Ciarapica, la sfiducia si arena:
FdI divisa e il 13° voto resta un rebus
CIVITANOVA - Il consiglio comunale non è ancora stato convocato e il fronte contrario al sindaco deve fare i conti con ripensamenti e possibili defezioni

Il sindaco Fabrizio Ciarapica, tutta la manovra per la sfiducia potrebbe rivelarsi un flop e rimanere a Palazzo Sforza fino a scadenza
di Laura Boccanera
La mozione per la sfiducia al sindaco rischia di trasformarsi in una farsa. Ancora non è stato fissato il consiglio comunale per discutere della sfiducia dopo la richiesta protocollata lo scorso 18 settembre. Ma se inizialmente, vista anche la posizione di FdI veicolata da coordinatore cittadino e supportata dallo stesso consigliere regionale Pierpaolo Borroni, sembrava che Ciarapica effettivamente rischiasse di andare a casa, più passano i giorni e più l’ipotesi di una chiusura pre termine dell’amministrazione appare inverosimile.

Silvia Squadroni, non voterà la mozione di sfiducia che ha sottoscritto
La causa sta nei riposizionamenti e nelle trattative sotto banco che si stanno muovendo in questi giorni: la prima a tirarsi indietro è stata Silvia Squadroni che ha sacrificato sull’altare della “purezza” del “Mai con Vince Civitanova” l’opportunità di portare le dimissioni di fronte al notaio e far cessare il mandato del sindaco. Un dietrofront che più passano i giorni e più pare una vendetta personale verso Vince Civitanova e Fausto Troiani, ormai consumata e culminata con la revoca delle deleghe all’assessora Roberta Belletti.

I consiglieri di Fratelli d’Italia Paolo Nori, Siria Carella e Andrea Ruffini
Ma anche i consiglieri di Fratelli d’Italia non sarebbero così compatti rispetto al diktat emesso dal coordinamento Igori Pettinelli ed è possibile che proprio fra le maglie dei meloniani si verifichino assenze strategiche e defezioni o astensioni al voto. Ad aver sottoscritto la mozione di sfiducia sono stati 12 consiglieri, quelli di centrosinistra (Micucci, Rosati, Iezzi, Paglialunga, Murri, Giorgini e Gismondi) a cui si è aggiunto il voto di Giuseppe Lepretti di Siamo Civitanova che ha votato in difformità a Silvia Squadroni. Dal centrodestra sono arrivate le firme di Fausto Troiani, Paolo Mercuri (sempre in quota Vince Civitanova) e dei due ex forzisti Piero Croia e Nicolò Renzi. Servirà però un 13esimo voto che, pur ipotizzando che i firmatari votino in maniera coerente alla sottoscrizione, senza rinnegare se stessi, cosa al momento non scontata sulla posizione di Renzi e Croia, non è facile da trovare. Un voto che andrebbe pescato appunto in FdI che però sull’argomento al momento è divisissimo.

Pierpaolo Turchi consigliere comunale passato da Lega a Futuro nazionale e ora coordinatore provinciale del partito
Chi sicuramente rimarrà tra i fedelissimi di Ciarapica è Pierpaolo Turchi di Futuro nazionale, ormai al seguito del sindaco anche in trasferta, come avvenuto ieri alla presenza del generale Vannacci a Lido Tre Archi e Porto Sant’Elpidio ed entrambi proiettati ciascuno verso il futuro del partito che non quello della città. Ma non sarà tra coloro che premeranno il bottone nemmeno Giorgio Pollastrelli (Lega) che qualche giorno fa ha tirato in ballo la questione Bolkestein sottolineando il pericolo che l’arrivo di un commissario comporterebbe proprio nel momento in cui si dovrà metter mano ai bandi di gara per le oltre 60 concessioni balneari civitanovesi.
A preoccupare ancora di più la maggioranza che, prevediamo potrebbe optare per uno status quo gattopardesco, sarebbe la mancanza di poter avviare una campagna elettorale con il tesoretto della variazione di bilancio da maneggiare così da creare, grazie ai fondi a disposizione, consorterie elettorali e investimenti ad hoc tali da capitalizzare i voti. Se infatti ormai Ciarapica dorme sonni tranquilli ed è pressocché interessato solo al suo futuro nazionale, i gruppi politici per non perdere la faccia alle prossime elezioni avranno bisogno di tanta strategia, un buon candidato e che tutti si dimentichino presto di quanto è (o non è) accaduto.
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…a cercar il gattopardo,
tra presenti o in generale,
è cercar un baluardo,
per poi non finire male;
la campagna è incominciata,
Roma sembra un po’ lontana,
chi sfiducia ha iniziata,
per far subito lui tana;
ma felino non si mostra,
quando vuol cacciar la preda,
e osservando Città nostra,
pur dall’alto lui provveda;
e il cacciar non è cacciare,
e nel dir mandare via,
ma la caccia forse a dare,
chi s’è illuso d’armonia;
divider ed imperare,
conoscer un sol maestro,
che pur altri ad imparare,
ma lor solo con il destro;
con la confusion raggiunta,
sono giunti a conclusione,
che tenere su la Giunta,
sia la sola decisione;
e pure ce n’è voluto,
anche se qualcun contrario,
ma la strada che creduto,
fa cader l’armamentario;
certo tutto può accadere,
chi pensar politicante,
sia lui solo lì a sedere,
e far cader seduta stante;
ma campagna ho già detto,
e lì tutta da inventare,
se tenete a gagliardetto,
non buttate giù l’altare;
le promesse da inventare,
con quel poco ch’è rimasto,
voi dovete conservare,
non convien altro rimpasto;
tranne che sia sol rinfresco,
con impasto già formato,
se tornate col cagnesco,
manca ha già re assicurato… m.g.