Chieti silurato, va in Eccellenza:
per la Recanatese c’è il San Marino
PLAYOUT SERIE D - La Corte federale d’appello ha ribaltato il giudizio di primo grado del Tribunale federale nazionale ed ha assegnato 11 punti di penalità alla squadra abruzzese. Domenica la sfida al Nicola Tubaldi. Il presidente Massimiliano Guzzini: «Decisione che attendevamo con fiducia. Ora testa alla partita»

La Recanatese contro il San Marino
di Andrea Cesca
La Recanatese disputerà i playout in casa contro il San Marino, il Chieti con undici punti di penalizzazione retrocede direttamente in Eccellenza. Così ha deciso la prima sezione della Corte federale d’appello che ha ribaltato il giudizio di primo grado del Tribunale federale nazionale del 30 aprile scorso, il quale aveva commutato la richiesta della procura federale (-11 punti) in una sanzione di 5mila euro per gli abruzzesi e l’inibizione di tre mesi per il presidente Giuseppe Gianni Di Labio.
Il presidente della Recanatese Massimiliano Guzzini rappresentato dall’avvocato Mattia Grassani è riuscito a far valere le proprie ragioni. «La Corte federale d’appello della prima sezione – si legge nella sentenza – accoglie il reclamo e per l’effetto in parziale riforma della decisione impugnata irroga alla società Ss Chieti 1922 la sanzione della penalizzazione di 11 punti in classifica da scontare nella corrente stagione sportiva; conferma nel resto». Firmato il presidente Mario Luigi Torsello.

Massimiliano Guzzini
Salvo ulteriori code (un eventuale ricorso al Collegio di garanzia del Coni è possibile, ma i tempi sono lunghi e quindi non ci sarà un ulteriore rinvio dei play out) la Recanatese di Giovanni Pagliari domenica prossima affronterà il San Marino al Nicola Tubaldi in gara unica con la possibilità di poter giocare per due risultati su tre, sia la vittoria che il pareggio garantirebbero la permanenza in Serie D al sodalizio leopardiano. La decisione della Corte d’appello consente al Sora di festeggiare la salvezza senza dover disputare alcun spareggio.
«Prendo atto con soddisfazione di quanto ha appena deciso la Commissione federale di appello al termine dell’udienza alla quale ho partecipato unitamente al nostro avvocato Grassani, che ringrazio – ha detto Guzzini -. E’ una decisione che attendevamo con fiducia, convinti delle ragioni della nostra posizione, suffragata da documenti inequivocabili. Ringrazio Sammaurese, Termoli e Forsempronese che hanno sostenuto la nostra richiesta, che non era contro ma per il rispetto delle regole. Ringrazio anche le altre società che non ci hanno dato sostegno e non hanno capito l’importanza della nostra azione che era per il rispetto delle regole, per la correttezza delle procedure tecniche, amministrative e contabili che devono essere seguite dalle società, era per la credibilità del sistema calcio. La nostra richiesta non era contro il Chieti, città importante, club prestigioso, tifoseria appassionata e abituata al professionismo, alla quale auguro tutto il bene sportivo possibile per il futuro. Dovevamo intervenire per chiedere il rispetto delle regole. Lo dovevo alla Recanatese, che mi onoro di rappresentare, alla sua storia, ai suoi tesserati, ai tifosi ma più in generale lo dovevo a me stesso, al consiglio di amministrazione, allo staff tecnico, a tutti coloro che hanno in questi anni fatto sacrifici per sostenere il progetto. Perchè la Recanatese crede, dimostrandolo sempre e non a parole, nei valori dello sport e nella lealtà e penso che abbiamo dato un servizio a tutte le squadre della Lega Dilettanti. Per questo motivo, convinto che la Recanatese avesse subito un’ingiustizia, ho usato termini forti, forse esagerati, e se qualcuno si è sentito offeso mi scuso. Ora testa e cuore al play out, perchè alla fine il destino dei clubs si decide in campo. I ragazzi ed il mister sanno che domenica ci giochiamo la stagione ed anche il futuro, perchè questa categoria ci appartiene da tanto tempo e vogliamo con tutte le nostre forze mantenerla. Mi auguro che i nostri tifosi domenica affollino il Tubaldi per compiere, tutti insieme, questo ultimo e decisivo passo».