Pasqui vota con l’opposizione,
si allarga la frattura con Lucarelli

CAMERINO - Dopo le dimissioni da capogruppo di maggioranza di un mese e mezzo fa, il presidente del Consiglio regionale si schiera con la minoranza, astenuti Antonella Nalli e Giovanni Fedeli. Il sindaco sulla discarica provinciale: «Non è questo il momento per la nostra città»

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Gianluca Pasqui a Civitanova 8

Gianluca Pasqui

di Monia Orazi

Gianluca Pasqui vota insieme all’opposizione, la maggioranza respinge la sua mozione d’ordine e due consiglieri, Antonella Nalli e Giovanni Fedeli, si astengono. È il passaggio politico più significativo del Consiglio comunale di Camerino riunitosi mercoledì sera, ma la lunga seduta ha affrontato anche la discarica provinciale, i ritardi della ricostruzione pubblica, la causa sull’ex ospedale, la Tari e la rottamazione dei debiti tributari.

In apertura il sindaco Roberto Lucarelli ha ricordato il successo della manifestazione motociclistica internazionale ospitata a giugno e l’inaugurazione, il 13 luglio, della nuova Casa della comunità, ringraziando Regione Marche e Ast per l’attivazione del servizio. Lucarelli è poi intervenuto sulla graduatoria dei possibili siti per la nuova discarica provinciale. Camerino, inizialmente collocata nelle prime posizioni sulla base dello studio di Politecnica delle Marche, sarebbe scesa verso il fondo dopo l’introduzione di ulteriori criteri, tra cui quello relativo ai territori del cratere sismico. «Non significa che Camerino non dovrà mai ospitare una discarica – ha spiegato il sindaco – ma non riteniamo che questo sia il momento, mentre la città è impegnata nella ricostruzione materiale, sociale ed economica». Nel frattempo il conferimento proseguirà nella seconda vasca di Cingoli, mentre Cosmari dovrà approfondire l’idoneità dei tre siti indicati dall’Ata.

Roberto Lucarelli

Il sindaco Roberto Lucarelli

Subito dopo si è aperto lo scontro politico. Pasqui, presidente del Consiglio regionale ed ex capogruppo della maggioranza (si era dimesso dal ruolo un mese e mezzo fa), ha richiamato l’articolo 36 del regolamento comunale, sostenendo che nella prima seduta utile avrebbe dovuto essere comunicata la sostituzione del capogruppo dimissionario. Il presidente del Consiglio comunale Cesare Pierdominici, consultando anche il segretario comunale ha riconosciuto la correttezza della norma richiamata, precisando però che il presidente del Consiglio non può comunicare il nome di un capogruppo che il gruppo non ha ancora indicato. La minoranza ha comunque scelto di votare con Pasqui. Sandro Sborgia ha definito le dimissioni «un fatto non secondario», arrivato in una fase delicata per l’amministrazione, auspicando l’individuazione di un interlocutore con il quale instaurare un confronto aperto e costruttivo. La mozione è stata respinta: favorevoli Pasqui e i consiglieri di opposizione, contrari gli altri componenti della maggioranza, astenuti Antonella Nalli e Giovanni Fedeli. Il voto ha reso visibile la frattura interna alla coalizione che sostiene Lucarelli, anche se durante la seduta non sono state chiarite fino in fondo le motivazioni politiche delle dimissioni di Pasqui.

Ampio spazio è stato dedicato alla ricostruzione pubblica. La variazione di bilancio ha recepito maggiori finanziamenti assegnati dall’ordinanza speciale per l’ex Banca Marche e il parcheggio meccanizzato. La gara per l’immobile destinato alla biblioteca Valentiniana è stata espletata e gli atti sono stati trasmessi all’Anac per le verifiche che precedono l’aggiudicazione definitiva. Per il parcheggio meccanizzato sono arrivati circa 500mila euro aggiuntivi, destinati alla sostituzione degli ascensori. La conclusione dei lavori già previsti è fissata al 13 settembre 2026, ma resterà da completare la procedura autorizzativa al ministero dei Trasporti per le nuove macchine. Più complessa la situazione del teatro comunale. L’intervento era stato inizialmente stimato in circa 10,2 milioni di euro, mentre il progetto ha raggiunto i 26 milioni. I professionisti incaricati hanno chiesto un adeguamento del compenso, ma la normativa limita gli aumenti rispetto all’offerta iniziale. Finché non sarà trovato un accordo, il progetto non potrà ottenere la definitiva approvazione commissariale e procedere verso la gara dei lavori. Il sindaco ha parlato complessivamente di circa 23 milioni mancanti rispetto alle prime previsioni dell’ordinanza speciale. Sborgia ha accusato l’amministrazione di essere arrivata quasi alla fine del mandato senza aver avviato o completato le principali opere pubbliche, mentre Lucarelli ha attribuito i ritardi anche alla sottostima iniziale degli interventi e alla complessità delle procedure. Nel bilancio sono stati inseriti anche 552mila euro ottenuti da Snam come compensazione per il metanodotto. Le risorse potrebbero essere utilizzate per completare il palazzetto dello sport oppure per interventi sulla piscina e sul campo sintetico, il cui progetto viene predisposto dagli uffici comunali.

Un altro passaggio ha riguardato la causa sull’ex ospedale. Una sentenza ha stabilito che il Comune dovrebbe anticipare circa 1,25 milioni di euro per lavori commissionati dall’allora Asur. L’amministrazione ha presentato opposizione, sostenendo di non poter pagare interventi eseguiti su un immobile non comunale. Il Comune aveva già anticipato circa 8,5 milioni, originariamente destinati alle mura cittadine, per consentire la realizzazione della casa di riposo.

Sul fronte della scuola, è emerso che l’impianto fotovoltaico non è ancora allacciato, perché l’edificio non ha completato il collaudo. Questo spiega la previsione di circa 100mila euro per i consumi energetici, nonostante la nuova struttura disponga di un impianto da circa cento kilowatt.

Per la Tari, il piano economico finanziario prevedeva nel 2026 un incremento massimo del 6,1%. Il Comune ha stanziato circa 85mila euro di fondi propri, evitando un ulteriore aumento complessivo per i contribuenti. La minoranza si è astenuta, riconoscendo la bontà dell’intervento ma sostenendo che le maggiori entrate del canone unico avrebbero potuto finanziare anche una riduzione del rincaro vicino al 9 per cento applicato l’anno precedente.

Il Consiglio ha inoltre approvato l’adesione alla rottamazione quinquies per i carichi affidati alla riscossione tra il 2000 e il 2023. Si tratta di circa sei milioni di euro tra multe, Imu e Tari. I contribuenti potranno pagare senza sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro gennaio 2027 oppure in 54 rate bimestrali. L’opposizione si è astenuta dopo aver contestato la trasmissione della documentazione soltanto il giorno precedente alla seduta.

Infine è stato deliberato all’unanimità lo scioglimento della convenzione con la Provincia di Macerata per il servizio di segreteria generale. La Provincia aveva chiesto la presenza del segretario per quattro giorni alla settimana, lasciandone soltanto uno a Camerino. La convenzione cesserà il 13 agosto e il Comune dovrà scegliere se nominare un proprio segretario o stipulare un nuovo accordo con un altro ente.


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