“Il metodo Ciarapica”, Gironacci critica:
«Presentare il cartellone a luglio
significa perdere opportunità»
CIVITANOVA - La presidente dell'associazione ViviAmo Civitanova ed ex assessora punta il dito sul tempismo di presentazione del calendario delle iniziative per l'estate stilato dal Comune: «Problema che si ripete ormai anno dopo anno: così non è più un volano per il turismo»

Manola Gironacci, presidente dell’associazione ViviAmo Civitanova
Torna a puntare l’attenzione sulla programmazione turistica di Civitanova l’associazione ViviAmo Civitanova. La presidente Manola Gironacci interviene dopo la presentazione del cartellone estivo 2026 da parte dell’amministrazione comunale, spostando il dibattito non sul contenuto degli eventi ma sui tempi con cui vengono annunciati, che definisce ormai una costante negli ultimi anni.
«Al di là del giudizio sui singoli eventi – premette Gironacci – c’è una domanda che merita una risposta: perché si è arrivati ancora una volta all’1 luglio per presentare il cartellone estivo? Non è una critica ai singoli appuntamenti, molti dei quali rappresentano ormai manifestazioni consolidate e apprezzate. Il punto è un altro: i tempi della programmazione».
Secondo la presidente di ViviAmo Civitanova, il ritardo nella presentazione del calendario limita la capacità degli eventi di diventare uno strumento di promozione turistica. «Chi lavora nel turismo sa che una famiglia sceglie dove trascorrere le vacanze settimane, spesso mesi prima. Alberghi, B&B, appartamenti, campeggi, stabilimenti balneari, ristoranti e commercianti hanno bisogno di conoscere il programma con largo anticipo per inserirlo nella propria promozione e trasformarlo in prenotazioni, presenze e opportunità economiche».
Da qui la distinzione tra animazione cittadina e promozione del territorio. «Se il cartellone viene presentato quando la stagione è già iniziata, non riesce più a incidere sulla scelta di chi deve decidere dove trascorrere le ferie. Finisce soprattutto per informare chi è già a Civitanova o chi vi risiede. Ogni euro investito negli eventi dovrebbe produrre un ritorno economico per tutta la città. Molti degli appuntamenti annunciati hanno una funzione importante di animazione della città e dei quartieri. È una scelta legittima e utile per i residenti. Ma l’intrattenimento cittadino e la promozione turistica sono due obiettivi diversi. Una città che vuole crescere deve saper fare entrambe le cose».
Gironacci ricorda poi la propria esperienza da assessore al Turismo nel 2023. «Posso testimoniare personalmente quanto sia stato difficile riuscire a presentare il cartellone il 30 giugno. Già allora ritenevo quella data tardiva rispetto alle esigenze di una moderna promozione turistica». A sostegno della sua riflessione cita le date di presentazione dei cartelloni estivi negli ultimi anni: 1 agosto nel 2017, 13 giugno nel 2018, 11 giugno nel 2019, 10 luglio nel 2020, 17 giugno nel 2021, una programmazione comunicata in più fasi nel 2022, 30 giugno nel 2023, 9 luglio nel 2024, 28 giugno nel 2025 e 1° luglio nel 2026.
«Se un cartellone estivo venisse presentato in ritardo una sola volta, si potrebbe parlare di un imprevisto. Se accadesse per due anni consecutivi, si potrebbe pensare a difficoltà organizzative. Ma quando questo ritardo si ripete anno dopo anno, per quasi due interi mandati amministrativi, è inevitabile chiedersi se non sia diventato un metodo di lavoro». Da qui la definizione scelta dalla presidente di ViviAmo Civitanova. «Per questo ritengo che si possa parlare di un vero e proprio “metodo Ciarapica” nella programmazione degli eventi estivi. Non come offesa o slogan, ma come definizione di un modo di operare che emerge dai fatti documentati. Se, anno dopo anno, il calendario viene presentato tra la seconda metà di giugno e il mese di luglio, mentre molte altre città lo rendono noto già tra marzo, aprile e maggio, significa che esiste un diverso approccio alla programmazione».
Infine, l’appello a ripensare il metodo di lavoro. «Non è una questione di polemica. È una riflessione sul modo di programmare una delle principali risorse economiche della città. Il punto non è individuare un colpevole. Il punto è chiedersi se questo approccio stia davvero producendo i risultati che Civitanova merita. Perché il turismo non si improvvisa. Si costruisce con visione, programmazione e tempi adeguati».
La conclusione è affidata a una frase che sintetizza il senso dell’intervento: «Se un errore si ripete ogni anno, non è più soltanto un errore: diventa un modo di amministrare».