Electrolux, nuovo vertice in Regione:
«Doveroso per l’azienda dimostrare
disponibilità al dialogo e al confronto»
ANCONA – In vista dell’incontro di lunedì al Mimit, il governatore Acquaroli con l’assessore Consoli è tornato a confrontarsi con i rappresentanti sindacali di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm sul piano industriale annunciato dalla multinazionale svedese che prevede anche la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi con 170 esuberi. Ribadita la richiesta unanime di ritiro immediato dello stesso
Nuovo vertice in Regione tra il governatore delle Marche Francesco Acquaroli, l’assessore regionale Tiziano Consoli ed i rappresentanti sindacati, oggi pomeriggio a palazzo Raffaello, per la vertenza Electrolux per definire una posizione condivisa in vista del tavolo convocato per lunedì prossimo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla presenza del ministro Adolfo Urso. Alla riunione hanno partecipato i delegati delle tre sigle nazionali Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm. Al centro del confronto, la forte preoccupazione per il piano industriale presentato da Electrolux, che prevede la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi e il conseguente licenziamento di circa 170 lavoratori, con pesanti ripercussioni sull’intero distretto manifatturiero del Fabrianese e sulle Marche.
«Siamo concentrati sull’incontro di lunedì pomeriggio – ha affermato il presidente Acquaroli – un appuntamento importante per ribadire con forza le nostre richieste: il ritiro del piano presentato dall’azienda e, soprattutto, l’avvio di un confronto su un vero progetto di rilancio e sviluppo dei siti produttivi, a partire da quello di Cerreto d’Esi, che rappresenta uno degli stabilimenti più produttivi di Electrolux. Confidiamo nel buon senso dell’impresa e nella volontà di ritirare il piano, nel rispetto dei territori, della loro storia industriale e delle comunità coinvolte. È necessario aprire una discussione seria e approfondita, in una fase di concertazione e collaborazione con le organizzazioni sindacali, le istituzioni e i territori interessati. Lo Stato si è dimostrato presente al fianco di questa azienda in momenti di necessità. Proprio per questo riteniamo doveroso che oggi l’azienda dimostri disponibilità al dialogo e al confronto. Come avvenuto in tutte le altre crisi industriali, c’è sempre stata apertura alla ricerca di soluzioni condivise. Vogliamo confidare che anche in questo caso possa prevalere il senso di responsabilità e la volontà di costruire un percorso comune».
L’incontro di oggi rappresenta un momento preparatorio fondamentale in vista del confronto ministeriale di lunedì 25 maggio al Mimit, dove sarà affrontata la crisi complessiva del gruppo in Italia il cui piano aziendale prevede circa 1.700 esuberi a livello nazionale. Nel corso della riunione di questo pomeriggio è stata ribadita la richiesta unanime di ritiro immediato del piano industriale, giudicato inaccettabile per l’impatto occupazionale e sociale che determinerebbe sul territorio. I partecipanti hanno sottolineato la necessità di una strategia condivisa e unitaria tra Governo, Regione, enti locali e parti sociali per salvaguardare i livelli occupazionali, il patrimonio industriale e l’intera filiera produttiva collegata al sito marchigiano. Le istituzioni regionali, insieme alle organizzazioni sindacali, confermano la massima determinazione nel sostenere lavoratrici e lavoratori e nel difendere un presidio industriale strategico per l’economia marchigiana.
In questo contesto di incertezza, prosegue nel frattempo lo stato di agitazione allo stabilimento di Cerreto d’Esi che secondo il piano di ristrutturazione presentato dalla multinazionale svedese è destinato a chiudere lasciando senza lavoro 170 dipendenti tra operai e impiegati. Anche al Tavolo per il Lavoro convocato dal sindaco di Fabriano, era già emersa la volontà unanime di tutelare l’occupazione chiedendo a Electrolux il ritiro del piano e alle istituzioni di ogni livello la messa in campo di politiche strategiche a sostegno del settore dell’Elettrodomestico in un distretto, quello fabrianese, già messo a dura prova da altre vertenze.
Sulla questione ieri si è espressa anche Elly Shlein in visita allo stabilimento di Electrolux di Solaro dove la segretaria nazionale di Pd si è schierata «al fianco dei 1700 lavoratori che rischiano il posto di lavoro. Gli esuberi annunciati dall’azienda devono essere ritirati, perché le multinazionali, le grandi aziende non possono pensare di venire a fare il bello e il cattivo tempo in Italia, prendere finanziamenti pubblici, ammortizzatori sociali e da un giorno all’altro dichiarare di volersi liberare del 40% degli operai che lavorano in Italia. Non è accettabile, il governo deve intervenire» ha sottolineato lanciato un appello alla premier Giorgia Meloni.







Casomai mandiamo una flotilla verso il Mar Baltico.