«”Macerata granne”, un sogno da costruire»
Augusto Pellegrini lascia Treia
e si candida col Terzo polo

ELEZIONI - Dopo aver rilanciato nelle scorse settimane l'idea di una fusione tra comuni del territorio per dare vita a un unico grande ente con il capoluogo al centro, le dimissioni per tentare il "salto" a sostegno di Mattia Orioli: «La scelta giusta per continuare una battaglia che rischia di scemare tra distinguo e cautele delle forze politiche tradizionali»

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pellegrini-macerata-granneE così l’interesse per una “Macerata Granne” ora diventa un impegno politico concreto. Augusto Pellegrini, che negli scorsi mesi aveva lanciato diverse proposte legate alle fusioni di comuni, da ultima quella di un “super comune” con Macerata al centro, ha deciso di lasciare il suo ruolo di consigliere comunale di maggioranza nella “sua” Treia per candidarsi alle elezioni comunali maceratesi e di farlo nelle fila del Terzo polo, a sostegno della corsa a sindaco di Mattia Orioli.

«Ieri, a malincuore, ho rassegnato le mie dimissioni dal Consiglio comunale di Treia e dalla carica di presidente della Commissione politiche sociali – dice Pellegrini – si tratta di un atto dovuto al fine di poter avanzare la mia candidatura alle prossime elezioni comunali di Macerata. Porto con me un’esperienza intensa e proficua, della quale mi sento di ringraziare con affetto i cittadini treiesi, i miei colleghi consiglieri tutti ed il sindaco Franco Capponi, che ho consultato preventivamente e che guida con visione e successo ormai da anni la città. A Macerata tira un buon vento di rinnovamento. In molti sembrano percepire la necessità di superare gli attuali confini amministrativi e di puntare ad una “città granne”, una città policentrica che fermi il declino demografico ed assicuri un futuro ai nostri figli. Dopo un paio di anni passati a tentare di avviare il progetto da Treia, mi sono convinto che costruire il consenso attorno ad esso da Macerata sia il passo necessario per farlo progredire, per il ruolo di capoluogo che la città storicamente ricopre e per la sua maggiore capacità di attrarre l’interesse anche delle comunità residenti negli altri Comuni. Lo farò in prima persona, per evitare che l’interesse iniziale ai temi che ho proposto scemi, sotto il peso dei distinguo e delle cautele che spesso caratterizzano le forze politiche tradizionali, alle prese con la necessità di rappresentare interessi diversi. Di qui la mia decisione di candidarmi, con l’obiettivo di tenere alto l’interesse sul tema durante la campagna elettorale e, se gli elettori lo vorranno, di contribuire a costruire la “città granne” del futuro».

La strada scelta è quella del Terzo polo, che aveva proposto settimane fa l’idea di una “Macerata cinque per uno” unita a Corridonia, Montecassiano, Pollenza e Treia ma senza aderire a nessun partito/movimento. «Sarò un candidato “indipendente” in un un gruppo che raccoglie le diverse anime del centro moderato, tradizionalmente non influenzato dall’appartenenza ideologica e non coinvolto negli ultimi 30 anni di governo maceratese, molto coeso e focalizzato sul fare per il bene comune, che predilige il noi rispetto all’io e che, come tale, rappresenta la piattaforma ideale per costruire, con umiltà e determinazione, il consenso all’idea della federazione di Comuni tra le variegate forze politiche di Macerata e della Provincia – finisce Pellegrini – lo farò anche per Treia, perché spero che l’amata città che mi ha dato i natali si unisca al progetto di città policentrica che auspico, insieme ad altri Comuni ed a Macerata, la città dove i miei figli studiano e che amiamo al pari degli altri borghi della nostra area: siamo un’unica grande comunità, dobbiamo solo trovare in noi la forza di superare particolarismi ingiustificati per assicurare insieme un futuro migliore per i nostri figli, in un mondo che cambia velocemente e spesso in peggio. Inutile dire che le complessità affinché ciò si realizzi sono importanti, da far tremare i polsi anche al politico più lungimirante: la storia umana però ci insegna che per fare grandi cose bisogna puntare in alto, senza paura di cadere».

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