Nina vice campionessa d’Italia:
è la seconda pastora tedesca più bella
CIVITANOVA - Medaglia d’argento al Campionato italiano di Bovolone per l’esemplare dell'allevamento Vom Haus Willy Wonka. Il fratello Noris conquista il titolo di "Auslese", sul podio anche il giovane Mars

Paolo Copponi con Nina (a sinistra) e il fratello Noris
di Laura Boccanera
Nina, pastore tedesco di Civitanova è la seconda cagna più bella d’Italia. A decretarne il successo e il titolo è stato il campionato italiano organizzato dalla società Amatori Schäferhunde, presieduta da Michele Pianelli, anch’egli marchigiano, che si è svolto nei giorni scorsi a Bovolone in provincia di Verona, 69esima edizione dell’ appuntamento di riferimento per allevatori, appassionati ed esperti del pastore Tedesco provenienti da tutto il mondo. Nina è un bellissimo esemplare di proprietà dell’allevamento Willy Wonka. Alla stessa competizione ha partecipato anche il fratello, per lui il titolo di “Auslese” un riconoscimento assegnato ai fuoriclasse della categoria. Premiato anche il figlio di Nina, il giovane Mars.
Questi i risultati ottenuti dall’allevamento amatoriale Vom Haus Willy Wonka di Paolo Copponi di Civitanova. Per le Marche rappresenta un primato, mai infatti un pastore tedesco della nostra zona era arrivato così in alto. La manifestazione riunisce allevatori, appassionati ed esperti della razza provenienti da diversi Paesi. A giudicare i soggetti in gara sono stati esperti italiani e internazionali, impegnati nelle prove di bellezza e nelle valutazioni attitudinali delle diverse categorie.

Mars Montagna, figlio di Nina
A conquistare il risultato più prestigioso è stata proprio Nina Vom Haus Willy Wonka di proprietà di Paolo Copponi e del socio Giuseppe D’Anneo, che nella classe lavoro femmine ha ottenuto il titolo di Auslese Vice Siegerin, ovvero il titolo di vice campionessa italiana, una medaglia d’argento. Nina è stata valutata nella gara di bellezza dal giudice internazionale Roberto Caputi, dell’Ecuador, mentre la prova attitudinale è stata giudicata da Alfredo De Girolamo, con Enrico Barbanera nel ruolo di figurante.
A completare il doppio successo è stato il fratello Noris Vom Haus Willy Wonka che ha conquistato il titolo di nono Auslese nella classe lavoro maschi. Per lui, la valutazione di bellezza è stata affidata a Giuseppe Paffoni, mentre la prova attitudinale è stata giudicata da Daniele Barbanera, con Magnati Vincenzo come figurante. La giornata di gara ha riservato un altro risultato positivo per l’allevamento grazie al figlio di Nina, Mars Montagna, che si classificato al secondo posto nella classe juniores maschi a pelo lungo.

Nina sul podio con Giuseppe D’Anneo e Paolo Copponi
Il titolo di Auslese, che significa letteralmente «fuoriclasse assoluto», rappresenta uno dei riconoscimenti più ambiti nel mondo dell’allevamento del Pastore Tedesco. Viene assegnato ai soggetti che si distinguono per le loro qualità morfologiche, caratteriali e funzionali, sulla base delle valutazioni effettuate durante il Campionato. «È un risultato che ripaga anni di lavoro, selezione e dedizione – ha detto Paolo Copponi – Un grazie speciale va a Giuseppe D’Anneo per l’impegno nella preparazione di Nina, e a tutto il team che ha reso possibile questo risultato: in particolare ai preparatori Vito Di Venere, storico professionista del Pastore Tedesco, e Andrea Valeri, alla clinica veterinaria Cretarola di Marco Omizzolo, e al presidente regionale Roberto Del Monte. Vedere due fratelli conquistare entrambi il titolo di Auslese nello stesso campionato, insieme al piazzamento di Mars, è qualcosa che non era mai successo prima per il nostro allevamento. Questo immenso risultato deve essere un vanto per tutta la cinofilia marchigiana. Le Marche protagoniste a questo livello in un campionato di respiro internazionale sono un orgoglio per tutta la cinofilia della regione».
O Bellezza,
non sei ornamento che carezza lo sguardo,
né piacere leggero che dilegua al primo vento.
Tu sei l’apparizione di ciò che è più reale
di ogni cosa che tocchiamo,
una realtà più densa, più intensa,
che confina col terrore e con il dissolversi.
Noi ti ammiriamo proprio perché,
nella tua quieta superiorità,
nella tua indifferenza assoluta,
non ci annienti.
Resti al limite di ciò che la nostra debolezza
riesce ancora a reggere.
Tu appartieni a un ordine più forte,
a una presenza che, se ci avvicinassimo troppo,
ci farebbe svanire come ombra al sole pieno.
O soglia tremenda,
tu unisci il visibile all’invisibile,
la vita alla morte,
il mistero alla trasformazione.
Non rassicurì, non consoli:
esigi coraggio e apertura,
il consenso pieno a tutto ciò che accade,
senza rifiutare né la luce né l’ombra.
Tu sei l’inizio del tremendo.
Nella tua potenza silenziosa
ci stupisci e ci metti in crisi,
e proprio per questo ci risparmi.
Resta, o Bellezza,
al confine di ciò che possiamo sopportare,
affinché, contemplandoti,
impariamo ad amare ciò che non ci appartiene
e a lasciare che l’assoluto
ci attraversi senza distruggerci.