Elena Grassi, studentessa coraggio:
«Così ho salvato una vita sul bus»
Zangrillo: «Esempio di responsabilità»

STORIA - La 23enne di Recanati, iscritta alla Politecnica delle Marche, ha salvato una donna a Milano: «Ero alla fermata, l'autista chiedeva aiuto per un malore. Ho praticato il massaggio cardiaco e usato il defibrillatore. La formazione è fondamentale». Due giorni dopo il video del primario del San Raffaele con la pazienta in ripresa

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Elena Grassi

di Giulia Sancricca

«Questa è una vita salvata da chi sulla strada, con grande senso civico e di responsabilità, ha fatto quello che noi tutti vorremmo facessero i nostri giovani, studenti che lo devono imparare prima nelle scuole dell’obbligo e non solo». Con queste parole Alberto Zangrillo, primario dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione Generale al San Raffaele di Milano, ha raccontato in un video pubblicato su Instagram la storia di una vita salvata per strada nel capoluogo lombardo il 4 marzo scorso. Una storia che ha per protagonista una giovane maceratese: Elena Grassi, 23 anni, di Recanati.

La studentessa è al terzo anno del corso per tecnico di radiologia all’Università Politecnica delle Marche e si trovava a Milano quando si è imbattuta in una donna improvvisamente colta da arresto cardiaco. «Ero appena scesa dalla metro alla stazione Sesto San Giovanni e avrei avuto un’ora di attesa per il pullman da prendere successivamente – racconta a Cronache Maceratesi –. Mi sono accorta che un bus aveva tutte le porte aperte e l’autista chiedeva aiuto per una donna accasciata a terra. Ho valutato la situazione e ho iniziato a fare quanto appreso al corso Blsd. Nelle manovre di rianimazione mi sono alternata con un altro ragazzo che all’inizio non si era fatto avanti perché intimorito, ma ci siamo fatti forza, e il collegamento telefonico con il 118 che ci guidava è stato fondamentale. Ci siamo alternati finché l’autista non ha portato il defibrillatore: abbiamo alternato le manovre a quattro scariche, alla quarta sono arrivati i soccorritori che hanno continuato a rianimare la donna».

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Alberto Zangrillo nel video pubblicato su Instagram

L’intervento di Elena Grassi si è protratto per circa un quarto d’ora: «Poi mi sono fatta da parte e ho lasciato spazio ai soccorritori. Quando l’ambulanza è partita la donna aveva il massaggiatore automatico, mi hanno detto che sarebbe stata portata al San Raffaele». Da lì una serie di coincidenze: «Sono salita sul mio autobus in cui c’era un ragazzo salito alla fermata precedente e che è sceso alla mia stesa stazione, in un paesino della Lombardia. Subito non abbiamo affrontato l’argomento, poi il giorno dopo l’ho incontrato in paese ed è emerso quanto successo il giorno prima. Mi ha detto che era un soccorritore della zona e che si sarebbe informato sulle condizioni della paziente. Poi due giorni dopo mi ha trovato su Instagram e mi ha inviato il video di una pagina del San Raffaele in cui c’era il dottor Zangrillo che, accanto alla paziente in ripresa, raccontava quanto accaduto». Nei commenti, il dottore chiedeva alle persone intervenute sul posto di farsi avanti, qualora si fossero riconosciute nella storia, poiché avrebbero avuto il piacere di incontrarle. Così Elena Grassi ha risposto: «Eccomi».

Il messaggio di Zangrillo coincide con quello della giovane studentessa: la diffusione della formazione sulle tecniche di primo soccorso, a partire dalle scuole, può fare la differenza quando si verificano emergenze improvvise.

«In questi giorni sto accettando diverse interviste – dice Elena Grassi – proprio perché credo sia importante sensibilizzare tutti sulla formazione. Sarebbe fondamentale farla nelle scuole, alle università, nei luoghi di lavoro, così che quante più persone possibili sappiano come comportarsi in situazioni simili».

Grassi aveva seguito il corso Blsd al primo anno dell’università e, vista la validità biennale, ora dovrà ripeterlo a giugno. «Anche all’università si è parlato di quanto accaduto – conclude la studentessa – sicuramente sapere di aver contribuito a salvare una vita è una soddisfazione immensa».

Arresto cardiaco in bus, studentessa interviene e salva una donna

 



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