A Tolentino partita aperta per le elezioni.
Sclavi punta al bis, Massi aspetta:
la promessa mancata scuote la maggioranza
DIETRO LE QUINTE - La sfida a tre fra amministrazione uscente, centrodestra e centrosinistra è piena di incognite. Alessandro Massi ha visto allontanarsi la prospettiva di raccogliere il testimone. L'intesa costruita cinque anni fa mostra oggi più di una crepa: le uscite dalla lista civica, le riserve dei partner amministrativi e il ritorno in campo di Pezzanesi ridisegnano il quadro in vista del voto nel 2027

Alessandro Massi e Mauro Sclavi lo scorso mese durante la riapertura della chiesa di San Francesco
di Francesca Marsili
Un solo mandato, poi largo ai giovani. Parola di Mauro Sclavi, cinque anni fa, fresco di fascia tricolore. Una promessa fatta alla sua coalizione. Poi qualcosa è cambiato: l’annuncio della ricandidatura, prima in Consiglio comunale e poi in un incontro pubblico e quel testimone Sclavi non ha intenzione di cederlo. Ma il problema, stando ai movimenti delle ultime settimane, non è tanto la promessa mancata quanto chi, su quella promessa, aveva idealizzato ancora una volta di continuare il proprio percorso politico.
Il nome del predestinato sembrava scritto tra le 545 preferenze ottenute: Alessandro Massi Gentiloni Silverj, oggi presidente del Consiglio comunale e guida di Tolentino Popolare. Il delfino, per usare il lessico di Palazzo. Solo che il delfino, nel frattempo, si è ritrovato a dover aspettare ancora. E l’attesa, in politica, raramente è una virtù che si coltiva in silenzio. Secondo voci interne alla maggioranza, Tolentino Popolare starebbe valutando se proseguire o meno il cammino accanto al sindaco.

Alessandro Massi e Mauro Sclavi
E questo potrebbe aprire ad altri scenari, dal momento che in Tolentino popolare ci sono persone vicine ad ideali di centrosinistra. Sclavi si è detto pronto a riprovarci, ma dalle altre due liste che compongono l’attuale coalizione: Tolentino popolare e Riformisti Tolentino, la conferma del sostegno non è ancora arrivata in maniera ufficiale. Nessuna rottura, per ora. Ma un silenzio che a Palazzo si sente forte e chiaro, e una domanda che aleggia: restare sulla barca o costruirne un’altra? Magari con un altro capitano al timone. Anche in casa propria, del resto, il sindaco ha più di una crepa da stuccare.
Tolentino Civica e Solidale, la sua lista, arriva a fine mandato decisamente dimagrita: prima la cacciata delle ex assessore Flavia Giombetti ed Elena Lucaroni, A cui è seguito il distacco definitivo di Stefano Servili, dimessosi da consigliere personale di Sclavi. Poi l’addio del consigliere Federico Pieroni. Tre caselle vuote che raccontano una stagione tutt’altro che serena e che andranno riempite, almeno in parte, prima di ripresentarsi agli elettori.
Ed è proprio qui che Massi avrebbe affondato il colpo, chiedendo al primo cittadino di puntellare la coalizione con un’altra lista. Un consiglio da alleato, o la prima mossa di chi sta già misurando il campo? Oltre a qualche mal di pancia, ci sarebbe poi la fredda matematica del secondo turno.
Cinque anni fa Sclavi, candidato del terzo polo, al ballottaggio contro Silvia Luconi, candidata del centrodestra, ha vinto anche grazie ai voti del centrosinistra, confluiti su di lui dopo l’eliminazione di Massimo D’Este al primo turno. Un soccorso che stavolta, nel caso si dovesse arrivare al secondo turno, non arriverà: il centrosinistra ha già fatto sapere che, in caso di ballottaggio, non sosterrà Sclavi. Come pure il centrodestra, che proprio contro di lui ha visto cadere la propria candidata. Tradotto: al secondo turno il sindaco rischierebbe di presentarsi senza stampelle.

L’ex sindaco Giuseppe Pezzanesi, cugino di Mauro Sclavi, ha già annunciato la sua candidatura
Su altri fronti, intanto, c’è chi i motori li ha già accesi da tempo. Giuseppe Pezzanesi, sindaco per due mandati consecutivi e costretto ai box dalla legge negli ultimi cinque anni, ha annunciato la propria candidatura con larghissimo anticipo. Resta da capire con quale maglia: quella del centrodestra, come nelle due esperienze precedenti, oppure in solitaria, scenario che aprirebbe la strada a un secondo competitor dell’area, ancora tutto da definire.
Nel centrosinistra, il segretario cittadino del Pd Narciso Ricotta punta a riunire in un campo largo tutte le liste dell’area. Sul candidato sindaco nessuna conferma: in lizza ci sarebbero sia nomi con esperienza politica alle spalle sia esponenti della società civile.
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