forze dell’ordine si trovano a contenere lo sfogo e la rabbia di tanti giovani e giovanissimi che protestano e contestano durante manifestazioni che, purtroppo, sfociano anche in violenza ed arresti di giovanissimi minorenni. «La prevenzione è essenziale, dobbiamo utilizzarla il più possibile – ha sottolineato il questore Strappato -. Punire i ragazzini a volte non è possibile perché non sono imputabili, altre volte invece è possibile. Però mi piace pensare che noi vogliamo indicare loro qual è la via corretta da seguire, far vedere la corretta strada in modo che possiamo limitare al massimo la repressione. Facciamoli crescere consapevoli e cerchiamo di far comprendere che le loro azioni hanno conseguenze nella vita reale. Forse bisogna parlare un po’ di più con i giovani».

Tornando all’evento organizzato dalla Polizia postale a Macerata, all’interno del truck è stata allestita un’aula didattica multimediale, dove gli operatori della Postale hanno ospitato numerosi studenti, accompagnati dagli insegnanti, per un dialogo sui temi della sicurezza online, allo scopo di diffondere una maggiore consapevolezza dei rischi del mondo cyber e per promuovere un uso più responsabile della tecnologia.

«Bisogna parlare un linguaggio diverso a seconda delle età dei ragazzi a cui ci si rivolge – ha concluso il questore Strappato -. Certamente dal periodo del covid in poi l’età dei giovani che utilizzano questi strumenti digitali si è ulteriormente abbassata: a soli 8, 9 anni, genitori e nonni amorevoli regalano il cellulare a figli o nipoti, senza sapere bene cosa mettono nelle loro mani.

Dobbiamo però in questo caso trovare un registro linguistico diverso: un altro progetto che avevamo pensato è un libro scritto con Geronimo Stilton per parlare ai più piccoli. Anche qui bisogna far comprendere che una cosa è usare un dispositivo per una telefonata, altro è usare i social. Prima di una certa età i social non devono essere utilizzati e questo aspetta ai genitori far sì che non siano usati dai figli. Noi abbiamo sempre trovato account dei quali i genitori erano a conoscenza nelle mani di bambini di 10, 11 anni che non hanno neanche il vocabolario per spiegare che hanno trovato qualcosa di rischioso in rete. Quindi far crescere ragazzi consapevoli, ma i genitori devono dare il buon esempio».



L’assessore Andrea Marchiori e il comandante Danilo Doria



