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Caso Regeni, nel decennale
Unimc aderisce alla mobilitazione

MACERATA - L'ateneo è tra i 76 che hanno detto sì all'iniziativa nazionale per tenere la luce accesa sulla vicenda. Mercoledì la proiezione del docufilm di Simone Manetti

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Giulio Regeni

Giulio Regeni

A dieci anni dalla morte, l’Università di Macerata aderisce all’iniziativa nazionale “Le università per Giulio Regeni. A 10 anni dalla scomparsa, un’iniziativa per la libertà di ricerca”, che coinvolge 76 atenei italiani in un ampio programma di incontri e proiezioni.

L’appuntamento è per mercoledì, a partire dalle 15, all’Auditorium Unimc in via Padre Matteo Ricci 2, con una giornata aperta alla comunità accademica e alla cittadinanza dedicata ai temi della libertà di studio e di ricerca e alla tutela dei diritti fondamentali, con un focus specifico sugli aspetti giuridici e internazionali del caso Regeni. Dopo i saluti istituzionali e del rettore John McCourt, l’iniziativa sarà presentata da Roberto Scendoni, referente per l’ateneo e responsabile scientifico, che illustrerà il significato dell’adesione di Unimc a un progetto nazionale promosso dalla senatrice a vita Elena Cattaneo, in collaborazione con Fandango e Ganesh Produzioni. Un ciclo di eventi che, tra aprile e maggio, punta a coinvolgere oltre 15mila persone tra studenti, docenti e cittadini, riportando al centro del dibattito pubblico il valore della libertà accademica.

Cuore della prima parte del pomeriggio sarà la proiezione del docufilm “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”, diretto da Simone Manetti e prodotto da Fandango, il primo documentario che ricostruisce la verità giudiziaria sul sequestro, le torture e l’omicidio del ricercatore italiano ritrovato ucciso a Il Cairo il 3 febbraio 2016. A raccontare la storia di Giulio, per la prima volta, sono i suoi genitori, Claudio Regeni e Paola Deffendi. Accanto a loro, la testimonianza esclusiva di Alessandra Ballerini, l’avvocato che li ha assistiti nella lunga battaglia legale che nel 2023, ha portato al processo contro quattro agenti della National Security egiziana. Il processo andrà a sentenza entro la fine del 2026.

La seconda sessione dell’incontro promosso da Unimc sarà introdotta e moderata da Fabrizio Marongiu Buonaiuti, con interventi che approfondiranno le implicazioni giuridiche e internazionali del caso, tra responsabilità degli Stati, tutela dei diritti umani e strumenti di giustizia internazionale. In collegamento da remoto interverrà Deborah Russo dell’Università di Firenze, che analizzerà obblighi e responsabilità internazionali nel caso Regeni. Seguirà l’intervento di Raffaella Nigro dell’Università “Magna Graecia” di Catanzaro, dedicato al tema dell’accertamento della responsabilità dell’Egitto e dei suoi organi dinanzi ai giudici italiani.



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