Aggressione in ospedale
«E’ inaccettabile. L’Ast intervenga»

SAN SEVERINO - Sonia Prosperi, segretaria generale provinciale della Fp Cgil di Macerata dopo che un medico è stato colpito al volto: «Servono presidi di sicurezza, sistemi di allarme e di chiamata d’emergenza efficienti e funzionanti»

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Prosperi Sonia

Sonia Prosperi

«E’ inaccettabile che il personale qualificato, quotidianamente impegnato nella cura della salute delle persone, debba essere sottoposto a minacce, violenze e aggressioni». Così Sonia Prosperi, segretaria generale provinciale della Fp Cgil di Macerata, commenta l’aggressione avvenuta nella notte tra mercoledì e ieri al punto di primo intervento all’ospedale Bartolomeo Eustachio si San Severino. Un 30enne albanese, residente in provincia di Pisa, si è scagliato contro un medico colpendolo al volto e prendendosela anche con gli operatori sanitari in servizio. L’uomo è stato denunciato dai carabinieri.

«Desidero esprimere la più sincera solidarietà e vicinanza al medico aggredito e a tutto il personale sanitario del Ppi di San Severino – dice Prosperi -. Medici, infermieri e tutto il personale sanitario si impegnano ogni giorno, con professionalità, responsabilità e sacrificio, per aiutare e assistere la nostra comunità e non possono essere lasciati soli.
Condanniamo con fermezza qualsiasi forma di violenza nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità. È ancora più grave quando tali comportamenti vengono tollerati, minimizzati o considerati quasi inevitabili. Chi lavora nei servizi sanitari deve poter svolgere il proprio compito in sicurezza, tutelando la propria incolumità fisica e psicologica e garantendo, allo stesso tempo, la qualità dell’assistenza ai cittadini».

La Fp Cgil chiede all’Ast di Macerata di intervenire con urgenza «adottando tutte le misure necessarie a prevenire nuovi episodi di violenza e a garantire la sicurezza del personale. In particolare, riteniamo indispensabili una revisione dell’organizzazione delle attività, l’adozione di adeguati presidi di sicurezza, sistemi di allarme e di chiamata d’emergenza efficienti e funzionanti, protocolli efficaci per la gestione delle situazioni a rischio, nonché la presenza di personale di vigilanza presso il Ppi, considerato che attualmente tale presenza non è garantita.
Chiediamo inoltre che l’azienda assicuri alle lavoratrici e ai lavoratori coinvolti tutto il necessario supporto psicologico e legale, accompagnandoli concretamente nella gestione delle conseguenze dell’aggressione e nelle eventuali procedure giudiziarie».

«Ci auguriamo – conclude Prosperi – che la direzione aziendale assuma una posizione chiara e intervenga immediatamente. La sicurezza di chi lavora nei servizi sanitari deve rappresentare una priorità assoluta. Difendere il personale significa anche difendere il diritto dei cittadini a ricevere cure e assistenza in ambienti sicuri e adeguati».

Dà in escandescenze in ospedale, colpisce al volto un medico


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