Pagamenti in ritardo, mensa e straordinari:
«L’Ast ci chiede sacrifici,
ma i diritti restano promesse»

MACERATA - Le critiche all'azienda sanitaria sono del sindacato Nursind. La segretaria provinciale Elisabetta Guglielmi: «Per vedere riconosciuti diritti basilari siamo stati costretti ad andare in tribunale. Ad oggi abbiamo quattro ricorsi aperti»

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elisabetta guglielmi

Elisabetta Guglielmi

di Luca Patrassi

«Ci chiedono sacrifici, ma i diritti restano solo promesse» è la sintesi di una ferma presa di posizione del sindacato Nursind e in particolare della segretaria provinciale Elisabetta Guglielmi. Nel mirino straordinari e prestazioni pagati con grande ritardo, l’utilizzo improprio del personale, visione negata di atti e il servizio mensa.

«I lavoratori Nursind dell’Ast di Macerata – rileva l’esponente provinciale del Nursind – chiedono semplicemente rispetto. Rispetto per chi ogni giorno garantisce assistenza nei reparti, nei pronto soccorso, nei servizi territoriali e nelle emergenze. Rispetto per chi viene continuamente chiamato a coprire carenze di personale, saltare riposi, rinunciare alle ferie e garantire una flessibilità ormai diventata strutturale. Le ferie e le ore a credito aumentano mese dopo mese – spiega il sindacato – mentre ai lavoratori vengono continuamente promessi pagamenti di straordinari e prestazioni aggiuntive che però non arrivano mai. Intanto, però, quelle ore vengono scalate dai cartellini». Secondo il Nursind, l’Ast di Macerata sarebbe oggi l’unica azienda sanitaria della Regione a non aver ancora adeguato i pagamenti delle prestazioni aggiuntive secondo quanto previsto dagli accordi regionali sottoscritti.

Il fronte delle contestazioni: «Per vedere riconosciuti diritti basilari siamo stati costretti ad andare in tribunale. Prima per il riconoscimento della vestizione, ora per il diritto alla mensa. Ad oggi abbiamo quattro ricorsi aperti. Anche su questi temi si continua a parlare di proposte e soluzioni che però non si concretizzano mai. La gestione del servizio mensa aziendale. In una riunione sindacale ci vengono illustrate aperture serali e nuove organizzazioni del servizio con date precise. Dopo appena una settimana arriva invece una comunicazione ai dipendenti diversa e peggiorativa. Senza parlare dei sacchetti consegnati ai lavoratori come alternativa ad un vero servizio mensa». Nursind contesta quello che considera un utilizzo improprio del personale sanitario, soprattutto infermieristico.

«L’azienda – osserva Elisabetta Guglielmi per il Nursind – continua a chiedere massima flessibilità e disponibilità agli infermieri e ai coordinatori, arrivando a far svolgere attività che nulla hanno a che vedere con l’assistenza: attività di segreteria, compiti degli uffici tecnici, cambio gomme e manutenzione delle auto aziendali. Tutto questo mentre mancano ancora adeguamenti economici previsti dal contratto, come le indennità per i diurnisti, il riconoscimento della vestizione o il pagamento delle ore straordinarie previste anche per i coordinatori». Secondo il sindacato, ci sarebbero anche progetti svolti da infermieri e medici oltre un anno fa e mai pagati: «Non è più accettabile continuare a chiedere sacrifici senza dare risposte concrete. I lavoratori si sentono traditi e trattati male da un’azienda che continua a chiedere, promettere, ma poi non mantiene. Non metteremo più firme su verbali e accordi che poi vengono modificati o disattesi nei contenuti. Le relazioni sindacali si basano sulla correttezza, sulla trasparenza e sul rispetto reciproco. Se questi principi vengono meno, viene meno anche il confronto». Il recente ricorso al Tar di Nursind contro l’Ast: «Per ottenere i dati relativi agli spostamenti del personale effettuati al di fuori della mobilità ordinaria siamo dovuti ricorrere addirittura al Tar. È un fatto grave che dimostra quanto il confronto sindacale sia ormai compromesso» .


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