Lavori in superstrada,
Francalancia scrive a prefettura e Anas:
«Si devi il traffico, rivedo quel 14 giugno»
MACERATA - La dolorosa riflessione del padre di Daniele, che morì nell'incidente con gli amici Nicolas Calabrese e Giorgio Franceschini: chiede di valutare la chiusura temporanea del tratto interessato dai lavori tra Corridonia e Morrovalle. «Non attribuisco al cantiere la causa dell'incidente, ma non si può rinunciare alla prevenzione. Qualche minuto in più di viaggio è un sacrificio che si può affrontare. La perdita di un figlio è irreversibile»

Maurizio Francalancia con il sindaco Sandro Parcaroli
«Percorrendo la superstrada da Civitanova verso l’entroterra, ho notato nuovi lavori: la chiusura dell’uscita di Corridonia e la deviazione del traffico sulla carreggiata opposta, con un doppio senso di circolazione. Rivedere questa configurazione significa tornare al 14 giugno, il giorno dell’incidente che ha provocato la morte di Nicolas Calabrese, Giorgio Franceschini e mio figlio Daniele». È la dolorosa riflessione di Maurizio Francalancia, inviata con una lettera aperta anche al prefetto di Macerata, Giovanni Signer, e ad Anas Marche.
Il papà del ventenne maceratese che era alla guida della Fiat Punto travolta sulla superstrada dalla Musa condotta dal 41enne Christian Perugini (anche lui morto nello schianto), mette subito le cose in chiaro. «Non attribuisco ai lavori la causa di quell’incidente – precisa – ufficiosamente, tutti sappiamo tutto. Per rispetto delle istituzioni aspetteremo che responsabilità e dinamica vengano accertate dalla magistratura. Ma attendere i tempi della giustizia non può significare rinunciare alla prevenzione».

Giorgio franceschini, Nicolas calabrese e Daniele Francalancia, morti nella strage in superstrada
Francalancia fa rifermento alla riunione dell’Osservatorio provinciale sull’incidentalità stradale, convocato in Prefettura il 18 giugno, quattro giorni dopo lo schianto. «Il prefetto dispose il potenziamento della segnaletica e l’installazione di dispositivi luminosi di rilevazione della velocità sia nel tratto dell’incidente sia nelle zone di cantiere. Anas garantì tempi rapidi nell’attuazione. Se dopo la tragedia si è ritenuto necessario intervenire con urgenza – chiede Francalancia – perché, davanti a un nuovo tratto a doppio senso, quegli stessi dispositivi non erano già presenti al momento del mio passaggio?».
Sugli speed check il giudizio è netto. Quei cilindri blu, «vuoti, con disegnato l’obiettivo di una macchina fotografica», possono richiamare alla prudenza ma «non impediscono materialmente a un veicolo di invadere la corsia opposta». Avrebbe voluto definirli in modo più duro, ammette, ma si era promesso un tono pacato.

Restringimento di carreggiata in superstrada tra Corridonia e Morrovalle
Da queste riflessioni il suo appello: «Chiedo a Anas e alle autorità competenti di valutare la chiusura temporanea del tratto interessato dai lavori, con la deviazione del traffico su percorsi alternativi di cui verificare sicurezza e capacità – dice – se questa soluzione non fosse praticabile, chiedo che siano indicate le misure adottate per prevenire scontri frontali, a partire dalla possibilità di una separazione fisica tra i due sensi di marcia». Tanto più, aggiunge, su una superstrada costretta a reggere un traffico per cui non fu mai pensata. «Qualche minuto in più di viaggio è un sacrificio che si può affrontare. La perdita di un figlio è irreversibile».
Nella parte finale Francalancia richiama le responsabilità di ciascuno. Quella dei genitori, chiamati a educare i figli neopatentati alla prudenza: «La mia parte l’ho fatta». Quella degli enti che verificano i requisiti per restituire la patente dopo una sospensione, che devono lavorare «con il massimo scrupolo». E quella di chi gestisce le strade, che deve adottare ogni misura praticabile per non esporre gli automobilisti a rischi evitabili.
(Redazione CM)





































…certamente, ma si metta pure un autovelox sul tratto dei cantieri, con dei bei e grandi cartelli che avvisano, e se qualcuno non rispetta i limiti di velocità, soprattutto di un bel po’ di chilometri all’ora, ritiro della patente e qualche migliaio di euro di multa…dopo, certo, se l’incidente avviene per un ‘criminale’ che corre a forte velocità e che è sotto l’effetto di sostanze, esso, l’incidente, può avvenire anche se devii il traffico sulla luna. m.g.