Colm Tóibín apre Humanities:
«Laurea honoris causa a una persona
da cui l’università può imparare» (Video)
MACERATA - Lo scrittore irlandese è considerato tra i maggiori autori contemporanei. Il rettore John McCourt: «Leggere le sue opere significa imparare a sostare davanti a una vita senza pretendere di giudicarla, riconoscere quanto coraggio possa richiedere anche una scelta apparentemente piccola». Al Cinema Italia la cerimonia con l’ambasciatrice d’Irlanda, poi il brindisi a Palazzo Lazzarini per l’apertura della quarta edizione del festival dedicato al valore della conoscenza

Il rettore di UniMc John McCourt conferisce la laurea magistrale honoris causa allo scrittore irlandese Colm Tóibín
di Alessandro Vallese (Foto di Fabio Falcioni)
«Di solito una laurea riconosce quello che si impara all’università, oggi invece riconosce quello che un’università può imparare da una persona». È nelle parole del rettore John McCourt il senso del riconoscimento conferito a Colm Tóibín, scrittore irlandese di fama internazionale, tra i maggiori autori contemporanei. Al Cinema Italia, davanti a studenti e rappresentanti del mondo accademico e istituzionale, l’Università di Macerata gli ha assegnato la laurea magistrale honoris causa in Lingue, culture e tradizione letteraria, la prima del mandato di McCourt, dopo il suo insediamento del 2022.

John McCourt e Colm Tóibín
Autore di undici romanzi, tra cui Brooklyn, The Master, Il Mago e Long Island, Tóibín, 71 anni, è stato il protagonista della giornata inaugurale della quarta edizione del Macerata Humanities Festival. Un lungo corteo di togati, guidato dal rettore, dai prorettori e dai direttori dei dipartimenti dell’ateneo, ha raggiunto il cinema per la cerimonia, aperta dai saluti di McCourt.

Colm Tóibín
«Apriamo con grande gioia la quarta edizione del Macerata Humanities Festival conferendo la laurea ad honoris causa a Colm Tóibín», ha esordito il rettore, sottolineando come la conoscenza non si formi soltanto nelle aule universitarie, ma possa prendere forma anche attraverso le esperienze e le opere di una persona. Un messaggio che si lega al tema scelto per quest’anno, “Oltre la legge della forza. Valore della conoscenza, conoscenza dei valori”.

«Leggere Tóibín – ha spiegato McCourt – significa imparare a sostare davanti a una vita senza pretendere di giudicarla, riconoscere quanto coraggio possa richiedere anche una scelta apparentemente piccola e sviluppare la capacità di osservare con precisione, lasciando spazio a ciò che ancora non si conosce. Una lezione che la letteratura può offrire con serietà, ma anche con piacere».

Alla cerimonia ha partecipato anche l’ambasciatrice d’Irlanda in Italia, Elizabeth McCullough, che ha definito un «immenso onore» essere presente per celebrare uno dei più importanti scrittori irlandesi contemporanei. Nel suo intervento ha richiamato il legame con James Joyce, figura fondamentale della tradizione letteraria del Paese e di cui il rettore McCourt è tra i massimi esperti a livello mondiale, e ricordato il ruolo dell’Irlanda alla guida della presidenza semestrale del Consiglio dell’Unione europea, da luglio a dicembre 2026.

L’ambasciatrice d’Irlanda in Italia Elizabeth McCullough
A illustrare le ragioni del conferimento è stata Carla Cucina, presidente del Consiglio unificato dei corsi di laurea in Lingue, che ha richiamato l’altissimo valore letterario e culturale dell’opera di Tóibín, il dialogo con le grandi tradizioni della letteratura e la capacità di interrogare, attraverso la scrittura, temi come memoria, identità, migrazione e appartenenza.

La stretta di mano tra Carla Cucina e Colm Tóibín
Il direttore del dipartimento di studi umanistici Roberto Mancini ha a sua volta sottolineato come il riconoscimento testimoni l’importanza che arte e letteratura continuano ad avere nella società contemporanea.

direttore del dipartimento di studi umanistici Roberto Mancini
Il momento della laudatio è stato affidato allo scrittore e giornalista Mario Fortunato, che con ironia e sensibilità ha scelto di concentrarsi non soltanto sulla voce dell’autore, ma sul suo respiro. «In genere, quando si vuole lodare il lavoro dello scrittore si fa riferimento alla qualità della sua voce: quella di Tóibín è una voce ferma, priva di presunzione, affabile. Ma vorrei concentrarmi sul respiro che la precede». Un respiro fisiologico, ha spiegato Fortunato, nel cui «silenzioso lavorio» prende forma lo splendore della scrittura.

Il giornalista e scrittore Mario Fortunato
Dopo la consegna della laurea da parte del rettore, accompagnata da un lungo applauso, la cerimonia è proseguita con un dialogo tra McCourt e lo scrittore. Al centro, il processo creativo e le origini dei romanzi di Tóibín, chiamato a raccontare da dove nascano le sue storie e quale voce guidi i suoi racconti. Tra gli elementi più significativi del suo lavoro, la capacità di immedesimarsi nei personaggi e di guardare il mondo attraverso la loro esperienza.

Dal Cinema Italia la giornata si è poi spostata a Palazzo Lazzarini, ex sede della Banca d’Italia e oggi luogo di lavoro dell’ateneo, dove un brindisi nell’atrio ha segnato l’avvio ufficiale del festival. A portare il saluto dell’amministrazione comunale è stata la vicesindaca Francesca D’Alessandro, che ha definito l’università un «fiore all’occhiello» della città, grazie alla sua offerta formativa. D’Alessandro ha inoltre apprezzato la capacità dell’ateneo di andare oltre la formazione, proponendo iniziative che mettono la cultura a disposizione della comunità e offrono occasioni di crescita collettiva.

Il vicesindaco Francesca D’Alessandro
Presenti anche il prefetto Giovanni Signer e il comandante dei carabinieri Raffaele Ruocco, oltre agli enti partner e gli sponsor della manifestazione. Tra gli interventi, quello di Andrea Agostini, presidente della Fondazione Marche Cultura, che ha ripreso il tema scelto per questa edizione: in un tempo in cui la forza sembra imporsi come unico metro di giudizio, ha sottolineato, è necessario riaffermare il valore della conoscenza, a partire dalle occasioni di incontro e confronto.

Il presidente della Fondazione Marche Cultura Andrea Agostini
A chiudere gli interventi è stata Fabiola Falappa, delegata per la comunicazione e gli eventi, indicata dal rettore come direttrice artistica del festival. La manifestazione, ha spiegato, non vuole essere soltanto una vetrina, ma il risultato di uno sforzo corale che coinvolge i cinque dipartimenti dell’ateneo, con l’obiettivo di portare il sapere universitario fuori dalle aule e renderlo parte della vita cittadina.

Fabiola Falappa, delegata UniMc per la comunicazione e gli eventi
Fino a venerdì il Macerata Humanities Festival proporrà un programma diffuso in diverse sedi. Domani alle 15 il neuroscienziato Vittorio Gallese, tra gli scopritori dei neuroni specchio, interverrà in collegamento sulle basi biologiche della relazione e della cooperazione. Alle 18 il giornalista Piero Badaloni sarà protagonista della proiezione del docufilm Diritto al futuro, dedicato ai diritti dell’infanzia nei principali scenari di crisi contemporanei. Alla stessa ora la giornalista e scrittrice Asmae Dachan presenterà Siria, il giorno dopo, tra testimonianze di guerra e speranze di ricostruzione. Alle 21.15, al teatro Lauro Rossi, spazio a Matteo Caccia e Orazio Live, il podcast quotidiano de Il Post che diventa spettacolo, con l’accompagnamento della fisarmonicista Giulia Bertasi. In programma anche incontri su giustizia sociale, cura, democrazia, intelligenza artificiale e sostenibilità, oltre a mostre dedicate alla pace, ai diritti e al valore pubblico della conoscenza.

Giovedì sono attesi la lectio magistralis del sociologo tedesco Hartmut Rosa, il dialogo con il neuroscienziato Alberto Oliverio e la cerimonia del Premio Letterario Humanities, con la scrittrice Giulia Ciarapica.

Venerdì l’Accademia di belle arti conferirà il dottorato di ricerca honoris causa a Stefano Mancuso, tra i massimi esperti internazionali di neurobiologia vegetale. La chiusura al teatro Lauro Rossi sarà affidata a Paola Minaccioni con lo spettacolo La vita è bella? No, è un tipo.

Gli appuntamenti sono a ingresso libero fino a esaurimento posti. Per gli spettacoli del 14 e del 16 ottobre al Lauro Rossi è necessario ritirare il biglietto gratuito alla biglietteria dei teatri in piazza Mazzini oppure la sera stessa in teatro, dalle 20,15 alle 21. Per il concerto di Appassionata del 15 ottobre valgono le condizioni indicate dall’associazione. Programma completo e aggiornamenti sul sito www.unimc.it/mhf.

Il Macerata Humanities Festival è patrocinato da Rai Marche, Città di Macerata, Regione Marche, Fondazione Marche Cultura e Crui, la Conferenza dei rettori delle università italiane. La manifestazione è organizzata grazie al sostegno di Edif, Bcc Recanati e Colmurano, Bcc Banca dei Sibillini, iGuzzini, Gruppo Editoriale Eli e Dami, con Fior di Grano come sponsor tecnico.





