Macerata provincia imprenditoriale:
nona in Italia per numero di aziende

ECONOMIA - La graduatoria elaborata dall’Area studi e ricerche Cna su dati Istat. Il Maceratese ha 93,1 imprese ogni mille abitanti. Il presidente Cna Macerata Simone Giglietti: «Mentalità radicata nella storia e nella struttura economica del nostro territorio»

- caricamento letture
Simone-Giglietti

Simone Giglietti

Macerata è tra le province italiane con la più alta propensione imprenditoriale. Con 93,1 imprese ogni mille abitanti si colloca al nono posto della graduatoria nazionale elaborata dall’Area studi e ricerche Cna su dati Istat, molto al di sopra della media italiana di 80,6.

Il risultato conferma la forte diffusione dell’impresa nel territorio maceratese e, più in generale, nelle Marche. Tra le prime dieci province italiane figura infatti anche Fermo, quinta con 95,5 imprese ogni mille abitanti. A guidare la classifica nazionale è Prato con 112,4, davanti a Milano con 110,6 e Rimini con 105,5. Seguono Firenze con 98,2, Fermo con 95,5, Valle d’Aosta con 94,3, Padova e Lucca con 93,9, Macerata con 93,1 e Roma con 92,1.

Infografica dati cna imprenditoria

I dati

«Essere tra le prime dieci province italiane non è soltanto un dato statistico – commenta il presidente Cna Macerata Simone Giglietti – ma racconta quanto l’impresa sia radicata nella storia e nella struttura economica del nostro territorio. Nel Maceratese fare impresa significa spesso lavorare in realtà di piccole dimensioni, mantenere competenze e professionalità e garantire occupazione e servizi anche nei centri più piccoli e nelle aree interne».

Giglietti 2

La fotografia tracciata dalla Cna conferma un tratto caratteristico del sistema produttivo italiano. L’attività economica non si concentra soltanto nelle grandi città e nelle aree metropolitane, ma è distribuita attraverso una rete di distretti, città intermedie e piccoli territori. Nel Paese operano poco meno di 4,8 milioni di imprese, con quasi 18,9 milioni di addetti e una dimensione media di circa quattro occupati.
Anche il peso relativamente contenuto delle 14 città metropolitane evidenzia questo policentrismo: vi si concentra il 38,1% delle imprese e il 43,3% degli addetti. Una parte maggioritaria del tessuto produttivo italiano continua quindi a operare al di fuori dei grandi poli urbani. È in questo modello di imprenditorialità diffusa che si inseriscono pienamente le Marche e la provincia di Macerata.

La graduatoria premia soprattutto i territori del Centro-Nord caratterizzati da una lunga tradizione manifatturiera e artigiana. Distretti produttivi, filiere consolidate, mercati locali e cultura del lavoro autonomo hanno favorito nel tempo una presenza capillare di imprese, che continua a rappresentare uno degli elementi distintivi dell’economia marchigiana.
Il quadro nazionale mostra però anche un divario territoriale molto ampio. All’estremo opposto della graduatoria si trova il Sud Sardegna con 53,4 imprese ogni mille abitanti, meno della metà rispetto a Prato. Seguono Enna con 55,9, Caltanissetta con 56,5, Agrigento con 58,4 e Taranto con 58,8. Nelle aree dove la propensione imprenditoriale è più debole pesano anche lo spopolamento e l’invecchiamento della popolazione, la minore presenza di filiere strutturate, le difficoltà di accesso al credito e le carenze infrastrutturali.

«Il dato positivo di Macerata non deve farci dimenticare che la capacità di fare impresa ha bisogno di condizioni favorevoli per poter durare – prosegue Giglietti –. Non dipende soltanto dalla volontà e dalle capacità dell’imprenditore. Contano la disponibilità di credito, infrastrutture materiali e digitali adeguate, servizi efficienti, tempi della burocrazia sostenibili e la possibilità per i giovani di trovare qui le condizioni per costruire il proprio futuro».

Per Cna Macerata il tema assume un valore ancora maggiore nei piccoli comuni e nelle aree interne della provincia, dove la presenza di un’attività economica produce effetti che vanno oltre il reddito e l’occupazione. «Una piccola impresa che continua a lavorare in un paese significa persone che restano, servizi che rimangono e relazioni economiche che non si interrompono – conclude Giglietti –. Per questo sostenere la rete delle piccole imprese significa anche contrastare lo spopolamento e tutelare la tenuta economica e sociale del territorio. La forte vocazione imprenditoriale della nostra provincia è un patrimonio che dobbiamo mettere nelle condizioni di rinnovarsi e crescere».


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X