«Figli della grande terra cinese»
Paolo Feng Xiong e Tommaso Wang Qi
ricevono le ordinazioni in Cattedrale

MACERATA - Oggi la cerimonia officiata dal vescovo Nazzareno Marconi: «Quello di oggi non è solo un passo importante per i nostri amici ma l’opera di Dio»

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Paolo Feng Xiong e Tommaso Wang Qi

“Benché molti siamo un corpo solo”, ha citato San Paolo il vescovo di Macerata Nazzareno Marconi per accogliere all’interno della Chiesa cattolica «due figli della grande terra cinese», Paolo Feng Xiong e Tommaso Wang Qi, che oggi hanno ricevuto rispettivamente la loro ordinazione presbiterale e diaconale nella Cattedrale di San Giovanni. «Una testimonianza – ha proseguito Marconi – di come l’unico pane raduna uomini e donne provenienti da ogni parte del mondo».

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Alla vigilia della solennità del Corpus domini, il vescovo ha ribadito come questo mistero abbia preso «volto concreto nella vita di questi nostri amici». Paolo e Tommaso che «giungono da Oriente, dove sorge sole, e – ha continuato Marconi – conoscerli è stato come quando giunge l’alba. Un’amicizia vera in Cristo, come ci ha insegnato Padre Matteo Ricci».

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Da sinistra Tommaso Wang Qi e Paolo Feng Xiong

Nel segno del grande gesuita, le due ordinazioni hanno visto la presenza in Cattedrale di tanti familiari e amici giunti proprio dalla Cina o comunque ritrovatisi a Macerata da varie parti d’Italia e della regione.

Paolo Feng Xiong, 37 anni, ha ricevuto la propria formazione nel Pontificio seminario regionale di Ancona. In precedenza, ha conseguito una laurea, sempre in Oriente, in economia. Presiederà la sua prima messa domani alle 10,30 sempre in Cattedrale. Tommaso Wang Qi, 32 anni, ha finito anche lui i suoi studi in teologia da Ancona e attualmente presta il suo servizio a Porto Recanati, dopo esser stato a Cingoli e Recanati. Per entrambi è stato fondamentale il supporto della famiglia, in particolare per Tommaso, che purtroppo ha dovuto affrontare la morte della propria madre.

Paolo Feng Xiong e Tommaso Wang Qi

Durante l’omelia, il vescovo ha sottolineato l’importanza del percorso svolto e della maturazione nella fede in Cristo che ha portato Paolo e Tommaso di fronte a questa celebrazione.

«Tre sono le parole che possiamo trarre dalle letture – ha aggiunto il vescovo –, per Tommaso: ricordati che la fede base dalla memoria, il Signore non ti chiede di pensare a quello che farai ma ti invita a ricordare quello che Lui ha fatto per te, anche nel lungo cammino compiuto dalla Cina. Il diacono è un servitore e si può servire davvero solo quando si riconosce quanto per cui si può dire “grazie”».

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A Paolo, il vescovo ha evidenziato il compito affidatogli di «spezzare il pane» nell’Eucarestia: «Non si tratta solo di un rito ma di entrare nel mistero di Cristo. Guai a chi celebra un rito senza viverlo, ne rimarrebbe svuotato anziché arricchito – ha continuato –, il sacerdote è l’uomo della Comunione e un segno di unità, non vive per costruire il proprio successo ma perché il popolo di Dio diventi un solo corpo in Cristo».

Poi un messaggio ai presenti: «C’è un legame profondo tra l’Eucarestia e le ordinazioni che celebriamo. Un diacono ha il compito di mettersi a servizio del popolo, mentre un sacerdote quello di nutrirlo. Noi tutti dobbiamo fare in modo che Cristo viva in mezzo a noi. Quello di oggi non è solo un passo importante per i nostri amici ma l’opera di Dio».

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