Ridurre gli sprechi e premiare i virtuosi:
Tennacola firma l’accordo

ACQUA - Il presidente Antonio Albunia ha siglato a Roma il Patto per la resilienza idrica, documento in sei punti proposto da Utilitalia, la Federazione delle imprese idriche, ambientali ed energetiche: «Ci opponiamo a politiche al ribasso e a macrogestioni che, se attuate, farebbero perdere di vista il contatto con il territorio»

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Antonio Albunia, presidente del Tennacola

La Water Resilience Strategy europea traccia il percorso per affrontare la gestione della risorsa idrica alla luce di un clima sempre più estremo. Da questo punto di partenza Utilitalia, la Federazione delle imprese idriche, ambientali ed energetiche, ha individuato sei linee d’azione e un pacchetto di proposte rivolte alle istituzioni e al regolatore per rendere il servizio idrico sempre più efficiente e capace di reggere l’urto dei cambiamenti climatici. Questo è l’obiettivo del “Patto per la resilienza idrica”, che ieri, in occasione dell’evento di apertura del Festival dell’Acqua organizzato dalla Federazione a Roma, Tennacola, che gestisce il servizio idrico integrato in 27 Comuni (14 del Fermano e 13 del Maceratese), ha siglato con il presidente Antonio Albunia.

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«L’acqua non è solo un bene primario, ma è il bene primario – ha detto Albunia – per tale motivo ci opponiamo a politiche al ribasso e a macrogestioni che, se attuate, farebbero perdere di vista il contatto con il territorio. Le sei linee d’azione ratificate con il patto per la resilienza idrica sono basilari per la gestione del servizio. Da tempo Tennacola le sta mettendo in atto. Penso alle politiche legate al contenimento della dispersione dell’acqua, alle campagne di sensibilizzazione nelle scuole legate all’uso corretto della risorsa idrica, alle economie di scala, al rapporto sempre più stretto con il territorio, alla formazione. Il Cda di Tennacola Spa ha ricevuto un mandato preciso dai soci: tutelare l’acqua come un bene comune e non perdere mai il contatto con gli utenti e il territorio. Ed è ciò che faremo».

«Garantire la resilienza della risorsa idrica – ha spiegato il presidente di Utilitalia, Luca Dal Fabbro – significa tutelare un bene essenziale per la qualità della vita dei cittadini, per la tenuta del nostro sistema economico e per la sicurezza energetica del Paese. È una sfida che riguarda non solo il settore idrico, ma l’interesse nazionale nel suo complesso. Per questo le imprese del servizio idrico integrato intendono accelerare ulteriormente sul fronte dell’efficienza e degli investimenti, per rendere il sistema sempre più resiliente agli effetti dei cambiamenti climatici. Un impegno che deve essere accompagnato da politiche e strumenti adeguati, in grado di sostenere un percorso virtuoso e omogeneo in tutti i territori, soprattutto in quelli che presentano le maggiori fragilità».

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Il “Patto per la resilienza idrica” si articola in sei linee d’azione strategiche, studiate per rispondere alle sfide del cambiamento climatico e modernizzare la gestione del servizio idrico nazionale. In primis, governare la resilienza idrica attraverso una solida gestione industriale nella piena applicazione della regolazione di settore sull’intero territorio nazionale. L’obiettivo è consolidare modelli gestionali stabili e di lungo periodo. Quindi, sviluppare un sistema idrico “water-smart”. Per ridurre gli sprechi e incrementare l’efficienza, occorre puntare con decisione su competenze, capacità operative, innovazione e digitalizzazione. Il patto propone l’introduzione di meccanismi regolatori premianti per gli operatori più virtuosi. Poi, favorire aggregazioni e cooperazione promuovendo la nascita di reti d’impresa. E ancora, integrare infrastrutture, risorsa ed ecosistemi nel ciclo dell’acqua. In quest’ottica, si prevede il confronto con gli stakeholder sulla responsabilità estesa del produttore e la valorizzazione di soluzioni basate sulla natura, il riuso, la protezione delle falde e l’accumulo. Poi, promuovere una cultura dell’acqua attraverso campagne di sensibilizzazione multilivello e ad avviare una collaborazione strutturata con il mondo scolastico. Infine, sostenere il ruolo dei gestori come “sentinelle territoriali”. Semplificando i procedimenti autorizzativi e spingendo per un adeguato riconoscimento tariffario per gli investimenti innovativi orientati alla prevenzione e alla resilienza dei territori.


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