Rubano rame all’ex cementificio,
bloccati dai carabinieri:
tre giovani finiscono in manette

CASTELRAIMONDO - I militari hanno sorpreso tre ragazzi, due 22enni e un 21enne. Nei portabagagli delle auto trovati circa 80 metri di cavi. Hanno patteggiato, tornano liberi

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carabinieri archivio (2)

di Alessandro Luzi

Due auto in sosta davanti ai cancelli dell’ex Cementificio, due giovani lì vicino ai veicoli e uno oltre il cancello: dentro i portabagagli oltre 80 metri di cavi elettrici in rame. Così tre giovani sono stati sorpresi dai carabinieri a rubare cavi in rame all’ex Cementificio a Castelraimondo. I tre Riccardo Bei, 22 anni, Luca Diamantini, 21, e Federico Gaina, 22, tutti residenti a Cantiano, nel Pesarese, sono stati arrestati.

A notarli i carabinieri della stazione di Castelraimondo, insieme ai militari del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Camerino, mentre stavano controllando la zona. Dentro due auto utilizzate dai tre giovani i carabinieri hanno scoperto dei cavi elettrici in rame per un valore di circa 4mila euro.

Erano circa le 21 quando i carabinieri, mentre passavano nei pressi dell’ex Cementificio, hanno notato due auto parcheggiate con la parte posteriore rivolta verso il cancello d’ingresso: un’Audi A5 e una Mazda Cx 30.

paolo cammertoni

L’avvocato Paolo Cammertoni

Lì vicino alle auto c’erano due ragazzi, l’altro era oltre il cancello. I tre sono stati identificati poi è scattato il controllo delle due auto. Dentro i portabagagli c’erano 9 cavi elettrici di circa 48 metri e altre 10 matasse di circa 35 metri. Il tutto per un valore di 4mila euro. Tutto materiale che era custodito all’interno del magazzino dell’ex Cementificio, dove, vicino alla porta, i carabinieri hanno notato due cesoie utilizzate per tranciare i cavi.

Così i carabinieri hanno avvisato il pm di turno Enrico Riccioni e i tre giovani sono stati arrestati mentre i cavi sono stati restituiti al proprietario.

I tre nel pomeriggio sono comparsi davanti al giudice Domenico Potetti per la direttissima. Tutti e tre, difesi dall’avvocato Paolo Cammertoni, hanno chiesto scusa. Hanno patteggiato un anno, la pena è sospesa. Pm Francesca D’Arienzo. 

(ultimo aggiornamento alle 15)


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