Abbazia di Roti, al via la gara.
Oltre 2,5 milioni per riaprire
il complesso medievale
MATELICA - L’Unione montana Potenza Esino Musone ha pubblicato la procedura per affidare i lavori. Il progetto prevede la messa in sicurezza e il miglioramento sismico ma anche la sistemazione degli spazi esterni, con percorsi destinati ai visitatori

L’Abbazia di Roti
di Monia Orazi
Abbazia di Roti, dopo il progetto esecutivo arriva la gara: 2,56 milioni per riaprire il complesso medievale. L’Unione montana Potenza Esino Musone ha pubblicato la procedura per affidare i lavori di recupero dell’Abbazia di Roti, il complesso medievale di Matelica, nella frazione di Braccano, di proprietà della Regione Marche, danneggiato dalle scosse del 2016 e del 2017. Il valore dell’appalto è di 2.565.595,79 euro. Le offerte dovranno essere presentate entro le 13 del 28 settembre.
Si tratta di una procedura aperta accelerata, con aggiudicazione secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, basato sul miglior rapporto tra qualità e prezzo. Eventuali richieste di chiarimento potranno essere inviate entro il 15 settembre, mentre le risposte saranno pubblicate entro il 21. La gara arriva dopo l’approvazione, nel maggio scorso, del progetto esecutivo da parte dell’Ufficio speciale ricostruzione. Il finanziamento complessivo assegnato all’intervento è di 3,5 milioni di euro: una cifra che comprende l’intero quadro economico del primo stralcio funzionale, mentre i 2,56 milioni indicati nel bando costituiscono il valore dei lavori messi a gara.

Il progetto prevede la messa in sicurezza e il miglioramento sismico di alcune parti degli edifici. Sono previsti lavori di consolidamento delle murature e delle fondazioni, il rifacimento delle coperture e dei solai, il ripristino delle porzioni danneggiate e la realizzazione delle opere strutturali necessarie a garantire la stabilità dei fabbricati. Il primo stralcio comprende anche la sistemazione degli spazi esterni, con percorsi destinati ai visitatori, un impianto di illuminazione architettonica e la rifunzionalizzazione di uno degli edifici come punto di ristoro.
L’obiettivo indicato negli atti è una riapertura progressiva, non l’immediata restituzione al pubblico dell’intero complesso. L’Abbazia di Roti occupa infatti una superficie di circa 2.200 metri quadrati ed è formata da più fabbricati. Le sue origini, secondo la ricostruzione della Regione Marche, sono anteriori all’anno Mille. Con la pubblicazione della gara si apre ora la fase che dovrà portare all’individuazione dell’impresa e all’avvio del cantiere.

Nuova vita per l’Abbazia di Roti: <br> sul piatto 3,5 milioni per il recupero