Gli operai di Rfi sono quelli che intervengono quando c’è un guasto al passaggio a livello, quando qualcuno urta contro la sbarra e questa cade o quando le sbarre rimangono abbassate. Da aprile però i circa 10 operai che fanno parte della squadra che opera su un territorio che va da San Severino a Loreto a nord e Porto San Giorgio a sud, potrebbe dover spostarsi dalla stazione di Macerata a quelle di Civitanova o Fabriano.
E i sindaci di otto comuni dell’entroterra, tra cui Mauro Romoli (Pollenza) e Rosa Piermattei (San Severino), insieme ai colleghi di Belforte, Petriolo, Cessapalombo, Gagliole, Caldarola e Monte San Giusto, hanno inviato una dura lettera all’assessore regionale ai trasporti Goffredo Brandoni e ai vertici di Rfi.
La preoccupazione, nata da segnalazioni sindacali, riguarda il mancato adeguamento del personale e la mancata nomina di capi tecnici per il nucleo di Macerata, a differenza di quanto avvenuto in altri territori. Il cuore del problema è logistico e operativo: attualmente, il nucleo di Macerata conta circa 10 operai tra tecnici e addetti specializzati nella manutenzione degli impianti di segnalamento. Sono loro a intervenire tempestivamente quando un passaggio a livello si guasta garantendo la fluidità del traffico ferroviario e stradale. Secondo i sindaci l’idea di spostare o accorpare queste risorse nelle sedi di Civitanova o Fabriano, località considerate meno baricentriche rispetto al cuore della provincia, sarebbe un errore strategico. «Supplire a tali mancanze con personale proveniente da altre sedi comporterebbe tempi di intervento biblici», denunciano i sindaci.
La linea ferroviaria che attraversa il maceratese conta ben 43 passaggi a livello, molti dei quali situati su strade ad alta percorrenza che collegano le varie vallate. Un guasto non gestito rapidamente a Macerata comporterebbe disservizi a catena, come successo lunedì a Morrovalle dove a causa di un guasto si è formata una lunghissima fila fino a Trodica.
I sindaci nella missiva sottolineano anche un paradosso: lo smantellamento del personale avviene proprio mentre la linea è oggetto di ingenti investimenti per l’elettrificazione, lavori onerosi che testimoniano l’interesse di Rfi per la tratta, ma che rischiano di essere vanificati se viene a mancare il presidio umano sul territorio. «Rfi è un’azienda a totale partecipazione pubblica e dovrebbe rispondere al concetto di responsabilità sociale», concludono i sindaci, appellandosi alla Regione per una soluzione.
Be', visto che però, in concreto, di guasti alla rete ferroviaria credo che si verifichino (per fortuna) abbastanza raramente, mi sembra di capire che queste persone prendono uno stipendio senza fare niente per tutto il tempo, se non, appunto, quelle rare volte che devono intervenire.... ma nelle settimane in cui non c'è nemmeno un guasto, cosa fanno??
Credimi il servizio già lo fanno perché questa linea è in perdita da anni ma per il bene della popolazione la lasciamo aperta
Gianmario Morresi allora hanno speso 200 milioni di euro per un ramo secco???? Aaahhh la scieenzahhh. Facevano una pista ciclabile come Spoleto Norcia, comunque è un doppi
Gianmario Morresi allora hanno speso 200 milioni di euro per un ramo secco???? Aaahhh la scieenzahhh. Facevano una pista ciclabile come Spoleto Norcia, comunque è un doppione dei bus
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Sarebbe stato molto meglio sotto tutti i punti di vista lo SMANTELLAMENTO DELLA TRATTA CIVITANOVA ALBACINA INUTILE, COSTOSA ED INEFFICIENTE DA SOSTITUIRE CON PULLMAN
Da quando c’è il capitano al ministero i guasti si sono azzerati.
Si è vero, i TECNICI RFI (ormai sono quasi tutti diplomati e periti) intervengono nella riparazione dei guasti delle apparecchiature elettriche, elettromeccaniche, elettroniche e computerizzate della rete ferroviaria Civitanova-Albacina (Passaggi a livello, deviatoi, segnali, circuiti di binario, pedali oleodinamici, sale relè, telecomandi, sistemi radar di sicurezza PL, impianti di illuminazione delle stazioni, delle gallerie…. etc).
Vedi quante cose hanno da fare oltre che riparare i guasti. Devono fare manutenzione per poter contenere le anormalità che sono statisticamente inevitabili con conseguenti disagi alla circolazione. Effettuano una manutenzione programmata che ancora, in ferrovia, è alla base della sicurezza della circolazione treni.
Poi, quando quelli che comandavano e avevano politicamente l’occhio lungo, decisero di portare la ferrovia in ogni provincia d’Italia (purtroppo ne è rimasta esclusa ed è ancora senza stazione ferroviaria solo Matera… domandatevi perchè ) come potenziamento infrastrutturale ed investimento sul territorio, fecero arrivare la ferrovia a MACERATA anche se stava in cima alle colline.. ci tenevano, allora, alla stazione per poter andare e girare in tutta Italia. Agnelli ancora doveva nascere.
Inoltre, per concludere, l’investimento nell’elettrificazine della linea, finalmente finanziata, permetterà di realizzare un bypass strategico rispetto alle tratte Civitanova-Ancona ed Ancona-Fabriano.
Con l’elettrificazione ci siamo lasciati fregare dagli Ascolani e dagli Abruzzesi che da tempo hanno elettrificato le loro tratte tronche Ascoli-P. d’Ascoli e Teramo-Giulianova con un incremento notevolissimo di trasporto persone, di abbassamento dell’inquinamento e degli incidenti gravi sulle loro superstrade.
A noi ci manca solo la realizzazione della metropolitana del Chienti ad orario cadenzato (Macerata-Civitanova senza soste intermedie) 30 Km in 15 minuti (120 Km/h) da centro città a centro città… alla faccia della superstrada.