«Diga del lago di Castreccioni
polmone idrico della regione»
CONSORZIO DI BONIFICA - Promosso a pieni voti lo sbarramento di Cingoli dove si contano 28 milioni di metri cubi d’acqua e una salubrità ottimale. Il presidente Francesca Gironi: «Per sostenere il lavoro degli agricoltori abbiamo approvato una rateizzazione delle tariffe irrigue»

La diga di Castreccioni, a Cingoli, si conferma il “polmone idrico” della regione con 28 milioni di metri cubi d’acqua disponibili e una salubrità dell’acqua distribuita ottimale. Con l’arrivo di settembre è tempo di bilanci per il Consorzio di bonifica delle Marche. Dopo una stagione estiva che secondo le stime del Cnr (Consiglio nazionale ricerche) è probabilmente la più calda di sempre (+5,2° sulla media delle temperature 1951 1980 e +3,5 su quella 1991-2020), fare una prima valutazione della stagione irrigua è fondamentale per valutare lo stato di salute dei cinque invasi in gestione al Consorzio (Mercatale, Castreccioni, Comunanza, San Ruffino, Rio Canale) e la resilienza del sistema stesso.
Il persistere di temperature elevate infatti, nonostante i primi fenomeni temporaleschi, rendono necessarie una serie di azioni da mettere a terra, in sinergia con le istituzioni di riferimento, per riuscire a superare le diverse criticità e salvaguardare tanto il comparto agricolo quanto gli eventuali prelievi destinati all’idropotabile.
Gli ultimi dati raccolti, indicano un volume complessivo disponibile di oltre 37 milioni di metri cubi d’acqua. Confrontati con lo storico, si nota un andamento differenziato rispetto agli anni precedenti, in particolare per due specifiche situazioni di sofferenza idrica. Nella zona di Mercatale, l’assenza di precipitazioni primaverili ha condizionato le portate di ricarica del fiume Foglia, e di conseguenza dell’acqua invasata nella diga. Negli impianti a pelo libero della vallata del Tenna, al fine di evitare l’evaporazione dell’acqua dovuta alle persistenti ondate di calore, nei canali a scorrimento sono stati necessari consistenti rilasci che hanno notevolmente ridotto la riserva idrica. Per gli agricoltori del Tenna, il Consorzio si è tempestivamente attivato istituendo un sistema di turnazione distributiva che, nel razionalizzare la risorsa in modo equo, garantirà l’approvvigionamento idrico a tutti fino alla naturale chiusura della stagione irrigua.
La diga di Castreccioni, a Cingoli, si conferma invece il “polmone idrico” della regione con 28 milioni di metri cubi d’acqua disponibili (rispetto ai 32.480.000 del 2025) e una salubrità dell’acqua distribuita attraverso gli impianti irrigui ottimale, come confermato anche dai monitoraggi della Goletta dei laghi 2026 di Legambiente, che ha promosso a pieni voti il lago di Cingoli e l’acqua invasata nella diga. Con l’obiettivo principale di supportare gli agricoltori in una stagione segnata da siccità e rincari, oltre che di mitigare l’impatto dei costi di gestione sulle aziende interessate dagli adeguamenti tariffari, dopo la comunicazione delle nuove tariffe che hanno principalmente riguardato la vallata del Musone, il Consorzio ha avviato una rateizzazione degli importi dovuti per la fornitura irrigua. Tutte le informazioni su come attivare la rateizzazione sono disponibili contattando il call center o le informazioni presenti sul sito www.bonificamarche.it
«La nostra missione fondamentale è sostenere concretamente il lavoro degli agricoltori che rappresentiamo ogni giorno. Sono loro i primi custodi del nostro territorio, e il motore economico della nostra regione – ha detto Francesca Gironi, presidente del Consorzio di bonifica delle Marche –. Proprio per questo, con particolare attenzione alle aziende della vallata del Musone e in pieno accordo con l’amministrazione regionale, abbiamo approvato una misura straordinaria di rateizzazione delle tariffe irrigue. La sostenibilità economica del nostro Ente e del servizio che ogni giorno fa sul territorio, ai fini della manutenzione del reticolo idrografico minore, della gestione delle risorse idriche e della sicurezza idrogeologica di tutti i cittadini, deve camminare di pari passo con la sostenibilità economica del sistema di cui è figlio. Per questo riteniamo importante garantire al settore una flessibilità e un respiro finanziario, ben consapevoli del momento di transizione e delle sue tante complessità».
Altro scenario quello della diga di Comunanza che registra, a oggi, un volume di quasi 7 milioni di metri cubi d’acqua, non solo in linea ma addirittura superiore alla media degli ultimi due anni. Da segnalare che proprio questa estate, la diga di Comunanza ha concluso il lungo iter di collaudo e ha ottenuto l’autorizzazione all’esercizio ordinario che il sisma del 2016 aveva fortemente ridotto.
Questo sblocca finalmente il potenziale dello sbarramento, che può tornare alla massima quota sia di regolazione che di invaso per cui è stato progettato, ovvero 13,65 milioni di metri cubi d’acqua. Il ritorno alla piena capacità di invaso rappresenta una polizza assicurativa d’oro per la vallata a forte vocazione agricola come quella dell’Aso; l’incremento riconosciuto alla diga consentirà di sperare bene per le prossime stagioni irrigue nonostante la diminuzione della portata del fiume Aso dovuta proprio al sisma che ne ha dirottato parte in Umbria.